Escursione con racchette da neve nella Valle Traversiera – 2200 m – Valle Maira

Per raggiungere il Vallone di Traversiera occorre percorrere tutta la Valle Maira fino al Villar di Acceglio. Si lascia quindi la strada che prosegue verso Chiappera per prendere la diramazione asfaltata sulla destra in direzione di Lausetto. Poco dopo Colombata, a causa della neve, abbiamo dovuto lasciare la macchina, sebbene normalmente la strada prosegua su asfalto per qualche tratto, per poi diventare definitivamente sterrata fino a raggiungere, dopo un lungo percorso, il rifugio (ricovero) Carmagnola (2840 m), situato sul confine con la Valle Varaita.

Dati tecnici

  • Ascesa: 620 metri circa
  • Altitudine partenza: 1.576 metri
  • Altitudine massima: 2.200 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: altro, grangia
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Cartografia: Esquiar en Val Maira, IGC – Carta 111
  • Partenza: Indicazioni stradali

Giovedì 7 maggio 2009. Gelu, Valerio ed il sottoscritto ci troviamo in macchina alle 7:00 del mattino senza ancora aver chiara la meta da raggiungere. Gelu vorrebbe andare al Monte Nebin. Io invece, dopo aver letto il resoconto di alcuni escursionisti, sarei incuriosito dai Monti Freide ed Albrage: nessuno di noi è mai stato nel Vallone Traversiera, che però dicono sia molto panoramico. Risalendo la Valle Maira ci chiariamo le idee e optiamo per questi ultimi, senza però conoscere le condizioni stradali di accesso al vallone. Ci aspettiamo che, essendo esposto a sud, la strada sia abbastanza sgombra dalla neve, per lo meno fino a quota 1900/2000 metri.

Poco dopo la borgata Colombata (1576 m) troviamo la strada sbarrata dalla neve. Peccato: siamo un po’ troppo distanti dal vero punto di partenza del percorso che avevamo intenzione di fare. Immaginavamo almeno di poter raggiungere il pianoro dove è ubicata la cappella della Madonna delle Grazie (1994 m).

Oramai siamo qui: indietro non torniamo e decidiamo di procedere anche senza una meta definita, in modo da conoscere un po’ meglio questo vallone. Per la prima volta di quest’anno ci accingeremo a fare un percorso misto, nel senso che non troveremo solo neve ma anche qualche tratto erboso.

Arrivati nei pressi di un ponte lo lasciamo alla nostra destra per continuare la marcia sulla strada innevata alla sinistra del Rio Mollasco. D’ora in poi seguiremo la strada che si inoltra nello stretto vallone e che, più avanti, salirà di quota con alcuni stretti tornanti passando in mezzo ad una pineta ben innevata arrivando così alle Grange Merletto.

Un po’ oltre occorre superare la zona che si rivelerà la più pericolosa dell’intero tragitto, in quanto, per circa 200 metri la strada passa sotto una ripida bastionata rocciosa dalla quale sono già scese numerose slavine.

Il pericolo cessa quando si arriva al ponticello in legno che scavalca il rio, oltre il quale si sale, per prati, fino alle soprastanti grange Varzio (1913 m).

Sulle pendici nevose degradanti dell’opposto vallone fotografiamo, da molto distante, un branco di ungulati. Troviamo anche parecchie marmotte che corrono sulla neve dopo il lungo letargo.

Superate le grange, salendo sempre per prati, ci si ricollega alla strada che con un traverso a sinistra ci porta nella zona pianeggiante dove è situata la graziosa cappella della Madonna delle Grazie (1994 m).

Proseguiamo oltre toccando la grangia Chiapusso. Dobbiamo ora spostarci sull’altro versante del vallone attraversando il rio Mollasco su un ponticello di legno. Cinquanta metri dopo, non volendo rischiare slavinamenti, ci inerpichiamo su un ripido pendio semi-erboso per raggiungere la strada che con un lungo tornante risale alta sopra di noi.

Una volta raggiunta potremmo continuare a mezza costa solo se avessimo con noi i ramponi perché la forte pendenza su questa neve dura sarebbe alquanto rischiosa. Preferiamo allora risalire un altro erto pendio per vedere cosa c’è più in su. Arrivati a quota 2200 dobbiamo desistere perché la neve è ghiacciata e sotto di noi abbiamo uno scivolo di almeno duecento metri. Per oggi può bastare.

Un’idea ce la siamo fatta, e ci siamo segnati almeno altre quattro/cinque escursioni da fare prossimamente in questo vallone. Preferiamo allora ridiscendere alla cappella per mangiare qualcosa al riparo da un fresco vento. Nella discesa a valle, nel punto più pericoloso, ci toccherà scavalcare almeno due nuove slavine scese durante la giornata.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Esquiar en Val Maira

Esquiar en Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

Carta 111, Valle Maira, Acceglio, Brec de Chambeyron

(2011)

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (4)

  1. Marco Alessandria


    vorrei sapere il modello di fotocamera con cui sono state fatte le foto dell’ultima escursione del 20 maggio. grazie

  2. cuneotrekking


    Preferendo una fotocamera digitale compatta ad una reflex, per motivi di spazio e peso, abbiamo scelto una CANON IXUS 900 Ti
    Ciao.


  3. MA quindi in fin dei conti le racchette da neve non servono…Giusto? Un paaio di ramponi bastono…

  4. cuneotrekking


    Noi abbiamo iniziato a metterci le racchette una volta arrivati alla Cappella della Madonna delle Grazie. Più su, oltre i 2200 metri potevano servire i ramponi. Poichè la discesa in genere la fai nel pomeriggio, quando la neve è ormai molle, fanno comodo le racchette per non sprofondare troppo.

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