Escursione ad anello con racchette da neve alla località “Montasso” di Robilante – Val Vermenagna

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Sui sentieri con Cuneotrekking

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La località Montasso è situata in posizione ridente e soleggiata sulle colline Robilantesi (destra orografica della Val Vermenagna) sotto il Becco del Corno (1342 m), al cospetto di Rocca dell’Abisso, Frisson e Bussaia.

Dati tecnici

  • Ascesa: 640 metri circa
  • Distanza: 14,7 km circa
  • Altitudine partenza: 600 metri
  • Altitudine massima: 1.124 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Questo tragitto, facile ed esente da pericoli di valanghe, si svolge a cavallo tra la Val Colla e la Val Vermenagna, sulle colline che separano Boves da Robilante.

È un bell’anello che può essere tranquillamente percorso in qualsiasi altro periodo dell’anno, poichè ogni stagione presenta panorami, colori e paesaggi diversi.

Per raggiungere la base di partenza, che noi abbiamo stabilito da Boves, ci sono due alternative:

  • All’inizio del viale alberato che porta a Madonna dei Boschi, prendere la prima strada in salita a destra (Via Monviso) dove si posa subito l’auto. La partenza (via Gigutin Soprani) è a fianco della villa di mattoni (cartelli indicatori).
  • Al termine di Corso Bisalta di Boves, si abbandona la strada che continua per Madonna dei Boschi e si imbocca Via Cerati che conduce all’omonima frazione. Percorsi circa 300 metri, nei pressi di alcune cataste di legna, si posa l’auto. Si percorrono a piedi un centinaio di metri in direzione della frazione, poi si svolta a sinistra (Via Monviso) sul ponticello che scavalca il bedale e, dopo una settantina di metri, nuovamente a sinistra per andare ad imboccare al termine, nei pressi di una villa in mattoni, la Via Gigutin Soprani.

Oggi, lunedì 3 gennaio 2011, ci siamo dati appuntamento Valerio, Gelu e Riccardo ed io in Via Cerati. Seguendo la seconda alternativa, ci portiamo in pochi minuti in Via Gigutin Soprani. A fianco della villa in mattoni iniziamo la salita sull’asfalto passando sulla destra di alcune villette. Oltrepassato il grande prato che declina sulla strada per la Madonna dei Boschi, affianchiamo alcune strutture adibite a captazione d’acqua; immediatamente dopo la terza abbandoniamo la strada che prosegue per seguire, a sinistra, quella che sale ripida all’interno del bosco infossandosi, poco oltre, come una pista da bob. Oltrepassato un casotto posto in alto sulla riva destra, la strada si drizza e un centinaio di metri dopo, all’altezza di un muretto in pietra, trascuriamo quella che prosegue in leggera discesa verso la borgata Gigutin sottani, per deviare il cammino su quella che sale verso i boschi. Dopo un piccolo varco ci troviamo a percorrere un lungo dritto contornato da castagni e betulle.

Sul lungo dritto dopo il varco


Al fondo, due tornanti ci innalzano verso sinistra in un successivo vallone dove, tra gli alberi, si scorgono in abbandono le case dei Gigutin Soprani. Con maggiore salita, la strada segue l’andamento del vallone portandoci alfine sul lungo traverso che, a seconda della vegetazione, può offrire un panorama sulla pianura della Rivoira.

Oltre il vallone dei Gigutin Soprani

Si supera più avanti un primo varco, poi un secondo dopo il quale si raggiunge il displuvio che scende sulla frazione Rosbella.

Ci troviamo sul displuvio di Rosbella

Lasciata la stradina che in leggera discesa passa accanto ad un malandato relitto di skilift seguiamo quella che sale e che andrà a transitare, dopo un pò, a destra di una baita di montagna (casot di Luciano), situata in posizione panoramica sulla Bisalta e ai margini del Prato del Soglio.

Sguardo sulla Bisalta dal grazioso “Casot” di Luciano

Risalito tutto il prato nevoso, ci portiamo nei pressi della graziosa baita che sta a cavallo delle due vallate, quindi, appena oltre, sulla strada che sale dal Malandrè. Svoltando a sinistra, costeggiamo tutta la pineta fino ad uno slargo dal quale partono le diramazioni per Rosbella, Passo di Ceresole, Montasso. Prendiamo quella che ci interessa, (seguire il cartello che indica Malandrè, Pilone del Moro, Boves) ovvero quella che scende verso il versante di Robilante. Ci inoltriamo, con una lunga discesa, in un tratto in bosco di faggi e betulle. Al primo bivio continuiamo a scendere tenendo la destra. Al successivo, ci teniamo invece a sinistra per portarci in posizione panoramica sui prati che percorreremo scendendo verso un gruppo di case denominato “Tetto Luchinet” (fontana).

 

Scendendo verso Tetto Luchinet

 

Passando al suo interno ci portiamo verso la base del villaggio dove incrociamo la strada che arriva dal Malandrè. Svoltando verso sinistra (direzione sud) andremo a superare Tetto Porte (1056 m) per raggiungere, poco oltre, la Cappella (Capela ‘d Mountas) con fontana adiacente e possibilità di fare pic-nic. Qui siamo in località Montasso e, per oggi, poniamo termine al nostro cammino di andata.

Arrivo alla “Capela ‘d Mountas”

Al fondo a sinistra la Rocca dell’Abisso; appena più a destra il Frisson

Per il ritorno ripercorriamo il tratto fino alla base di Tetto Luchinet. Senza salire nel villaggio seguiamo la strada carrozzabile che, dopo aver contornato alcuni valloncelli, termina nei pressi della chiesa del Malandrè, dove ci fermiamo un momento per rifocillarci sulle gelide panchine del sagrato della chiesetta.

Dal sagrato della chiesetta del Malandrè

Seguiamo ora il tratto di strada asfaltata che arriva dal Pilone del Moro. Dal Pilone (940 m) non prendiamo la strada a sinistra che scende a Robilante, nè quella a destra che porta a Boves, ma inforchiamo la sterrata (a destra del Pilone) che ci porterà a percorrere, sotto cresta, un lungo tratto della dorsale divisoria Vermenagna/Colla. Dopo 10/15 minuti di percorso panoramico su Robilante si perviene al pilone sacro del Colletto Ramonda, ricostruito nel 1996 (917 m).

La stradina che ci porta al Colletto Ramonda

Continuando sulla dorsale, passiamo accanto alle vecchie abitazioni di Tetto Ramonda, introducendoci subito dopo in un bosco di castagni e successivamente in uno di larici. Nei pressi di un piccolo dosso la stradina si riduce a sentiero infilandosi, in discesa, nel versante Bovesano. A questo punto, prendendo il viottolo accanto che sale, con una manciata di minuti ci rechiamo al vicino Pilone della Battaglia (986 m) dove, in assenza di alberi, si avrebbe una bella visuale sulla pianura cuneese.

Arrivo al Pilone della Battaglia

Dal pilone continuiamo a seguire la dorsale che declina sul lungo prato dalla parte opposta; al fondo giriamo a destra trovando una strada che si fa largo tra i larici ed arriva ad un casotto; scendendo ora verso il basso, due piccoli tornanti ci attendono per condurci davanti ad una segheria nei pressi della fontana del Bandito. Non rimane che continuare la discesa sulla stessa strada senza seguire altre deviazioni fino a quando ritroviamo l’asfalto. Dopo una ventina di metri, nei pressi di una cabina elettrica a palo, prendiamo la strada sterrata che scende tra i boschi verso destra. Percorsi 70/80 metri abbandoniamo la strada in discesa per inforcare quella pianeggiante sulla sinistra che ci porterà, dopo un bel tratto, ad affacciarci sulle ridenti colline bovesane (Costalunga) coltivate a vite. Al termine delle vigne il sentiero ritrova il bosco e la strada in discesa che in una decina di minuti ci riporterà al nostro parcheggio.

Le colline di Costalunga

Colline di Costalunga in autunno

Foto autunnale scattata sulle colline di Costalunga

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione con racchette da neve al Bric Cassin – 2636 m – Valle Maira

Precedente Escursione con racchette da neve: Testa di Garitta Nuova (da Becetto) - 2385 m – Valle Varaita

Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 4, 1:25.000

Carta A.S.F. 4, 1:25.000

Institut Geographique National

Vallée des Merveilles, Val Vermenagna

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (1)


  1. Questa è una bellissima escursione, specialmente per noi BOVESANI che ci consente una volta tanto di lasciare l’auto in garage ed evita di conseguenza il solito sonnellino automobilistico del ritorno a valle ad Elio e Riccardo (quando non guidano).

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