Cima di Crosa

Commenti (4)

  1. Danilo Gardino


    La cima di Crosa riportata da alcune cartine e sulla cartina di questa pagina, sarebbe più a Sx a circa 200 m e più alta 2531 m appunto.
    Mentre invece la croce fi ferro (dove termina questo percorso) sembrerebbe appartenere all’anticima a 2529 m.


    • Hai ragione Danilo, se vogliamo essere puntigliosi e precisi la vera cima di Crosa è spostata leggermente a sud-ovest, ma la croce di vetta è posta su quella a cui, per convenzione, tutti fanno riferimento come cima. Ciao

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi Silvia è andata a farsi un’escursione nelle Langhe con alcune sue amiche così io ne approfitto per fare le vette in cui Silvia, con l’allenamento che ha ora, non riuscirebbe a fare in scioltezza.
    Mi viene in mente la Cima di Crosa quasi subito, una vetta che mi mancava alla mia “collezione privata” di cime conquistate almeno una volta.
    Il mio itinerario prevedeva all’andata lo stesso percorso fatto da Cuneotrekking qui, il ritorno invece ho intenzione di passare per i Fortini di Crosa e scendere dal Colle di Cervetto.
    Così alle 8:00 sono in partenza dalla Borgata Ruà di Sampeyre, il cielo è sereno ma la temperatura è già alta.
    Ed infatti fin dai primi metri scattano i problemi: lasciando quasi subito la sterrata per prendere alcune scorciatoie iniziali che passano in un bosco di larici e il caldo umido mi assale.
    Per tutta la salita mi opprimerà in continuazione, facendomi sudare molto (cosa inusuale per me) e costringendomi a fare numerose fermate di pochi secondi per riprendermi.
    Più avanti mi ricongiungo con la strada sterrata che termina più in alto a Pina Ciattina, passando tra incantevoli radure e boschi.
    La meta è sempre davanti a me leggermente spostata a sinistra, s’intravede per un po’ di tempo anche il riflesso della Cappella Madonna Alpina.
    Successivamente arrivo al bivio che porta in direzione della cappella, abbandonando il sentiero per il Colle Cervetto.
    Qui in poi il sentiero sarà completamente esposto al Sole costeggiando le pareti Sud della Cima di Crosa con una salita regolare senza cambiamenti ragguardevoli di pendenza.
    Mi accorgo però che la nebbia sta salendo dal versante Po della Testa di Garitta Nuova, tenendo d’occhio la situazione proseguo. La pianura è nascosta dalla cappa di calore.
    Il caldo è opprimente ma almeno c’è un vento fresco che soffia discontinuo e mi rinfresca.
    Improvvisamente dopo una leggera svolta a destra mi compare la cappella: è carina ed è tenuta davvero bene.
    20 metri più avanti il sentiero da una brusca virata a destra e l’Alta Valle Varaita mi compare in tutta la sua bellezza ma assieme a lei, compare anche la nebbia salita sempre dalla Valle Po è ha già ricoperto l’Alto Vallone di Luca.
    Però vedo la Cima della Crosa che è ancora al Sole.
    Non posso che approfittarne, così salgo l’ultima rampa di salita puntando dritto verso la vetta seguendo la cresta finale.
    Li nel cielo vedo volare un’aquila che mi sta studiando con il suo volo circolare sopra di me.
    Un passo alla volta ed alle 10:00 sono alla croce di vetta.
    Il panorama ha deciso di non mostrarsi: solamente i monti confinanti con la Valle Maira sono visibili, il resto è avvolto dalla nebbia.
    Giornata da previsioni sereno che poi cambia improvvisamente, questa pazza estate 2018…
    Però si sta bene come temperatura, ed ogni tanto il Sole sopra di me risplende prepotentemente ed ogni tanto si nasconde.
    Prendo il libro di vetta per firmarlo e scriverci qualcosa e vedo anche una foto plastificata di una ragazza con una dedica di un anonimo. Questa ragazza è morta e questa persona gli dedica delle parole bellissime che mi hanno commosso, poi alcuni vandali ci hanno scritto sopra un paio di considerazioni…c’è il libro di vetta per quello!!!!
    Mi sdraio su una roccia piatta e schiaccio un pisolino fino alle 10:40 quando la nebbia sta peggiorando sempre più e decido di scendere.
    Abbandono l’idea di dirigermi verso il Colle Cervetto, voglio tornare sui miei passi dell’andata per non perdermi.
    Dalla Cappella Madonna Alpina il Sole torna a risplendere e lo farà fino alla fine dell’escursione.
    Alla Cappella mangio pranzo.
    Arrivano i primi incontri della giornata: due ciclisti con un cane diretti verso il Vallone di Luca e un signore partito da Pian Munè in esplorazione a casaccio seguendo i sentieri.
    Scendendo incontro ancora due signore e due escursionisti francesi tutti intenti a salire.
    Arrivo alla macchina alle 12:30, il parcheggio è strapieno di auto.
    Una gita tutto sommato piacevole, un posto in cui non ci ero mai stato, ho la magra consolazione nel fatto che il panorama che mi sono perso in vetta l’ho già visto l’ultima volta che sono salito alla Garitta Nuova.
    Che caldo però…
    Però ho valutato che a 2500 metri non c’è più traccia di neve (almeno sui versanti esposti), si può pensare di alzare le quote d’arrivo prima della mia personale “Stagione dei 3000 m” che copre Agosto e Settembre dove mi concentro solitamente sui 3000 m della provincia.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia. Il bello di questa escursione ce l’hai se non trovi nebbia. Mi sembra quindi che non hai avuto modo di vedere il Monviso e la cima delle Lobbie alla tua sinistra. Peccato, dovrai tornarci un’altra volta. Ciao

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