Escursione da Becetto alla cima di Crosa (2531 m) passando dalla cappella della Madonna alpina (2320 m) – Valle Varaita

La cima di Crosa, molto panoramica sul Monviso, è posta sulla sinistra orografica della Valle Varaita, all’altezza di Sampeyre, sul divisorio con la Valle Po tra il Colle di Luca (2437 m) e il Colle Cervetto (2250 m).

Percorrere il tratto della valle Varaita fino a Sampeyre. Dalle prime case del paese seguire, verso destra, le indicazioni per Becetto. Raggiunto il paesino si prosegue ancora qualche chilometro, fino al piccolo borgo di Ruà (1536 m). Lasciare l’auto nel parcheggio al di sopra delle case.

  • Ascesa: 1.000 m circa
  • Distanza: 9,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.536 m
  • Altitudine massima: 2.531 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: altro, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Torniamo volentieri in valle Varaita per goderci ancora queste meravigliose giornate soleggiate. Oggi abbiamo in programma la salita alla cima di Crosa, raggiunta da noi con le ciastre alcuni anni fa durante la stagione invernale passando dal colle Cervetto (vedi).

La posizione della borgata Ruà, di fronte ai monti Birrone (2131 m), Rastcias (2404 m) e Cugulet (2495 m) è incantevole, come pure lo sono le belle baite, sapientemente ristrutturate con criteri costruttivi dell’alta montagna, che la rendono accogliente e vivace.

Lasciata a destra la sterrata che porta verso il colle del Prete (1716 m), prendiamo un sentiero scorciatoia (indicazioni per la cima di Crosa) inoltrandoci direttamente nel fitto tra i larici.

Poco dopo, un secondo cartello ci devia ancora sulla destra e con ripido percorso, intervallato da viste stupende verso il monte Ricordone (1763 m), andiamo a raggiungere la strada in un tornante.

Uscendo allo scoperto ci accostiamo alla baita del Lupo (1800 m). La strada di lì a breve riprende quota passando vicino ad una presa d’acqua e, mantenendosi a destra di un nutrito bosco di pini, raggiunge un terreno acquitrinoso che si scavalca.

Poco più in alto, sulla destra, sorge il pian Ciattiva (1947 m) dove una vecchia baita col tetto in lamiera è adagiata a metà del pianoro.

Proseguendo sulle tracce che continuano a zigzagare verso sinistra raggiungiamo, più in alto, il bivio con le indicazioni per la cappella della Madonna alpina e il colle Cervetto.

Lasciato proseguire il sentiero per il colle, svoltiamo a sinistra (direzione ovest) su un traverso ascendente, che gradualmente ci sposta verso le ripide propaggini della balconata di Crosa.

Al termine del traverso il sentiero piega a destra per entrare in un valloncello sospeso e appartato, raggiunge un gias e poco più sopra si biforca. Tutte due le tracce (tacche bianco/rosse) portano nello stesso punto.

Noi seguiamo quelle verso sinistra proseguendo a zig zag sul ripido spallone. Lungo questo tratto troviamo un po’ di neve ghiacciata. Passati poi sotto un roccione solitario il sentiero aggira ancora un costone della balconata spianandosi.

In lontananza si inizia già a vedere la cappella della Madonna alpina (2320 m), addossata a pareti rocciose in posizione molto panoramica.

Il posto è molto suggestivo e noi ci fermiamo per una pausa e sorseggiare un tè. Pochi metri oltre la cappella la visuale può spaziare sulla parte alta della val Varaita.

Si possono notare in lontananza il monte Chersogno (3026 m) la rocca Marchisa (3072 m) ed il Pelvo d’Elva (3064 m).

Più a destra, oltre il colle di Luca, fa bella mostra di sé la cima delle Lobbie (3015 m).

Svoltando verso destra invece si nota, alta, la cima di Crosa.

Per raggiungerla deviamo liberamente sulle pendici erbose del monte tenendoci verso il bordo destro. Sulla cima raggiunta il nostro sguardo viene naturalmente catalizzato dal panorama sul Monviso, lì a due passi.

Poco dopo veniamo raggiunti da altri due escursionisti.

Al di là della cima, nel comune di Oncino, notiamo il lago semighiacciato di Tartarea (2225 m).

Il panorama spazia lungo i confini della valle Maira, dal monte San Bernardo fino al Pelvo d’Elva e oltre, dove possiamo ammirare ogni singola cima.

Verso est notiamo le cime di Riba del gias (2381 m) e testa di Garitta nuova (2385 m), che avevamo raggiunto tempo fa con le ciastre.

Più tardi ci rimettiamo in moto per la discesa che potrebbe concludersi con l’anello verso il colle Cervetto passando dai fortini di Crosa.

Preferiamo tornare invece alla cappella della Madonna alpina per uno spuntino e per godere una volta ancora del bellissimo panorama che guarda verso il basso della val Varaita.

Non rimane ora che ridiscendere sul sentiero dell’andata e concludere l’escursione tra le case di Ruà.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (4)

  1. Danilo Gardino


    La cima di Crosa riportata da alcune cartine e sulla cartina di questa pagina, sarebbe più a Sx a circa 200 m e più alta 2531 m appunto.
    Mentre invece la croce fi ferro (dove termina questo percorso) sembrerebbe appartenere all’anticima a 2529 m.


    • Hai ragione Danilo, se vogliamo essere puntigliosi e precisi la vera cima di Crosa è spostata leggermente a sud-ovest, ma la croce di vetta è posta su quella a cui, per convenzione, tutti fanno riferimento come cima. Ciao

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi Silvia è andata a farsi un’escursione nelle Langhe con alcune sue amiche così io ne approfitto per fare le vette in cui Silvia, con l’allenamento che ha ora, non riuscirebbe a fare in scioltezza.
    Mi viene in mente la Cima di Crosa quasi subito, una vetta che mi mancava alla mia “collezione privata” di cime conquistate almeno una volta.
    Il mio itinerario prevedeva all’andata lo stesso percorso fatto da Cuneotrekking qui, il ritorno invece ho intenzione di passare per i Fortini di Crosa e scendere dal Colle di Cervetto.
    Così alle 8:00 sono in partenza dalla Borgata Ruà di Sampeyre, il cielo è sereno ma la temperatura è già alta.
    Ed infatti fin dai primi metri scattano i problemi: lasciando quasi subito la sterrata per prendere alcune scorciatoie iniziali che passano in un bosco di larici e il caldo umido mi assale.
    Per tutta la salita mi opprimerà in continuazione, facendomi sudare molto (cosa inusuale per me) e costringendomi a fare numerose fermate di pochi secondi per riprendermi.
    Più avanti mi ricongiungo con la strada sterrata che termina più in alto a Pina Ciattina, passando tra incantevoli radure e boschi.
    La meta è sempre davanti a me leggermente spostata a sinistra, s’intravede per un po’ di tempo anche il riflesso della Cappella Madonna Alpina.
    Successivamente arrivo al bivio che porta in direzione della cappella, abbandonando il sentiero per il Colle Cervetto.
    Qui in poi il sentiero sarà completamente esposto al Sole costeggiando le pareti Sud della Cima di Crosa con una salita regolare senza cambiamenti ragguardevoli di pendenza.
    Mi accorgo però che la nebbia sta salendo dal versante Po della Testa di Garitta Nuova, tenendo d’occhio la situazione proseguo. La pianura è nascosta dalla cappa di calore.
    Il caldo è opprimente ma almeno c’è un vento fresco che soffia discontinuo e mi rinfresca.
    Improvvisamente dopo una leggera svolta a destra mi compare la cappella: è carina ed è tenuta davvero bene.
    20 metri più avanti il sentiero da una brusca virata a destra e l’Alta Valle Varaita mi compare in tutta la sua bellezza ma assieme a lei, compare anche la nebbia salita sempre dalla Valle Po è ha già ricoperto l’Alto Vallone di Luca.
    Però vedo la Cima della Crosa che è ancora al Sole.
    Non posso che approfittarne, così salgo l’ultima rampa di salita puntando dritto verso la vetta seguendo la cresta finale.
    Li nel cielo vedo volare un’aquila che mi sta studiando con il suo volo circolare sopra di me.
    Un passo alla volta ed alle 10:00 sono alla croce di vetta.
    Il panorama ha deciso di non mostrarsi: solamente i monti confinanti con la Valle Maira sono visibili, il resto è avvolto dalla nebbia.
    Giornata da previsioni sereno che poi cambia improvvisamente, questa pazza estate 2018…
    Però si sta bene come temperatura, ed ogni tanto il Sole sopra di me risplende prepotentemente ed ogni tanto si nasconde.
    Prendo il libro di vetta per firmarlo e scriverci qualcosa e vedo anche una foto plastificata di una ragazza con una dedica di un anonimo. Questa ragazza è morta e questa persona gli dedica delle parole bellissime che mi hanno commosso, poi alcuni vandali ci hanno scritto sopra un paio di considerazioni…c’è il libro di vetta per quello!!!!
    Mi sdraio su una roccia piatta e schiaccio un pisolino fino alle 10:40 quando la nebbia sta peggiorando sempre più e decido di scendere.
    Abbandono l’idea di dirigermi verso il Colle Cervetto, voglio tornare sui miei passi dell’andata per non perdermi.
    Dalla Cappella Madonna Alpina il Sole torna a risplendere e lo farà fino alla fine dell’escursione.
    Alla Cappella mangio pranzo.
    Arrivano i primi incontri della giornata: due ciclisti con un cane diretti verso il Vallone di Luca e un signore partito da Pian Munè in esplorazione a casaccio seguendo i sentieri.
    Scendendo incontro ancora due signore e due escursionisti francesi tutti intenti a salire.
    Arrivo alla macchina alle 12:30, il parcheggio è strapieno di auto.
    Una gita tutto sommato piacevole, un posto in cui non ci ero mai stato, ho la magra consolazione nel fatto che il panorama che mi sono perso in vetta l’ho già visto l’ultima volta che sono salito alla Garitta Nuova.
    Che caldo però…
    Però ho valutato che a 2500 metri non c’è più traccia di neve (almeno sui versanti esposti), si può pensare di alzare le quote d’arrivo prima della mia personale “Stagione dei 3000 m” che copre Agosto e Settembre dove mi concentro solitamente sui 3000 m della provincia.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia. Il bello di questa escursione ce l’hai se non trovi nebbia. Mi sembra quindi che non hai avuto modo di vedere il Monviso e la cima delle Lobbie alla tua sinistra. Peccato, dovrai tornarci un’altra volta. Ciao

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