Escursione da Chiappera al monte Maniglia (3177 m) – Valle Maira

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Il monte Maniglia è una cuspide arrotondata e detritica posta sul divisorio tra le valli Maira e Varaita. Il panorama che si gode dalla sua cima offre uno scenario stupendo su tutto l’arco alpino che abbraccia le due valli, specialmente verso le cime terminali della valle Maira confinanti con la Francia.

Accesso in auto:

Risalire da Dronero tutta la valle Maira fino all’ultima borgata Chiappera. Proseguire ancora per qualche centinaio di metri oltre l’abitato. Al ponte svoltare a destra seguendo la sterrata che prosegue sotto le pendici della rocca Provenzale. Dopo circa 2,8 km di strada sterrata si supera un ponticello e si lascia l’auto a sinistra in uno spiazzo.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.340 metri circa
  • Distanza: 15,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.884 metri
  • Altitudine massima: 3.183 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Passo
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Lasciamo l’auto una ventina di metri dopo il ponte delle Combe (1884 m). Dopo pochi metri di percorso abbandoniamo la sterrata per un sentiero che sale verso destra e che si va a ricongiungere nuovamente ad essa presso le grange Collet (2006 m).

Proseguendo, al bivio per il colle Greguri si tiene la sinistra e poco dopo, nei pressi della grangia Rabet (2014 m – sentiero T16), la destra. Il sentiero piegando verso est passa alcuni ruderi poi scavalca il rio su un ponticello raggiungendo e superando la grangia Turré (2089 m).

Mantenendosi sul lato destro del rio prosegue incuneandosi nella bella e lunga valle verdeggiante. Seguendo l’andamento del sentiero più avanti ci spostiamo verso destra poi, risalendo alcuni tratti erbosi, raggiungiamo un primo bivio (ometto, sarà la nostra strada del ritorno).

Proseguendo ancora un tratto, dopo circa 0,5 km di cammino raggiungiamo un secondo bivio (quota 2425 m circa, 4,2 km dalla partenza). Ignorando il sentiero che prosegue al colle di Bellino (palina) svoltiamo a sinistra per il monte Maniglia con un tratto di salita a serpentina che si innalza a lato di una parete rocciosa.

Più sopra si distende tra erba e massi, supera alcuni specchi d’acqua e prosegue lasciando sul lato sinistro la valle di Ciabriera.

Tratto di salita con, al fondo, la valle di Ciabriera

Da qui è possibile ora scorgere in lontananza, alto verso sinistra, la sagoma arrotondata del Maniglia. Scavalcati alcuni brevi punti rocciosi il sentiero volge verso destra e risale una breve pendice tra lastre di pietra ed erba.

Sulla pendice erbosa

Al termine (ometti), svoltando a sinistra con bella visuali sui monti Albrage (2999 m), Freide (2967 m) e Bellino (2942 m), prosegue lungo una dorsale e si porta lentamente a sinistra di un grande panettone detritico.

Veduta del monte Maniglia (a sinistra)

Il sentiero si tiene a sinistra del panettone detritico

Il sentiero taglia il lato sinistro su pietrame e va a sbucare nei pressi della bassa di Terrarossa (2832 m). Il nome è appropriato e stacca decisamente dal cielo blu e dalle rocce attornianti.

La bassa di Terrarossa

Dopo una breve discesa si inizia l’ultimo tratto di salita puntando con decisione alla cima.

Dopo aver superato poco più avanti un tratto roccioso il percorso si sposta a destra dell’anticima (grande cippo in pietra) e prosegue su tracce di pietrisco e lastre in pietra fino alla vetta del Maniglia (3177 m) che raggiungiamo intorno alle 11:10.

Verso l’anticima

L’ultimo tratto di salita

Poco prima dell’ultimo strappo lasciamo a destra, a breve distanza da noi, una nutrita colonia di stambecchi maschi (almeno una trentina) nel loro momento di riposo.

Folto gruppo di stambecchi maschi

Dalla cima est proseguiamo qualche metro oltre fino a toccare la cima nord-ovest poco più alta (3183 m).

La cima nord-ovest

Beppe raggiunge la cima sud-est

Altra veduta della cima sud-est

Paesaggio incantevole quello che guarda a sud-ovest. Riconosciamo le note cime del Brec e dell’Aiguille de Chambeyron, della Tête de l’Homme (3202 m), della Frema (3143 m), della Tête de Cialancion (3014 m), del Sautron (3165 m), mentre verso nord-est riconosciamo la Tête de l’Autaret (3014 m), il Pelvo di Ciabrera (3151 m) e in lontananza il Monviso (3841 m).

Panorama dal Brec (a sinistra) all’Aiguille (a destra) de Chambeyon

Sguardo verso i laghi di Roure

In primo piano la Tête de l’Autaret

In primo piano, verso sinistra, la Tête de Cialancion

Dalla cima, veduta verso Rocca Casello

Nel frattempo raggiungono la cima anche altri escursionisti cui cediamo il posto. Svolgiamo un primo tratto di discesa sul tracciato fatto in mattinata.

Ritorno alla bassa di Terrarossa

Per pranzare scendiamo a quota 2500 metri in vicinanza di alcuni laghetti privi d’acqua.

Alla ricerca di un posto dove pranzare

Nuovamente in discesa per il ritorno

Laghi poco sopra le grange Collet

Poche decine di metri sotto ritroviamo il bivio che a destra scende verso le grange Collet. Cinquecento metri dopo lasciamo a sinistra il sentiero percorso al mattino con una deviazione che ci porterà nel vallone del Maurin, poi in discesa sulla strada sterrata alle grange Collet ed infine al parcheggio sottostante.

Tornando alle grange Collet

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (10)

  1. Ines Armando


    Ciao Elio ho letto il commento della salita e relative fotografie al monte maniglia bellissimo posto 👏👏👏👏

  2. vanini francesco


    Maniglia è una cima meravigliosa, la scorsa settimana l’ho salito da S. Anna di Bellino.
    Spero il prossimo anno di fare questo itinerario che ha un avvicinamento più breve
    Vanini


  3. Grazie per l’itinerario proposto vado a farlo anch’io non sapevo niente di questo monte meno male che ci siete voi che pubblicate belle gite!!!!
    Saluti

  4. Ouendag, Jeroen


    Ciao Elio, grazie per questo percorso mozzafiato. Lo abbiamo fatto il sabato scorso con un bel tempo. Dovrei consigliarvi anche un nuovo sentiero nel vallone di Marmora: il sentiero Dino Andreis. Inizio a Grange Ischia ( 1 km. dopo Tolosano alla strada verso Colle Esischie e va a Pian Preit. Una salita abbastanza ripida e una discesa parzialmente nel bosco. Sono 4 ore. Saluti, Jeroen Ouendag (Olanda).

    • Valerio Dutto


      Ciao Jeroen, grazie a te per la dritta 😉


    • Ciao Jeroen. Scusa per il ritardo nella risposta, ero in ferie. Grazie anche per il consiglio dell’escursione che certamente faremo appena possibile. Ciao, a presto!


  5. Quella del Maniglia è una bellissima escursione ! Fatta due anni fa con grande soddisfazione e nonostante la splendida giornata estiva incontrai non più di un paio di escursionisti.


  6. bellissima gita, ma haime non giunto in vetta causa nebbia.giuro quanto prima ci riproverò.

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