Escursione da San Giacomo di Demonte al Monte Grum, 2367 m – Valle Stura

Il Grum è la cima più alta dei monti posti sull’anfiteatro che separa il tratto del vallone dell’Arma (San Giacomo di Demonte) dalla valle Grana (Frise di Monterosso Grana). Tratto che si sviluppa toccando le numerose cime interposte tra il monte Gorfi (2102 m) e il passo della Magnana (2215 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.050 metri circa
  • Distanza: 18,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.312 metri
  • Altitudine massima: 2.367 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Grangia, Lago, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Arrivo a San Giacomo di Demonte (vallone dell’Arma) nel momento in cui il sole sta illuminando di rosa il vallone del Serour. La giornata è bella e fresca.

Immagini dell’alba nel vallone Serour…

…e qualche minuto dopo

Mi dirigo verso il vallone laterale di San Giacomo che si incunea a destra (nord, sentiero P10). Circondato da boschi di faggio dalle foglie rosse coi colori dell’autunno risalgo il tratto di strada asfaltata che costeggia a sinistra il rio.

Qualche chilometro dopo, un ponticello in cemento lo scavalca e, in poco tempo, raggiungo la presa d’acqua dell’Enel posta all’inizio del grande anfiteatro che racchiude al fondo, su una lunga cresta, le cime Gorfi (2203 m), Peracontard (2244 m), Borel (2287 m), dell’Omo (2299 m), Bram (2357 m) e Testa Gardon (2102 m) tutte già percorse da noi con le ciastre in inverno.

Oggi voglio fare il percorso con calma. Potrei ora accorciarlo tagliando su un sentiero a destra, ma desidero godermi appieno la bella giornata seguendo la strada (ancora asfaltata) che, con ampi tornanti, risale verso sinistra le ripide pendici erbose dell’anfiteatro.

Alle mie spalle, salendo verso il gias della Sella

Salendo, il paesaggio si fa man mano più ampio e cominciano a crescere al di là della cresta le montagne innevate. Risalendo la china mi piace sempre ammirare, verso ovest, l’aguzzo sperone appuntito della Pera Puntua (2092 m) da noi raggiunta in diverse escursioni, inserita tra il Gorfi e la Peracontard.

Al centro ed in primo piano la Pera Puntua tra le Rocce Salè e il Monte Omo

Dopo numerosi tornanti lascio ad ovest la stradina che porta al gias Contard (1807 m) e proseguo su strada, divenuta ora sterrata, lungo il traverso che con curve e rientranze contorna i ripidi pendii soprastanti.

È un tratto lungo, pressoché in piano ed un po’ noioso, che va a raggiungere infine il gias della Sella (km 6,3 dalla partenza). Proseguendo oltre, sulla strada che riprende a salire, mi volgo spesso alle mie spalle ad ammirare le cime che gradualmente vengono ad occupare tutto l’orizzonte.

Le cime gradualmente occupano l’orizzonte

Ora si notano bene ad ovest le cime del monte Nebius (2600 m), Savi (2615 m), Salè (2630 m) e Omo (2615 m).

Mi piace anche posare lo sguardo ad ovest, verso il complesso roccioso di rocce Pinte (1948 m) con il gias Gardon adagiato in bella posizione su una sella ai suoi piedi.

Gias Gardon e rocce Pinte

La stradina sale nell’ombra ancora per un po’ fino a sbordare sui prati della cresta (2059 m), nei pressi di una baita e della testa Gardon (2102 m).

La baita presso il colle Gardon

Testa Gardon

Ora mi posso affacciare sul bel paesaggio che guarda Demonte e la bassa valle Stura.

Sguardo sulla bassa valle Stura e Demonte

Svoltando a sinistra, riprendo a salire la cresta su prati erbosi. Risalendo alcuni dossi gibbosi vado a raggiungere in poco tempo la cima Gardun (2260 m).

Arrivo a cima Gardun. In fondo a destra si nota il Monte Grum

Laghetto del Bram

Una leggera discesa mi porta sulla crestina, poi proseguo su tracce ormai evidenti che risalgono le ultime propaggini del monte Grum fino in cima, su cui è posto un segnale di pietre (km 11,20 dalla partenza).

Mi soffermo un bel po’ ad osservare a giro d’orizzonte il vasto panorama di cime.

Sono molto vicino alle rocche Pergo (2128 m) e al passo della Magnana (2212 m). Bella anche la veduta che a nord-est si posa su Frise e le numerose borgate tutt’intorno.

Veduta dalla cima del monte Grum. In secondo piano la rocca Pervo grossa.

Sguardo su Frise e la val Grana

Dalla cima sguardo su Rocca la Meja

Da sinistra: monte Nebius, Savi e Salè

Inizio la discesa scendendo su neve un breve tratto del versante val Grana poi, svoltando a sinistra, rientro nel vallone dell’Arma.

Inizio la discesa su neve nel versante Valgrana

Diagonalmente in direzione nord-ovest mi dirigo verso il laghetto del Bram, piccolo, raccolto e suggestivo (km 11,8 dalla partenza). È il posto migliore per fermarmi a mangiare un panino.

Il panorama è sublime, non c’è un filo di vento e tutt’attorno regna una gran pace. D’altronde non ho incontrato nessuno fino a questo momento e non ne incontrerò altri fino al termine.

Immagini del laghetto del Bram


Quando mi rimetto in movimento riprendo la discesa ad occhio ancora diagonalmente verso sinistra per raggiungere un verde gias, precedentemente adocchiato dall’alto.

Discesa verso un verde gias

Lì trovo diversi resti in pietra di recinti per le pecore. Proseguo poi, ancora ad occhio, verso il sottostante gias della Sella; la discesa è un po’ più ostica per via delle pendenze e del terreno reso duro dal gelo. Aggirando i punti più critici lo raggiungo chiudendo l’anello.

Tornato sulla strada sterrata percorro ancora diverse centinaia di metri prima di infilarmi verso sinistra, nuovamente sulle ripide pendenze che conducono verso il basso, alla base dell’anfiteatro e dalla presa d’acqua dell’Enel. Da qui riprendo la discesa su strada fino a San Giacomo.

Pianta di sorbo sulle ripide pendenze

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Precedente Escursione da Viviere al Colle d’Enchiausa, 2740 m – Valle Maira

Cartografia essenziale

Carta 14, 1:25.000

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Fraternali Editore

Valle Grana, Bassa Valle Stura di Demonte

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (5)

  1. Mattia Bertero


    Ciao Elio.
    Questa volta ti scrivo per un’informazione perché questa escursione che hai fatto mi è piaciuta davvero e volevo sapere se dal Gias della Sella, per salire verso il Laghetto del Bram e nelle cime circostanti esiste un sentiero (o traccie di sentiero) oppure sei andato ad occhio, perché a memoria mia non ricordo niente del genere ma sono passati tanti anni dall’ultima volta che sono stato da quelle parti .
    Ti chiedo questo perché magari questa Domenica io e Silvia volgiamo andare li, sempre se il tempo sarà bello.


    • Ciao Mattia. Dal gias della Sella si può salire al laghetto del Bram, ma non te lo consiglio perché il tratto è veramente molto ripido e non c’è traccia di sentiero. Non vorrei mai farmi nemica Silvia. Io sono sceso da lì, ma la salita l’ho fatta dal colle Gardon, cioè continuando sulla strada che prosegue dal gias della Sella fino al termine per poi girare verso sinistra.
      Ti posso invece suggerire di non fermarti con la macchina a San Giacomo di Demonte ma salire più in alto, visto che la strada è asfaltata.
      Fammi sapere cosa avete deciso. Ciao e buona gita!!!

      • Mattia Bertero


        Ah, ho capito, mi ricordavo bene allora che non esisteva un sentiero diretto dal gias al laghetto.
        E poi non mi tornava bene il giro che avevi fatto (più che altro la posizione del Colle Gardon), poi ho controllato le cartine in mio possesso ed ho compreso.
        Grazie per i consigli.
        Certamente, se andremo li o da altre parti, non mancherò la mia solita descrizione.
        Un saluto.

  2. piero bertoglio


    Ciao Elio. Ancora una volta con gli amici pensionati (io solo del gruppo continuo a finanziare l’Inps…) siamo stati sulle tue tracce, sempre preziose anche in termini di gps. La giornata di ieri (4 maggio) era davvero stupenda, ma abbiamo rinunciato al Grum, fermandoci alla Cima Gardun, perchè la neve scesa pochi giorni fa a contatto con l’erba secca creava un mix poco raccomandabile. Ma ci torneremo. In discesa abbiamo variato un po’: siamo scesi direttamente dalla Gardun alla baita presso il colle e poi dal Gias della sella abbiamo seguito le tracce di sentiero sulla sinistra orografica senza fare il giro dalla strada. Ci torneremo sicuramente. Grazie ancora e continua con i tuoi bellissimi suggerimenti.


    • Grazie Piero. E’ sempre un bel giro. Peccato non abbiate potuto salire al Grum per causa della neve, ma ci sarà sempre tempo un’altra volta. Ciao e un saluto a tutti i tuoi amici pensionati, che con le escursioni sanno godersi bene la pensione.

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