Escursione da Ussolo al Monte Cappel, 2363 m – Valle Maira

Il Monte Cappel è una cima poco pronunciata posta sulla sinistra orografica del vallone di Traversiera, sul confine con il vallone che scende verso Ussolo. È un ottimo punto panoramico.
Accesso in auto: Da Dronero seguire gran parte della valle Maira superando numerose località tra cui San Damiano, Macra, Prazzo inferiore, Prazzo superiore per arrivare alla borgata Maddalena dove, subito dopo, occorre svoltare a destra raggiungendo prima Ussolo e, un chilometro dopo, Vallone (1437 m). Lasciare l'auto nel parcheggio della borgata, a lato della chiesa.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.000 metri circa
  • Distanza: 11,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.437 metri
  • Altitudine massima: 2.437 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Borgata, Grangia, Rifugio, Vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Alla sinistra del parcheggio parte una sterrata e un sentiero scorciatoia (indicazione) tra i frassini che va a tagliare i lunghi tornanti della strada che pigramente si dirige verso la capanna Ussolo.

In partenza da Vallone

Giunti nei pressi di un grande casolare svoltiamo a sinistra e, seguendo ancora il sentiero alberato, saliamo per incrociare più avanti la sterrata.

Il sentiero, che passa sotto alcune paretine rocciose, prosegue in ripida salita oltre la sterrata (indicazione) ed arriva su un poggio nei pressi di una croce in ferro, dove si apre una splendida visuale oltre Maira e sul vallone di Unerzio.

Sul sentiero scorciatoia

Poco più avanti ci avviciniamo al nutrito gruppo delle grange Podio (1618 m).

All’inizio delle grange Podio

Incrociata nuovamente la strada nei pressi di un pilone votivo la seguiamo risalendo fino alle grange del Passo (1707 m) sotto gli sguardi dell’ardita punta della Lausa (1968 m) fino a raggiungere, dopo alcune curve, il bel pianoro che ospita le grange Chioligiere (1771 m).

La strada che va verso le grange del Passo

La punta della Lausa

Verso le grange del Passo

Sguardo nel vallone di Unerzio

Veduta dalle grange Chioligiere

La strada prosegue passando sotto la località Grangette (1823 m) dove si trova il rifugio Capanna Ussolo, ormai inagibile.

Dalla strada, parziale veduta su Grangette

Seguendo ancora un tratto della strada, quando questa devia verso sinistra (direzione del Colletto Serasin (2040 m) e della Punta Culour (2068 m) proseguiamo diritti nel vallone, svoltando poco dopo con percorso diagonale ascendente a destra del rio.

In salita

Salita a destra del rio

Più sopra troviamo qualche ometto e in seguito il sentiero, resosi nuovamente più visibile, che si mantiene sui fianchi di pietraie e pareti rocciose (solo al nostro ritorno scopriremo che sarebbe stato meglio raggiungere le Grangette e poi seguire il buon sentiero che da lì continua verso il vallone, direzione nord-ovest).

Sempre più su nel vallone

Molto più su, quando il valloncello comincia a restringersi, si scavalca il rio e si passa sulla sponda opposta.

Il sentiero, ben in vista al di là del rio, si allunga ora verso sinistra e dopo uno zig-zag transita sotto un roccione in direzione ovest andando poi a tagliare le ampie praterie di Pianagnelier che in questo periodo sono ancora invase dalla neve.

La salita si fa decisa per poi scemare nei pressi del Monte Cappel, leggermente spostato a sinistra.

Praterie di Pianagnelier

Dalla cima raggiunta ammiriamo il vallone di Traversiera, puntellato al fondo dalle vette del Monte Cervet (2984 m), dell’Albrage (2996 m), del Faraut (3046 m) e di Rocca la Marchisa (3072 m) mentre, alla nostra destra, si prospetta la vicina cima arrotondata del Ruissas (2736 m).

Veduta sulle cime del Cervet, Albrage e Faraut

Dopo una breve permanenza sulla cima decidiamo ancora di effettuare un sopralluogo verso la Porta di Roma, insenatura che incide la cresta rocciosa dalla quale si potrebbe scendere direttamente verso la Capanna Ussolo, e lo facciamo spostandoci sotto i pendii scoscesi del Ruissas ma, dopo uno spostamento laterale di circa 750 metri e la salita di un centinaio, raggiunto un ripido nevaio desistiamo per la pericolosità anche perchè sprovvisti dei ramponi.

Il monte Ruissas

Torniamo quindi sui nostri passi fin nelle vicinanze del Cappel, iniziando subito dopo la discesa nel vallone.

Ritorno verso il Monte Cappel (a destra)

Il roccione che abbiamo superato all’andata offre un buon posto al riparo dal vento, e lì ci fermiamo per il pranzo in vista di una dozzina di stambecchi che stazionano per tutto il tempo su alcune rocce a un’ottantina di metri da noi.

Discesa nel vallone

Sguardo verso la Rocca di Ciarm

Iniziata subito dopo la discesa avremo già occasione di vedere molte genzianelle fiorite lungo il percorso che eseguiamo verso Grangette e la capanna Ussolo, per fare infine ritorno a Vallone.

Ritorno verso Grangette e capanna Ussolo

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (7)


  1. Ciao
    Volevo sapere se il tratto con la neve continua avevate le ciastre.
    Alberto


    • Ciao Alberto, ti rispondo solo ora perché sono tornato da un viaggio. Le abbiamo lasciate in macchina perché sembrava non ce ne fosse più. Ciao.

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    In questo pomeriggio sono qui per descrivervi un’escursione che parzialmente si sviluppa per il sentiero proposto da Cuneotrekking per il Monte Cappel, invece di proseguire verso quel monte sono andato al vicino Passo Sarasin, nome curioso derivante forse all’invasione europea dei saraceni del X° secolo in cui sono arrivati anche nelle nostre vallate.
    Ho scelto questo passo per verificare la condizione neve, usando la quota 2000 come possibile limite odierno, sinceramente oggi non avevo molta voglia di intraprendere percorsi ancora innevati visto che la primavera è sbocciata in tutta la sua potenza..
    Ad ogni modo parto di buon ora di Mondovì ma a causa del traffico arrivo alla frazione Vallone intorno alle 8:30, il tempo si presenta ottimo, sereno senza nuvole però fa ancora un po’ freddo accentuato anche dal vento.
    La prima parte del sentiero si svolge come descritto in questa pagina fino alla vecchia Capanna Ussolo, i sentieri scorciatoia della sterrata si presentano un po’ ripidi specialmente nella parte che porta al Grange Podio (tra l’altro in quel punto un bellissimo panorama della piccola piana di Acceglio e delle vette vicine).
    Più avanti la sterrata scollina nei pressi di Grange Passo per arrivare nel Vallone del Rio Grange, in lontananza vedo la mia destinazione ed una sorpresa: c’è ancora neve lassù.
    Va bene, mi tocca…
    Proseguo nella sterrata e qui succede che perdo la diramazione a sinistra del sentiero GTA per il colle, quindi involontariamente proseguo diritto fino ad una postazione dell’acquedotto dove mi accorgo che sono fuori sentiero e “fuori rotta”.
    Tra l’altro vengo avvistato da un piccolo branco di camosci che scappa e si nasconde velocemente alla mia vista.
    Così decido di orientarmi a vista e taglio i pascoli in linea retta (non senza difficoltà legate alla vegetazione ed alle problematiche del fuori sentiero) verso il sentiero, che ritrovo pochi minuti dopo.
    Proseguo.
    Il sentiero passa sotto Rocca di Ciarm tagliando trasversalmente il versante Est in mezzo ad un bosco di larici, i cardi stanno incominciando ad uscire attraverso l’erba ancora secca dell’autunno precedente, segno che la neve da li se ne andata via poco tempo fà. La via si presenta agevole finché non vira a destra e punta direttamente verso il colle, li la pendenza si fa decisamente più accentuata.
    Più mi avvicino al colle più la neve aumenta, passando da semplici macchie sparse qua e la a un vero e proprio strato continuo, in molti punti sono costretto a lasciare il sentiero per la pericolosità da affrontare con la neve, fortunatamente risulta ben segnato e riesco sempre ad individuarlo.
    A poche decine di metri da colle mi lascio alle spalle il bosco ed eccomi nei pascoli in alta quota ancora innevati, decido si puntare il colle direttamente compiendo la salita tramite tornanti improvvisati.
    Ed eccomi arrivato al Colle Sarasin ancora innevato (2040 m), mi da il benvenuto con un forte vento freddo che ogni tanto scompare e ricompare.
    Ancora pochi metri verso Sud e decido di appostarmi in vetta alla arrotondata Punta Culour (2068 m), trovando un esposizione al Sole migliore e qualche chiazza di terreno libero da neve dove posso riposarmi.
    La salita l’ho compiuta in due orette più o meno.
    Il panorama è semplicemente MAGNIFICO: la giornata è bella limpida e serena, l’alternanza tra l’inverno delle vette e la primavera delle valli crea una bella atmosfera; sotto di me la Valle Maira si sviluppa fino a poco oltre Acceglio, davanti a me si presenta il Vallone di Unerzio con Gheit e Chialvetta in bella vista, Pratorotondo e Viviere ancora ricoperte di neve.
    Le montagne intorno sono bellissime e possenti, svetta su tutte il vicino Monte Ruissas, in lontananza verso Nord-Ovest il Monte Bellino e il Monte Albrage la fanno da padrone, verso Sud ecco il Monte Midia sopra Acceglio e dietro di lui il Monte Freid.
    Si sta di un bene lassù, ci resto una mezz’oretta per mangiare e sdraiarmi al Sole.
    Poi riprendo la via del ritorno e verso le 13:00 sono dalla macchina.
    Qui decido di fare una cosa che mi ero promesso di fare prima di partire: la zona di Ussolo è stato il set principale per il film “E il vento fa il suo giro” (bellissimo film che adoro, lo consiglio vivamente a chi non l’ha ancora visto) e quindi ero intenzionato a fotografare il paese nelle stesse angolazioni del film.
    Così scendo ad Ussolo e per un po’ giro il paesello a fare fotografie.
    Bella gita, in una giornata magnifica in un bel posto, molto selvaggio a dire il vero, zona molto esposta al Sole.
    Il Colle Sarasin è un bel balcone panoramico dell’Alta Valle Maira.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.


    • Ciao Mattia. Ma guarda un po’! Stavo pensando per domani proprio una escursione da quelle parti e la mia idea era quella di andare sul Monte Chirlé. Però non avendo tanto tempo a disposizione potrei ripiegare alla Punta Culour, più vicina. La tua descrizione ci ha convinti. Ti farò sapere come è andata. Ciao.

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        Alla fine Venerdì siete andati alla Punta Culour o avete optato per altri posti?

        • Valerio Dutto


          Ciao Mattia, sì sì, ci siamo stati. A breve la descrizione 😉 E grazie per il suggerimento!

          • Mattia Bertero


            Ciao Valerio.
            Mi fa piacere, la leggero come sempre volentieri.
            Un saluto 🙂

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