Escursione dalla borgata Chiesa alle Punte della Battagliola, 2401 m, e del Cavallo, 2290 m – Valle Varaita

Le punte della Battagliola e del Cavallo sono situate sullo spartiacque che divide la valle Varaita di Chianale da quella di Bellino, a est del monte Pietralunga (2731 m). Sono raggiungibili partendo anche da Pontechianale (sentiero GTA). Escursione molto bella e appagante sia per il percorso che per gli estesi panorami a giro d'orizzonte.

Percorrere la valle Varaita fino a Casteldelfino. Appena passato il paese prendere a sinistra il bivio per Bellino e percorrere la strada che supera le borgate di Pusterla e Ribiera. Lasciare l’auto poco prima delle deviazioni verso Masdelbernard (destra) e Chiesa e Fontanile (ponte a sinistra).

  • Ascesa: 1.040 m circa
  • Distanza: 13,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.446 m
  • Altitudine massima: 2.401 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, grangia, passo, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

5 marzo 2019. Dal parcheggio sul lato strada (1446 m) raggiungiamo qualche decina di metri dopo l’indicazione Masdelbernard, dove partono le diramazioni per il colle della Battagliola (sentiero U63) e Pontechianale (sentiero U54). Salendo un corto tratto di strada giriamo poco dopo a destra su un ponticello (cartello Battagliola) e raggiungiamo la piccola borgata (1470 m).

Al centro di essa un’altra palina con le medesime indicazioni ci fa deviare a sinistra tra le case e pervenire sulla mulattiera, inizialmente lastricata, che tra file di frassini risale le ripidi pendici verso le grange dell’Alp (1703 m), offrendo magnifici scorci fotografici verso la borgata sottostante di Chiesa, che da qui appare raccolta intorno al suo bel campanile.

La salita, che raggiunge anche il 35-40% in alcuni tratti, dopo aver lasciato le file di frassini lascia posto a qualche abete e larice e prosegue verso l’alto in direzione di altre baite sparse.

Con piccola deviazione diagonale a sinistra, più in alto raggiungiamo le grange Espeireà (1854 m), incrociando subito dopo la strada sterrata proveniente da Pleyne.

Ora il paesaggio prativo soprastante si allarga spaziando tra il monte Pietralunga (2731 m), che si staglia alla nostra sinistra, e le cime finali della Costa del Balz. Al centro è ben visibile l’insenatura del colle della Battagliola che divide l’omonima punta da quella del Cavallo.

Seguendo la strada che serpeggia nell’alto vallone abbiamo il tempo di ammirare alcune baite stupendamente ristrutturate, degne degli chalet svizzeri. Fa veramente piacere notare che anche dalle nostre parti stia prevalendo il gusto del bello e il modo di restaurare le vecchie baite con i materiali originali: pietre, lose squadrate e robusti tronchi in larice.

Nella notte una spruzzata di neve ha imbiancato il paesaggio, ma ora il sole sta pian piano ristabilendo la situazione precedente.

Non ci stanchiamo di ammirare lo stupendo paesaggio intorno a noi. Salendo emerge, sulla destra del Pelvo d’Elva (3064 m), anche Rocca la Marchisa (3072 m) e il più distante monte Faraut (3046 m).

I lunghi traversi e tornanti (peraltro abbreviabili con scorciatoie) ci conducono infine verso l’intaglio del colle.

Abbandonato l’ultimo tratto di sterrata che sale alla punta del Cavallo, deviando verso sinistra raggiungiamo l’intaglio del colle della Battagliola dal quale ci godiamo subito una bella visuale del Monviso tra i larici.

Proseguendo a sinistra sulla sterrata, dopo un lungo traverso e un tornante, andiamo a raggiungere il passo del Ciat (2385 m) lungo il quale le milizie volontarie francesi (i miquelets) nel 1744 riuscirono a prevalere sull’ostacolo naturale del monte Pietralunga (2731 m).

Svoltando verso destra risaliamo l’ultimo tratto innevato che ci conduce al cippo della Battagliola (2401 m).

A nord si presenta ora tutto il vallone Varaita di Pontechianale con le numerose cime che negli anni abbiamo salito. Di fronte a noi ecco la punta Tre Chiosis (3080 m), raggiunta da noi poco tempo fa con i ramponi. A destra del Monviso si allunga la catena montuosa che si estende alla cima delle Lobbie (3015 m) per finire alla punta Rasciassa (2664 m).

Sul confine con la valle Maira invece si notano bene, oltre a quelle citate in precedenza, anche i monti Nebin (2515 m) e Cugulet (2494 m) e, sotto il Pelvo d’Elva (3064 m), il Bric Rutund (2443 m).

Nel frattempo veniamo raggiunti da una gentile signora, instancabile camminatrice, che ci conosce tramite il nostro blog. Vorremmo restare ancora qui ma abbiamo ancora intenzione di salire la punta del Cavallo e, per finire, il cucuzzolo sulla costa del Balz dove è stata sistemata la statuetta della Madonnina della valle.

Tornati indietro al colle della Battagliola, seguendo lo spartiacque innevato risaliamo l’ultimo tratto fino alla croce e Madonnina della punta del Cavallo (2290 m).

Pochi metri nel versante Varaita di Chianale ci permettono di notare una parte del lago di Castello ancora ghiacciato e il paese di Pontechianale.

Da qui proseguendo in direzione sud-est sullo spartiacque con percorso altalenante raggiungiamo ancora la statuetta della Madonnina della valle, eretta tra le guglie della Costa finale del Balz, facendo sloggiare momentaneamente un camoscio accovacciato ai suoi piedi.

Il ritorno lo facciamo sulla medesima traccia cercandoci un posto per pranzare sul belvedere di una accogliente baita ristrutturata con la splendida visuale rivolta al Pelvo d’Elva (3064 m).


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (8)

  1. Ferrino Roberto


    Buongiorno ,devo dire che le vostre recensione sono praticamente perfette e ben dettagliate ,dunque ,vi faccio i complimenti , e le seguo da un po’ di tempo , un cosa ,che potrebbe essere utile nelle recensioni secondo me ,sarebbe specificare l’esposizione principale , in modo che il lettore riesce magari a capire ,se eventualmente ci vogliono ramponcini o ciaspole e magari anche niente ,specialmente quest’anno ,essendo magro di neve ,l’esposizione può fare la differenza ,il mio e nient’altro che un accorgimento ,che potete o non potete attuare ,assolutamente non una critica ,grazie per il lavoro che fate ,eccellente


    • Ciao Roberto. I consigli, o le critiche, sono sempre ben accette da noi purché siano costruttive come in questo caso. Non ci abbiamo mai pensato, ma indicare l’esposizione può essere utile per avere subito un’idea del percorso. Ne terremo conto anzi, potremmo d’ora in poi aggiungerlo alle note tecniche. Grazie Roberto e… buone escursioni!!!


  2. Buongiorno Elio, occorrono ancora le ciastre o si può fare senza? È un percorso adatto a principianti?


    • Ciao Simone. Le ciastre non occorrono più. E’ un percorso che può essere faticoso per chi non è allenato, peraltro si può fare meno dislivello e con più facilità se lo fai tutto per strada, che parte un chilometro dopo Chiesa dalla borgata Balz.


  3. Grazie per la definizione di ” instancabile camminatrice”! Grazie alla vostra precisa descrizione e alle foto sembra di essere ancora lì ! Non sapevo che il passo del Ciat fosse vicino alla Battagliola. Avevo letto un libro che lo nominava ma pensavo fosse più alto . Buone gite.


    • Grazie Loredana, ci ha fatto piacere conoscerti e ti ringrazio anche per le foto che ci hai fatto (mio figlio che non sapeva ha scritto “autoscatto”). Magari ci vediamo da altre parti.
      Ciao e grazie ancora.

  4. Agostino Costigliolo


    Non è facile iniziare a scrivere un commento quando non sei in condizioni ottimali di salute e di illudersi di poter macinare km come qualche tempo addietro.
    E’ facile invece almeno per chi scrive poter ricordare le escursioni fatte e fra le quali annoverare l’incontro molto ma molto gradevole, direi impensato con una persona che assieme allo staff ha ideato e realizzato un Blog all’avanguardia nel settore escursionistico e non solo.
    Leggo sempre le vostre escursioni che arrivano puntuali, questo perché non costa fatica ma risvegliano ricordi e sentieri percorsi anni addietro, ma in questo momento sono ai box.
    I ricordi si mescolano con la polvere dei sentieri e la neve battuta dalle ciaspole, questo mi permette una considerazione umana dettata dal momento: BUONA PASQUA SIG. ELIO A TE ALLA TUA FAMIGLIA E A TUTTO LO STAFF DI CUNEO TREKKING.
    Ti posso confessare che ho preso in visione per scriverti una Vostra escursione che non ho mai fatto per non farmi venire il cuore in gola. Il resto della vita rimane tutto scoprire.
    Ancora grazie e felice di averTI conosciuto.
    Ancora un saluto a tutti.
    Agostino Costigliolo


    • Ciao Agostino. Fa sempre piacere ricevere notizie da un vecchio amico. Certo avrei sperato di sentire quelle più positive. Mi spiace apprendere che sei ai box. Spero comunque sia solo un momento di transizione. Io e i miei amici cercheremo in ogni modo di alleviarti questi momenti raccontandoti le escursioni che facciamo in modo da fartele rivivere insieme a noi. Ti ringrazio insieme a tutto il gruppo di Cuneotrekking per gli auguri di buona Pasqua che ricambiamo molto volentieri, e facciamo anche gli auguri per un tuo veloce ritorno tra i monti che tanto ami. Grazie Agostino. Ciao

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