Escursione invernale alla punta Tre Chiosis, 3080 m – Valle Varaita

La Punta Tre Chiosis, il cui nome fa riferimento alle tre testate dei valloni Chiosis, Tiuri e Savaresch che la cima chiude a ponente, è situata sulla sinistra orografica della valle Varaita a nord-est di Chianale ed è uno stupendo balcone sul Monviso e sulle cime circostanti.

Da Costigliole Saluzzo imboccare la provinciale n. 8 della valle Varaita e superare numerosi paesi tra cui Brossasco, Frassino, Sampeyre, Casteldelfino, Pontechianale. Al termine di quest'ultimo parcheggiare nell'ampio piazzale a sinistra dove parte la seggiovia.

  • Ascesa: 740 m circa
  • Distanza: 6,5 km circa
  • Altitudine partenza: 2.385 m
  • Altitudine massima: 3.080 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: rifugio, vetta
  • Equipaggiamento: artva, pala, racchette da neve, ramponi, sonda
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

1° gennaio 2019. Diversamente dall’ultima volta in cui siamo saliti sulla punta punta Tre Chiosis oggi lasciamo l’auto nel grande parcheggio al termine di Pontechianale (piazza Roma) e usufruiamo della comoda seggiovia (costo 9€ per persona il tragitto andata/ritorno) per raggiungere, in una ventina di minuti, la stazione di arrivo presso il rifugio Helios (2385 m).

Le piste da sci oggi rimangono chiuse per la poca neve, per cui ci incamminiamo lungo i piloni dello skilift per raggiungere la piccola capanna finale. Abbiamo con noi ciastre e ramponi, ma vista la neve molto dura e compatta ci fermiamo presso l’arrivo dello skilift per calzare solamente i ramponi che utilizzeremo per tutta l’escursione.

Da qui ci dirigiamo diagonalmente verso destra per raggiungere, intorno ai 2600 metri di quota, la costa Savaresch. Svoltando a sinistra proseguiamo il nostro cammino lungo la cresta affrontando, di volta in volta, i numerosi dossi e avvallamenti che si presentano lungo il tragitto cercando al meglio un percorso logico di salita. La neve regge bene e i ramponi affondano i loro denti restituendo grande sicurezza.

Dal percorso di cresta ogni tanto fa capolino la faccia sud-ovest del Monviso che con la sua mole possente domina su tutte le altre.

Dalla parte opposta si allontanano sempre più la Tour Real (2877 m) e il Roc della Niera (3177 m), imponente torrione che a sud-ovest spicca nel suo isolamento.

Più avanti, dalla cresta, il nostro sguardo si abbassa nell’attiguo vallone di Vallanta, dove possiamo notare il rifugio omonimo adagiato nei pressi del laghetto ghiacciato.

Questo quadretto viene splendidamente incorniciato dalla catena montuosa alle sue spalle, con la punta Gastaldi (3214 m), il Visolotto (3348 m) e le Cadreghe del Viso (3190 m).

Proseguendo la marcia, si apre finalmente un piccolo varco che lascia finalmente scorgere, ancora distante, la punta Tre Chiosis, non visibile nella parte antecedente.

Nel tratto seguente si accentua la salita che diventa più importante nella parte finale. Per evitare un pendio poco sicuro risaliamo quest’ultimo segmento seguendo la ripida cresta divisoria col vallone di Vallanta.

Raggiungiamo finalmente la vetta e lì ci soffermiamo ad ammirare uno spettacolo di monti incredibile con la parte superiore del Monviso in primo piano che pare quasi di poter toccare con le mani. A sinistra della cima lo spettacolo prosegue con la cima del Granero (3177 m) e più a lato il Pic d’Asti (3219 m).

Rimaniamo sulla punta un quarto d’ora prima di iniziare la discesa che ricalca le orme dell’andata. Scesi alla quota 2800 metri cerchiamo un avvallamento al riparo dal vento per concederci la pausa pranzo brindando al nuovo anno con un tè caldo.

Ripreso il cammino proseguiamo la lunga discesa ammirando questa volta il Pelvo d’Elva (3064 m), il Chersogno (3026 m) e la Marchisa (3072 m) che ora si prospettano di fronte a noi.

Cammin facendo, senza alcun percorso obbligato, scendiamo liberamente la ripida china terminando la discesa presso il rifugio Helios, dove ci gustiamo un caffè prima di riprendere la seggiovia che ci riporta a Pontechianale.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (4)

  1. Giordano Piero


    Ciao Elio leggo sempre con piacere le tue recensioni come sempre sei molto preciso nei tracciati ……molto interessanti …una grande ammirazione ….complimenti ..Piero Giordano


    • Ciao Piero, mi fanno molto piacere i tuoi apprezzamenti e ti ringrazio per questo. Hai già provato a fare qualcuna delle nostre escursioni? Ciao


  2. Ciao Elio!!
    Ti leggo da parecchio tempo ed ho usufruito varie volte dei tui gpx (ehehehe), non ti ho mai ringraziato per questo servizio!

    Ho una domanda: l’unico modo per raggiungere il rifugio è tramite seggiovia? Vorrei fare questa gita coi cani ma in questo modo sarebbe impossibile

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