Giro ad anello (e Cima) di Rocca la Meja – 2831 m – Valle Maira

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

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Rocca la Meja (2831 m) è una splendida montagna situata in Valle Maira nell'altipiano della Gardetta. La conformazione delle sue rocce (calcari, dolomie), oltre a conferirle un aspetto slanciato ed elegante, la fa assomigliare in tutto e per tutto ad una montagna delle Dolomiti.

La via più logica per percorrere l'anello inizia poco oltre il Preit (grangia Selvest, 1666 m) e passa lungo il versante meridionale di Rocca la Meja andando a toccare quattro colli, nell'ordine: Margherina (2420 m), d’Ancoccia (2533 m), del Mulo (2527 m) e della Valletta (2536 m). Da quest'ultimo colle il percorso scende nell'omonimo vallone sotto le pendici del roccioso versante nord della Meja, al fondo del quale va a ritrovare la rotabile che conclude l'anello con il ritorno alla grangia Selvest (1666 m). Il percorso è ottimamente segnalato ed è chiamato "Tour di Rocca la Meja" o "Sentiero Gino Gertosio".

Il percorso è un po' più breve se non si sale su Rocca la Meja e se non si fa deviazione verso il lago Nero: 1000 metri di ascesa e 18,4 km di sviluppo totale, per circa 5 ore di cammino escluse le pause.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.750 metri circa
  • Distanza: 23,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.666 metri
  • Altitudine massima: 2.831 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Passo, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali


Rocca la Meja fotografata dal colle d’Ancoccia (2533 m)

L’escursione che sto per fare mi è stata suggerita dall’amico Osvaldo C. che l’ha provata ad inizio agosto rimanendone entusiasta. Affascinato dal suo racconto ne ho parlato con Massimo e l’escursione è stata subito programmata per l’indomani. Ci troviamo alla grangia Selvest (1666 m). Il punto di partenza si raggiunge percorrendo, da Dronero, la Valle Maira fino a Ponte Marmora; nei pressi della centrale dell’ENEL si svolta a sinistra e, dopo qualche chilometro, si arriva a Canosio; lo si supera arrivando in breve al Preit; un ulteriore tratto di strada di 1,5 km porta nei pressi della grangia Selvest.

La giornata si presenta ottima sotto tutti gli aspetti. La temperatura è fresca, proprio quello che ci vuole per una lunga escursione. Oltrepassato il ponticello sul rio prendiamo la stradina che si inoltra verso destra nel lariceto e ci conduce alla panoramica grangia Cülausa (1932 m). La comoda strada finisce lasciando il posto ad un buon sentiero che si inoltra a monte della grangia tra larici e rododendri verso le propaggini ovest di Rocca la Meja.

Dopo una quindicina di minuti troviamo la deviazione per il lago Nero, che ignoriamo, andando successivamente a transitare davanti ad un grande masso con lapide che ricorda la tragedia in cui perirono, sotto una valanga, ben 23 alpini della Brigata Dronero, il 30 gennaio 1937. (Un libro molto interessante di Mario Cordero “Almeno la Memoria” – edizioni l’Arciere, ne racconta la storia nei dettagli)

Lapide degli Alpini incontrata sul percorso

 la nostra marcia continua verso un colletto innominato che si affaccia e apre sullo splendido e vasto altipiano della Gardetta.

Primo sguardo verso l’altipiano della Gardetta

Poco sotto di noi si intravede il laghetto che raccoglie le acque del pianoro scaricandole, attraverso una stretta gola, nel vallone del Preit. La marcia prosegue attraverso alcuni saliscendi nel bel mezzo di una stupenda prateria, tenendosi a debita distanza dalle propaggini della Meja.

Controluce sulle creste della Meja

Qualche fischio di marmotta ci accompagna nell’attraversamento di questi verdissimi prati. Proseguendo sul nostro sentiero, giungiamo nei pressi del Colle della Margherina (2420 m), fermandoci un momento per ammirare a distanza la stupenda parete meridionale Meja.

Con uno sguardo convinco Massimo ad un fuori programma: non possiamo fare il giro di questa stupenda montagna senza neanche salirne la Cima. Puntando sguardo e cammino verso la pietraia alla sua base, raggiungiamo il sentiero che ne incide lo zoccolo. Poi, verso sinistra, ci addentriamo in una parte nascosta che, vista da sotto, pare inaccessibile. Ne risaliamo i primi tratti in forte pendenza raggiungendo dopo un po’ un modesto passaggio su roccia (attrezzato con catena).

Mantenendoci costantemente sotto le pareti verticali di roccia (un casco protettivo potrebbe essere utile), risaliamo un secondo ripido tratto che ci conduce, verso sinistra, alla base di un lungo canalone di pietre listate da percorrere su un lato con l’aiuto delle mani.

Canalino di salita

Verso la cima di questo canalone superiamo un masso incastrato (catena) arrivando in poco tempo alla conclusione di questo primo tratto. Dopo una piccola depressione ha inizio una seconda ripida rampa, leggermente più corta, che va a contornare i pinnacoli della vetta. Ancora una piccola deviazione verso destra ed eccoci in alto sulla cresta sud-est. Verso sinistra scavalchiamo le ultime rocce raggiungendo la croce di vetta.

Arrivo sulla cima

Sono le 9:05. Eravamo certi di essere i primi escursionisti della giornata, invece altri due (attrezzatissimi) hanno già raggiunto la cima prima di noi e si stanno preparando un vero caffè con tanto di fornellino e caffettiera.

Panorama sul costone est della Meja

Relax sulla Cima

Possiamo ora fermarci e godere il panorama, superlativo, verso le alpi Marittime e Cozie, ma specialmente sull’altipiano della Gardetta coi suoi immensi prati solcati da innumerevoli strade e postazioni militari. Ci fermiamo almeno 45 minuti e poi riprendiamo la via di discesa incontrando gruppetti di escursionisti alle prese con la salita in diversi punti.

Inizio della discesa

Tratto di canalino da percorrere

Massimo in discesa tra i pinnacoli

Raggiunta la base puntiamo verso sud-est attraversando bellissimi prati, con tanto di mucche al pascolo, fino a raggiungere il laghetto della Meja.

Arrivo alla base e vista verso il Colle d’Ancoccia

Che montagna stupenda!

Riprendiamo la nostra marcia per superare il vicino Colle d’Ancoccia (2533 m) inserito tra il Becco Grande ed il Becco Nero e ottimamente difeso da bunker. Siamo ora affacciati verso il Colle di Valcavera.

Scesi di qualche decina di metri in direzione del lago sottostante andiamo a riprendere la strada che, verso sinistra, porta al Colle del Mulo. Dal Colle del Mulo scendiamo un solo tornante e poi seguiamo il sentiero (palina con indicazione Passo della Valletta) che taglia a sinistra una costa accidentata, risalendo più sopra tra massi ed erba (tacche rosse) una zona impervia fino al soprastante Passo della Valletta. Finalmente si manifesta la visuale verso tutta la zona nord di Rocca la Meja.

Il versante nord di Rocca la Meja dal Passo della Valletta

Seguendo un buon sentiero, costantemente segnalato dalle tacche rosse, iniziamo la lunga discesa in un terreno di rocce miste ad erba, tenuto a debita distanza dalle pareti della Meja. Dopo un lungo tratto arriviamo nei pressi di una grangia (2161 m) e lì decidiamo che è ora di fare la pausa per il pranzo.

Più tardi riprendiamo la discesa raggiungendo la strada carrozzabile che scende verso il Preit. Ne percorriamo un bel tratto in discesa, fino al bivio per il lago Nero (2246 m). Un cartello segnaletico ci informa che occorrono ancora 35 minuti di salita per raggiungerlo. Guardandoci negli occhi ci capiamo al volo. L’abbiamo ammirato dall’alto di Rocca la Meja e ora abbiamo la possibilità di vederlo dal basso.

Deviamo a sinistra per questi ulteriori 200 metri di salita nascosta in una valletta laterale. La strada, sbarrata da una catena, ci conduce alla grangia Chiacarloso (2080 m), poi si continua su sentiero (un po’ da indovinare) che sale tra innumerevoli larici inoltrandosi in due successive conche superiori. Superata un’ultima balza e percorso un tratto verso sinistra si scende finalmente nella bella conca dove è racchiuso lo splendido specchio d’acqua.

Il lago Nero

Il tempo per scattare alcune foto e riprendiamo la discesa che ci riporterà alla grangia Selvest.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Precedente Escursione alla Testa Gias dei Laghi - 2739 m - Valle Stura

Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

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Commenti (11)


  1. Hai descritto in maniera esemplare una gran bella gita…peccato solo per qualche foto rovinata da un losco figuro,ci sentiamo Ciao

    • cuneotrekking


      Una di queste foto compare anche sull’ultima “La Guida” insieme all’eccellente descrizione di Osvaldo, che ringraziamo ancora una volta per il suggerimento. Ciao!

  2. Osvaldo Cavallo


    Grazie alle foto superlative che avete fatto, ho potuto vedere un panorama spettacolare che le mie vertigini mi hanno impedito di scoprire rendendo l’escursione ancora più bella. (Interessante quella che inquadra i due versanti della montagna).
    Sono rimasto un po’ imbarazzato quando ho letto che anche tu avevi mandato il racconto alla Guida, non era mia intenzione anticiparti, scusami.
    Osvy.

    • cuneotrekking


      Ci mancherebbe Osvaldo! Anzi, siamo contenti che sia stata pubblicata la tua, anche perché è merito tuo se abbiamo fatto questo giro! Complimenti per la bella descrizione che ci siamo letti tutto d’un fiato.


  3. ottima descrizione della gita.
    Non mi è chi aro come si arriva al solo lago nero.
    grazie
    luca

    • cuneotrekking


      Ciao Luca. Abbiamo anche descritto la salita al solo lago Nero che troverai in questo link /2012/08/01/escursione-ad-anello-al-lago-nero-2246-m-valle-maira/
      Ciao e buona gita!!! Elio

  4. Giuseppe Salvatore


    Molto bene,peccato per me che sono di Genova non vi è un indicazione di come arrivare e dove lasciare l’auto.Giuseppe

    • Cuneotrekking


      Ciao Giuseppe, ecco il punto preciso dove lasciare la macchina. Aprendo la pagina e cliccando sul bottone “Indicazioni stradali” (a sinistra) puoi anche farti calcolare il percorso. Abbiamo anche provveduto ad aggiornare il percorso nell’escursione.

      Valerio.


  5. Splendida descrizione ,ci hai dato l’ispirazione per la gita che abbiamo effettuato oggi ed è stata molto utile grazie ai dettagli della descrizione del percorso,
    grazie mille,
    Beppe, Roby e Lucia


    • Ciao Beppe. Spero sempre di essere chiaro nelle descrizioni, mettendomi nei panni di chi non conosce il percorso. Grazie a te per aver apprezzato il mio lavoro.
      P.S. Siete anche andati sulla Cima?


  6. La cima ci manca, siamo poco esperti e non ce la siamo sentita, ma è stato un giro comunque molto bello con dei panorami incredibili. Il tempo era bello e ventilato e durante la discesa abbiamo potuto godere di una splendida vista sul MONVISO con la sua immancabile nuvoletta per cappello.

    Beppe

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