Giro dei cinque laghi – Valle Stura

Gran bella escursione che parte poco prima del colle della Maddalena. Dal parcheggio percorriamo un tratto nel lariceto che ci porta allo scoperto nei pressi del passo Pra di Bals (2248 m). Scesi nella valletta opposta, dai pressi di una malga riprendiamo il bel sentiero che, dopo una flessione, risale verso il lago inferiore di Roburent (2330 m), quindi al mediano (2355 m) e al superiore (2428 m). Dal colle di Roburent scendiamo verso il quarto lago che è quello dell'Oronaye (2411 m) per tornare al colle della Maddalena. Riprendiamo il percorso dalla parte opposta della statale per affiancare il quinto lago, quello della Maddalena, prima di concludere l'anello.

Dopo aver raggiunto Borgo San Dalmazzo percorrere tutta la valle Stura superando i numerosi paesi tra cui Demonte, Vinadio, Aisone, Pontebernardo e Argentera. Dopo quest'ultimo, percorrere una decina di tornanti che portano verso il colle della Maddalena parcheggiando l'auto nello spiazzo sterrato di fronte alla ex casa cantoniera (1871 m).

  • Ascesa: 850 m circa
  • Distanza: 16,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.871 m
  • Altitudine massima: 2.502 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: gias, grangia, lago, passo
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Il primo tratto ce lo dobbiamo inventare perché, dopo la costruzione dei paravalanghe, il sentiero non è più stato ripristinato a dovere. Appena al di sopra del parcheggio (palina con cartello a terra), seguiamo la stradina erbosa che sale in direzione est. Poche decine di metri più avanti, la stessa termina nei pressi di alcuni paravalanghe. Percorrendo la loro base ne andiamo a superare altri in sequenza scavalcando infine una riva pietrosa che precede un lungo colatoio.

Lo risaliamo per una cinquantina di metri sulla sinistra, poi lo attraversiamo per raggiungere una visibile traccia (ometti) sul lato opposto, che punta alla base del lariceto (vedi foto sopra). Ora il sentiero, divenuto marcato, prosegue all’interno del boschetto.

Non lo abbandoneremo più fino al passo di Pra di Bals. Durante la salita, alle nostre spalle, abbiamo l’opportunità di avere molte visuali sul lontano Puriac e sui sinuosi tornanti della statale che da Argentera conduce al colle della Maddalena.

Salendo sempre all’interno del lariceto, i numerosi zig-zag si mantengono costantemente alla destra del lungo colatoio portandoci gradualmente verso la cresta. L’ultimo tratto, su un bel prato allo scoperto, ci separa dal vicino passo di Pra di Bals (2258 m).

Bellissima la visuale che si presenta dal passo in direzione dell’erto e spigoloso Bric della Sabbiera (2606 m) e delle più distanti cime che scendono diagonalmente dal monte Scaletta (2840 m) al passo Peroni (2584 m).

Raggiunto un ometto in cresta, divalliamo con una lieve discesa verso destra all’interno di una inaspettata culla chiusa tra le rocce.

Nei pressi di un intaglio roccioso della conca parte una traccia in discesa che conduce nella verde valle sottostante per raggiungere una malga (se non si trova questo sentiero basta seguire ancora un po’ il percorso in leggera salita fino alla fine della conca, e scendere a vista alla malga sottostante con dei traversi).

Qui, nei pressi della malga, il sentiero si raccorda con quello proveniente dalla Tinetta (Argentera).

Svoltando ora a sinistra perdiamo un po’ di quota. Compiendo un semicerchio verso destra superiamo un piccolo rio, quindi andiamo a costeggiare i bordi di un lungo macereto. Riprendiamo a salire scavalcando un secondo rio (sorgenti Roburent).

Alcuni tornanti più marcati si susseguono mentre saliamo verso un tratto più roccioso prima di svoltare con decisione verso sinistra e finire, dopo una rampa, in una strettoia oltre la quale finalmente appare la conca contenente il bellissimo lago inferiore di Roburent (2330 m).

Il sentiero lo costeggia in alto a sinistra e poi si inerpica nel successivo avvallamento dove, dietro una conformazione rocciosa, si mostra il suggestivo lago mediano di Roburent (2360 m).

Oltrepassato il secondo lago proseguiamo in leggera salita fino a raggiungere alcuni ruderi di vecchie trune sul pianoro che ospita lo spettacolare lago superiore di Roburent (2426 m).

Abbiamo perso il conto di quante volte siamo saliti a questo lago, da ogni parte e in tutte le stagioni, compresa quella invernale, ma ogni volta scopriamo delle angolature nuove, mai viste prima, che lo fanno apparire sempre diverso.

A giudicare dal colore dei prati, che paiono appena rasati, l’autunno è già in stato avanzato.

Dopo il lago risaliamo fino all’omonimo colle (2502 m) iniziando immediatamente la discesa con un diagonale verso sinistra per scendere sulla riva sud-est del quarto lago, ovvero al lac de Oronaye (2411 m).

Durante la discesa ci imbattiamo in una festante scolaresca francese di una quarantina di allievi che, sullo sfondo del monte Oronaye (3100 m), salgono al colle. Il lac de Oronaye ci accoglie sulle sue splendide sponde.

Cercato un angolino ci fermiamo per pranzare.

Riprendiamo la marcia costeggiando il lago e portarci gradatamente sul sentiero normale di discesa. È sempre impagabile la visuale sul Bec de Lièvre (2770 m), sulla Meyna (3067 m) e sul col de la Gypière de l’Oronaye (2482 m) che spiccano davanti a noi.

Dopo essere svoltati a sinistra, sul sentiero che scende al colle della Maddalena, lo percorriamo fino alla Cabane (piccola costruzione del malgaro). Con un breve traverso diagonale verso sinistra scavalchiamo il torrente per seguire un buon sentiero che conduce direttamente al colle della Maddalena (col de Larche per i francesi).

Attraversato lo stradone passiamo a sinistra del rifugio della Pace per seguire una stradina sterrata. La abbandoniamo per portarci sul dosso dove sono visibili due larici. Il dosso si presta bene per fotografare dall’alto il lago della Maddalena (1978 m), quinto lago di questa escursione.

Scesi dalla parte opposta ci rechiamo sulla riva del lago seguendo poi una traccia che ci riporta, molto più avanti, sulla statale 21. Un tratto di asfalto e rieccoci nuovamente al parcheggio.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (1)


  1. Bravi! Questo giro dei laghi l’ho fatto sia dal versante italiano che francese, e’abbastanza impegnativo ma molto spettacolare! Saluti e complimenti!

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