Giro del Monte Aighiera, 1724 m – Valle Stura

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Il monte Aighiera, detto anche il monte di Vinadio, è situato sulla sinistra orografica della valle Stura a nord-est di Vinadio. La cima è posta su una bastionata rocciosa molto panoramica dalla quale si domina buona parte della valle Stura.

Accesso in auto:

Da Borgo San Dalmazzo si entra nella valle Stura seguendo la S.S. n. 21 percorrendola fino a Vinadio. In uscita dal paese, dopo il forte, si svolta a destra e si segue per un tratto la strada che conduce a Neraissa. Percorse alcune centinaia di metri si parcheggia l’auto sul lato destro nei pressi della cappella della Madonna del Vallone (1004 m).

Note: Sconsigliamo di ripetere il tratto tra il monte Aighiera e Grangette perché troppo difficoltoso. Conviene salire verso la cima est del monte Corso del Cavallo, proseguire in discesa al Pra ‘d Giacu e trovare la traccia per Grangette nei pressi della Testa di Peitagù.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.060 metri circa
  • Distanza: 14,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.004 metri
  • Altitudine massima: 1.737 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: grangia, vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

L’escursione inizia scavalcando il ponte che conduce alla cappella della Madonna del Vallone (1004 m) proseguendo poi sulla destra di un monumento ai caduti.

Poche decine di metri dopo si passa il rio Borbone a destra di un antico ponte in pietra riprendendo subito la salita molto ripida sulla sinistra orografica della stretta gola che più avanti diventa spettacolare per la conformazione rocciosa ma soprattutto per la presenza di alcune bellissime cascate.

L’antico ponte in pietra sul rio Borbone

Una spettacolare cascata all’interno della gola

Raggiunto il bivio per il forte Neghino (torneremo da qui) proseguiamo a sinistra, scavalcando il rio Borbone e raggiungendo poco più avanti la biforcazione per il ponte Lentre che lasciamo scendere a sinistra.

Mantenendoci sulla destra orografica della profonda gola rocciosa, proseguiamo il percorso che si dirige verso i Prati Borbone e il monte Corso del Cavallo sul sentiero di ciottoli dolomitici attorniato da larici, pini silvestri, purtroppo tutti infestati dai bozzoli della processionaria, e ciuffi di lavanda.

Tratto del percorso nella gola rocciosa

Volgendo di tanto in tanto lo sguardo alle nostre spalle si aprono splendide visuali sui valloni di Sant’Anna e Bagni di Vinadio collocati alla destra orografica della valle Stura mentre, sulla sinistra orografica, compaiono i monti Autes (2286 m), Varirosa (2292 m) e il Nebius (2600 m).

Visuale alle nostre spalle salendo ai prati Borbone

Poco prima del termine della stretta gola, nei pressi della punta del Fo (1649 m), il vallone tende a restringersi ulteriormente.

Scavalcato il rio, il sentiero si smarrisce per qualche metro ma lo si ritrova salendo su un visibile intaglio verso sinistra. La salita ci conduce fuori della parte più impegnativa agli inizi dei prati Borbone dove sono presenti resti di trune e vecchie grange.

Volgendo lo sguardo a destra possiamo già vedere in lontananza la nostra cima pressoché alla stessa quota in posizione panoramica.

In primo piano la cima Aighiera

Per raggiungerla occorre tagliare diagonalmente alcune pendici erbose, scendere un leggero avvallamento e poi risalire un piccolo tratto tra gli alberi che poi cede spazio alla piccola punta.

Camminando verso il monte Aighiera

Prima visuale sulla bassa valle Stura

Un ometto indica che siamo giunti in cima. Con una giornata tersa il panorama è incantevole e abbraccia tutto il fondovalle fino alla Bisalta. Di fronte (sud) compaiono tutte le cime della valle Stura, dal Saben al Becco Alto dell’Ischiator.

Sulla cima del monte Aighiera

Ora possiamo ammirare il panorama

Visuale della valle Stura verso Demonte

Già il raggiungimento di questa meta può soddisfare l’escursionista in cerca di posti spettacolari e meravigliose vedute. L’intenzione nostra ora è quella di proseguire con un anello compiendo la discesa verso Aisone e poi tornare dal forte Neghino.

Non essendoci sentieri di collegamento l’itinerario più semplice per scendere da qui ad Aisone è quello di salire verso la cima est del monte Corso del Cavallo, proseguire in discesa al Pra ‘d Giacu e trovare la traccia per Grangette. È un giro sicuro che comporta però qualche centinaio di metri in più di dislivello.

Noi optiamo per un percorso sulla carta più corto ma che si rivelerà impegnativo e che per questo motivo sconsigliamo. Tornati sui nostri passi di circa 350 metri ci infiliamo verso destra (est) nel fitto del bosco che man mano prende sempre più le sembianze di una boscaglia infinita di alberi rotti e sradicati su cui dobbiamo letteralmente aprirci la strada attraversando anche qualche ripido combale con uscita finale su una radura su cui è posta una vecchia abitazione col tetto in paglia. Il problema non è solo trovare la strada, ma farsela.

In ogni caso dopo un po’ di peripezie, tanto intuito e l’uso del GPS dopo circa un’ora raggiungiamo il sentiero che dalla Testa di Peitagù scende verso la borgata Pironi (Aisone).

Ci apriamo la strada nella boscaglia

L’abitazione col tetto in paglia al termine della boscaglia

Dopo la pausa pranzo ci aspetta ora lo spettacolare sentiero di discesa. Non rimane che seguirlo nei suoi giri tortuosi su pareti in forte pendenza fino al bivio finale.

Immagini del percorso di discesa a valle

Lasciato a sinistra il sentiero per Aisone (indicazioni), svoltiamo a destra (Vinadio) proseguendo in discesa per qualche decina di metri. Scavalcando un rio passiamo tra le ginestre nel versante opposto con belle visuali retrospettive verso la borgata Piron. Il sentiero ci porta dopo un po’ tra le vecchie case della borgata Baile (1040 m, fontana).

Proseguendo oltre, ora su una bella sterrata, lasciamo a sinistra la mulattiera che scende verso il basso alla Comba arrivando in poco tempo al pianoro della località “Castellar delle Vigne”, abbellito da belle case, in amena posizione, ristrutturate con gusto.

La strada, ora asfaltata, scende verso Vinadio congiungendosi, ormai alle porte del paese, alla sterrata che sale al forte Neghino. Deviando a destra riprendiamo la salita che gradualmente si sviluppa a lunghi tornanti protetti da robusti muri di pietra nera.

Dopo la lunga salita raggiungiamo l’inizio di un ampio pianoro erboso (fontana) nei pressi di alcune baite rimesse a nuovo dove al fondo, in posizione più elevata, è collocato il forte Neghino di forma ellittica e circondato da un fossato.

Con il forte Serziera, localizzato sull’opposto versante della valle Stura, doveva servire da protezione al sottostante forte Albertino e al paese di Vinadio.

Salendo sulla sinistra del forte si può approdare ad una balconata panoramica dalla quale è possibile ammirare dall’alto tutto l’abitato di Vinadio. Il panorama si estende al vallone di Sant’Anna e, ad ovest, alla cerchia di montagne del Corborant (3010 m) e del Becco Alto dell’Ischiator (2996 m).

Puntando lo sguardo a nord-ovest possiamo ammirare l’innevato Monte Nebiùs (2600 m) che si innalza dal vallone di Neraissa e, più a sinistra, intravedere la strada che dalla borgata sale verso i monti Autes (2286 m) e Varirosa (2292 m).

Il ritorno invece lo facciamo seguendo il bellissimo sentiero (tacche rosse) che parte a destra del forte e si dirige verso nord tra betulle, frassini e pini in direzione del valloncello incassato (già percorso all’andata) che scende dalla Punta del Fò.

Tornando al parcheggio dal forte Neghino

Dopo un po’ di cammino ad un bivio chiudiamo l’anello scendendo a sinistra, direttamente alla cappella della Madonna del Vallone.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Precedente Escursione alla Cima Robert (1819 m) e al Monte Baussetti (2002 m) – Valle Corsaglia

Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (2)


  1. Ciao Elio, ma la traccia gpx fa riferimento al percorso difficoltoso che avete fatto voi oppure al percorso più agevole?


    • Ciao Lorenzo. La traccia fa il percorso difficoltoso fatto da noi. Comunque anche solo il percorso andata/ritorno sul monte Aighiera è bellissimo e spettacolare. Ciao.

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