Giro del monte Frisson – Valle Vermenagna

Con questo lungo anello da Palanfrè andremo a percorrere l'intero giro del monte Frisson (2637 m) toccando, in sequenza, il lago degli Albergh (2039m), il passo di Ciotto Mien (2274 m), il passo del Diavolo (2405 m), il lago dell'Oro (2440 m), il passo della Bastera (2547 m), per poi scendere nella valle Fredda e, dopo una sella, ai laghi Frisson, ricongiungendoci più in basso al percorso effettuato in mattinata che ci riporterà a Palanfrè.

Accesso in auto:

Da Borgo San Dalmazzo dirigersi verso Limone Piemonte. Superati i paesi di Roccavione e Robilante raggiungere Vernante. Al semaforo svoltare a destra e percorrere un lungo tratto di strada asfaltata del vallone Grande che, dopo la borgata Folchi, prosegue in salita e termina nell'ampio parcheggio antistante l'abitato di Palanfrè.

Note: Un centinaio di metri prima del passo di Ciotto Mien si può imboccare a destra un sentiero che si addentra nell'appartata valletta a sud e che consente di evitare il tratto più esposto dell'itinerario, ossia la cresta tra il passo Ciotto Mien e il monte Ciamoussè.

Dati tecnici

Oggi siamo in compagnia dell’alpinista Andrea Parodi, autore di molti libri sulle nostre montagne, che ci ha proposto di fare insieme questo bellissimo giro.

Lasciamo l’auto nel parcheggio antistante Palanfrè (1379 m). Nei pressi della chiesetta muoviamo i primi passi sulla strada inizialmente asfaltata che procede a lato delle case. Superato qualche centinaio di metri, ad un bivio, abbandoniamo la strada, nel frattempo diventata sterrata, che prosegue per il colle della Garbella tenendoci sulla sinistra in direzione del vallone Alberghi. Più avanti, attraversato un fresco boschetto di faggi, raggiungiamo il gias Piamian (1470 m) dove troviamo un’ottima fontana.

Poco oltre lasciamo il vecchio sentiero che prosegue verso destra per risalire a sinistra un tratto inizialmente roccioso, ma tutto nel bosco. Dobbiamo superare, con ripido percorso, una stretta gola di rocce calcaree striate che ricordano la conformazione rocciosa del Mongioie.

Dopo numerosi tornantini e un breve tratto pianeggiante, torniamo a scendere verso destra fino superare nuovamente il rio, ora completamente asciutto, tra boschetti di bassa vegetazione e pini mughi che, infoltendosi sempre più, prendono il sopravvento sulle altre specie arboree.

Avanzando nel boschetto, dopo alcune centinaia di metri raggiungiamo un bivio. Seguiamo il sentiero di sinistra che conduce verso il lago Albergh e il passo di Ciotto Mien (il sentiero di destra sarà la nostra via del ritorno).

Procediamo in direzione del monte Ciamoussè, più basso del Frisson ma dalle pareti strapiombanti.

Varcato nuovamente il rio proseguiamo con salita più decisa (destra orografica) entrando in pineta. Il tratto, non molto lungo, porta su una radura che prosegue verso il fondo del vallone. Poco prima di raggiungere l’emissario del lago degli Albergh attraversiamo un bel prato al cui termine, verso destra, si entra nella splendida conca lacustre.

Dall’emissario proseguiamo la marcia in direzione del passo di Ciotto Mien seguendo il sentiero che attraversa un dosso erboso. Superiamo poi, verso destra, un piccolo pianoro, poi un secondo dosso di bassa vegetazione e rododendri.

Più sopra tagliamo verso sinistra una placca nevosa ritrovando il sentiero poco oltre risalente la parte terminale del vallone. La traccia, con un lungo diagonale ascendente verso sinistra, sale ora più ripidamente per tagliare la rocciosa testata del vallone.

Un centinaio di metri prima del passo di Ciotto Mien si può imboccare a destra un sentiero non segnalato che si addentra nell’appartata valletta a sud e che consente di evitare il tratto più esporso dell’itinerario.

Più in alto raggiungiamo una fune in acciaio collocata nei punti più sdrucciolevoli del percorso che ci accompagnerà in sicurezza fino a pochi metri dal passo di Ciotto Mien (che avevamo già raggiunto in passato).

Dal passo seguiamo per un breve tratto l’esposta cresta rocciosa che divide gli avvallamenti di Limonetto e Palafrè, abbandonandola poco dopo (rocce friabili, poco sicure) scendendo sotto le rocce (lato Limonetto) mentre lasciamo proseguire in cresta Andrea, più abituato a questo tipo di terreni.

Mentre Andrea continua il suo cammino lungo tutta la cresta, noi proseguiamo sulle ripide pendici erbose (prestare attenzione) con un lungo traverso diagonale ascendente raggiungendo l’erbosa costa est del Ciamoussè, per ricollegarci più avanti al sentiero che da Pian Madoro conduce al lago dell’Oro, arrivando così al passo del Diavolo.

La discesa seguente di una quarantina di metri, tra rocce dolomitiche, costeggia alcune pareti strapiombanti e ci conduce sulla riva di un minuscolo laghetto che lasciamo a sinistra per poi risalire su gradoni pietrosi in direzione di un varco oltre il quale ha inizio una lunga pietraia.

Seguendo le tacche gialle costeggiamo, con andamento semicircolare, la parte destra dell’avvallamento lasciando in basso a sinistra alcuni specchi d’acqua fino a raggiungere, dopo una seconda rampa, l’ultimo segmento di pietraia che ci separa dall’incassato lago dell’Oro.

Mentre alla nostra sinistra si evidenzia sempre più la sagoma della rocca Bastera, raggiungiamo, dopo circa tre ore, il lago dell’Oro che è situato in un ambiente aspro, severo, di alta montagna. Lo troviamo ancora colmo di neve seppure sia ormai metà luglio.

Qualche foto per immortararlo, poi riprendiamo quasi subito la salita che si estende ad ovest (bolli rossi), prima su rocce rotte poi su erba per raggiungere con facilità il passo Bastera (2524 m), che divide il versante di Limonetto da quello del Sabbione.

Dal passo abbiamo una bella visuale sulla parete nord del monte Frisson che si evidenzia imponente alla nostra destra.

Questo è un buon posto per la sosta pranzo.

Per la discesa, sempre segnata con bolli rossi, occorre perdere un centinaio di metri di quota sullo spallone di erba e pietre che si sviluppa dietro il passo, poi deviare a destra sulla pietraia (lato val Fredda) quindi, con un taglio trasversale a destra, raggiungere in leggera salita il sentiero che scende dal monte Frisson.

La discesa seguente ci condurrà a una sella erbosa, in vista dei due laghi del Frisson.

Un sentierino su pietraia scende al lago superiore, poi prosegue verso quello inferiore. La discesa andrà poi a raccordarsi al bivio per il lago degli Albergh. Svoltando a sinistra proseguiremo sul sentiero che ci riporterà a Palanfrè.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Anello della cima di Pienasea, 3117 m, e bivacco Olivero - Valle Varaita

Precedente Escursione al monte Ciamoussè (o Chiamossero) ovest, 2478 m - Valle Vermenagna

Strutture di appoggio nei dintorni

Cartografia essenziale

Carta 16, Val Vermenagna - Valle Pesio - Alta Valle Ellero - Parco naturale del Marguareis

(2014)

Disponibile a 11,90

Carta 114, Limone Piemonte, Valle delle Meraviglie

(2011)

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (4)

  1. Enrico Aresi


    Complimenti come sempre.
    E’ proprio un giro che ho intenzione di fare a breve, ero stato sul Frisson anni fa ma al ritornoper cercare di fare l’anello mi ero un pò perso.. terrò caro il gpx!
    Grazie ancora e buone avventure!


    • Ciao Enrico. Tieni presente quel percorso nella valle sospesa prima del Ciotto Mien. Non l’abbiamo fatto ma credo sia molto bello e ti evita il giro lungo per raggiungere il passo del Diavolo. Ciao e grazie per i complimenti.

  2. Rosanna Beraudo


    Ciao,ho conosciuto Valerio a rittana,ribadisco quindi che fate un ottimo lavoro grazie

Il tuo commento