Il cammino della montagna (1788 m) – Valle Maira

Questo itinerario ad anello, denominato “il cammino della montagna”, si svolge alle spalle del paesino di Macra (nord). Poco dopo aver lasciato il primo tratto del “sentiero dei ciclamini” si entra in un canyon con un spettacolare percorso a tornanti scavato nella roccia. Il ritorno avviene toccando la punta Gardiola (1665 m), scendendo infine a Macra dalla comba Font Buient.

Dati tecnici

  • Ascesa: 990 metri circa
  • Distanza: 11,2 km circa
  • Altitudine partenza: 828 metri
  • Altitudine massima: 1.788 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Altro, Grangia, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

La base di partenza dell’escursione la raggiungiamo salendo da Cuneo fino a Dronero, quindi superando i numerosi paesini della valle Maira fino all’abitato di Macra. Lasciata l’auto nel piazzale del Municipio di Macra (828 m) risaliamo la provinciale (direzione Acceglio) per una settantina di metri. A destra, nei pressi di una piccola fontana, inizia la marcia seguendo parte del frequentatissimo “Sentiero dei ciclamini” (indicazioni) che costeggia, sul fianco, lo spumeggiante rio Bedale di Langra.

È un percorso piacevole che si sviluppa dribblando numerose volte il rio su passerelle in legno o cemento. Dopo aver affiancato un pilone votivo si sale ancora un tratto fino ad incrociare, più avanti, la strada asfaltata che sale da Villar.

Poco dopo perveniamo alla borgata Langra (992 m) ed un po’ oltre alla borgata Caricatori (998 m). Senza svoltare a destra, proseguiamo diritto nella valle fino a raggiungere un’area pic nic. Da qui, proseguiamo sempre diritto sull’evidente sentiero, senza seguire la variante del sentiero dei ciclamini che prosegue in salita a destra (non segnalato).

Il percorso continua inoltrandosi all’interno di una conca rocciosa, sede di una vecchia fornace di calce poi, con un mezzo giro verso sinistra, si sposta costeggiando lateralmente la cosiddetta comba della Montagna.

Salita ripida tra i larici

Sempre ben tracciato, sale ripido nel bosco avvicinandosi gradualmente ad una zona con strapiombanti pareti rocciose, poste a destra della comba che in questo punto riveste più le sembianze di un profondo canyon.

Il percorso si fa molto interessante per un lungo tratto di tornanti scavati interamente nella roccia.

Serie di immagini nei tornanti scavati nella roccia

Terminato il tratto roccioso, procediamo su sentiero ripido all’interno di boschi di faggi e noccioli pervenendo, più avanti, ad un gruppo di tre grange (le Grangette – 1507 m) in precario stato di conservazione.

Le Grangette

Entrati nella comba Interriu il sentiero prosegue oltre (prestare attenzione essendo stretto), abbassandosi lievemente per il superamento di un rio proveniente dalle alture della comba Cassin. Subito dopo riprende in ripida salita sulla destra della grangia Cugnet (1517 m).

Procediamo ancora un po’ fino all’uscita dal bosco trovando sul cammino altre grange sparse qua e là finendo su estese praterie erbose che lambiscono, a sinistra, le pendici del monte Cugulet (2494 m), della cima Lubin (2432 m) e, a destra, quelle del monte Rastcias (2404 m) e del colle dell’Agnelliera (2063 m).

All’inizio delle praterie erbose

Verso la colonna di pietre

Più sopra il sentiero affianca ed aggira una singolare colonna di pietre alta circa due metri e mezzo.

Oltre questo punto riteniamo che l’itinerario sia più consigliato ad escursionisti esperti.

Dalla colonna svoltiamo verso sinistra e seguiamo le tacche lungo un traverso in leggera ascesa fino ad un rio che scende dal Cugulet, scavalcandolo.

Raggiunto il versante sinistro invertiamo il senso di marcia puntando a sud, verso un colletto (1788 m) posto a destra del vistoso spuntone roccioso denominato roccia Castello (1867 m).

Verso il colletto della Roccia Castello

Arrivo al colletto

Da qui ha inizio la discesa verso valle.

Seguiamo le (rare) tacche rosse sulle rocce che tracciano un diagonale discendente in direzione di alcuni pini, fino a raggiungere poco oltre, verso destra, una costa di piccole rocce che andremo a seguire in discesa per un buon tratto, fino a pervenire sulla punta Gardiola (1665 m). Non si tratta di una vera punta, ma qui è stata collocata una piccola croce in ferro con il libro di vetta (attualmente manca una biro, mentre il quadernetto dovrebbe essere sostituito).

Punta Gardiola con panorama verso Tibert e cima Tempesta

Altra immagine della croce di vetta

Al fondo, il monte Rastcias e colle dell’Agnelliera

Presso la croce facciamo la sosta pranzo, anche se oggi non possiamo godere del bel panorama per le nuvole presenti a sud e ovest.

Durante la pausa, guardando leggermente a sinistra della cima Pertus, notiamo una grossa macchia bianca che a prima vista sembra neve. Osservandola bene ci accorgiamo però che non è neve ma un grosso buco tondo nella montagna.

Tornati a casa ci toglie ogni dubbio l’amico Bruno Rosano che ci invia una foto ravvicinata; ne abbiamo anche conferma dalla sua cartina topografica, che in quel punto segna “finestra”.

Immagine della “finestra” a sinistra della cima Pertus

Riprendiamo la discesa, ancora lungo la costa, sempre seguendo le tacche rosse che, deviando verso destra, ci conducono poco prima di alcune grange semidistrutte. Le tacche poi si perdono probabilmente per colpa di slavine che hanno distrutto gli alberi su cui erano state apposte.

Ritroviamo il sentiero col GPS grazie alle OpenMtbMap spostandoci una cinquantina di metri più verso sinistra. Poco più in basso passiamo vicino ad altre grange ormai invase da alberi di nocciolo.

Discesa verso valle

Il poco frequentato sentiero prosegue con una lunga discesa a tornantini tra arbusti vari e cespugli di lavanda, confluendo nella comba di Font Buient incrociando (quota 1091 m) il “sentiero dei camosci” già percorso da noi ad inizio anno.

La bella discesa su mulattiera ci riporta in basso dalla borgata Langra, presso la cappella dedicata a San Giuseppe e Sant’Antonio, dove si svolta a destra. Tornati sul sentiero dei ciclamini, lo percorriamo in discesa fino al parcheggio di Macra.

Ritorno a Langra (chiesa di S. Giuseppe e Sant’Antonio)

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (6)

  1. Michele Pantaleo


    Molto interessante. Ringrazio per i bellissimi itinerari di quest’anno ed auguro buone feste.
    Michele Pantaleo


    • Grazie Michele. Ricambiamo gli auguri di buone feste anche a te e alla tua famiglia.
      Buone gite per il 2016!!!

  2. Mattia Bertero


    Ciao Elio.
    Bellissima questa escursione che non conoscevo affatto (almeno non conoscevo questo anello in quella zona), sarà una di quelle che in futuro farò da solo o con Silvia quando sarà più in forma.
    Interessante anche per i luoghi che si toccano.
    Due cose: dopo la curiosa colonna di pietre hai scritto che il percorso diventa EE ma perché il sentiero si trasforma in un altro appena accennato, o perché scompare e bisogna seguire delle labili tracce rosse sulle pietre, magari avendo uno spiccato senso dell’orientamento?
    Il tratto dei tornanti scavati nella roccia sono abbastanza sicuri? Credo di si a giudicare dalle fotografie e dal fatto che non usate particolari protezioni per la testa e non ci sono catene o corde a lato della via.
    Semplice curiosità per capire meglio come si evolve la via.
    Ricambio gli auguri di Natale a te e alla famiglia che mi avevi fatti nella pagina del Monte San Bernardo, ho provato a scriverli li ma non sono comparsi nella pagina.
    Un saluto da Mattia.
    Grazie per farci scoprire posti nascosti di queste nostre stupende montagne, grazie a te e alla tua banda di escursionisti ho scoperto tanti itinerari che nemmeno conoscevo nonostante i miei tanti anni di escursionismo.


    • Ciao Mattia. Il tratto dopo la colonna è segnalato fino al rio, poi bisogna seguire il percorso ad occhio per arrivare al colletto. Da lì, nel traverso, le tacche bisogna cercarle con un po’ di attenzione. Sono più numerose sulla costa di piccole rocce fino alla Punta Gardiola. Scendendo poi verso le grange semidistrutte le abbiamo perse del tutto, ritrovando il sentiero grazie alle OpenMtbMap. Da lì in poi non ci sono più stati problemi.
      I tratti scavati nella roccia sono più che sicuri, e talmente ben fatti che mi hanno ricordato un po’ il percorso del “Sentiero degli Alpini”.
      Ancora grazie per gli apprezzamenti e ricambio nuovamente gli Auguri!
      P.S. Inspiegabilmente quei tre commenti erano finiti nello SPAM, me ne sono accorto prima di cancellarli definitivamente.

  3. marco craveri


    Abbiamo percorso questo sentiero in una bella domenica di Novembre, è veramente “spettacolare”, peccato non sia segnalato adeguatamente. Per chi, come me , ha problemi in discesa con le ginocchia, consiglio di farlo nel senso inverso.


    • Ciao Marco. Per le ginocchia hai ragione, ma per trovare la traccia credo sia meglio da dove sei partito tu. Comunque è vero, mancano segnalazioni adeguate. Ciao

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