Il giro dei sette passi da Viviere – Valle Maira

Fantastico e interessante tour ad anello, per chi ha voglia di galoppare, nella zona alta della valle Maira compresa tra il vallone di Unerzio e la valle dei laghi Roburent. Aggirando le cime di rocca Brancia (2810 m), rocca Peroni (2772 m) e monte Scaletta (2840 m) transitiamo toccando i passi della Gardetta (2440 m), rocca Brancia (2606 m), Oserot (2640 m), la Croce Orientale (2630 m), Peroni (2584 m), Scaletta (2640 m) e dell’Escalon (2415 m).
Accesso in auto: Da Dronero percorrere tutta la valle Maira fino alle porte di Acceglio. Di fronte al cimitero svoltare a sinistra per Chialvetta e il vallone di Unerzio. Ad un bivio tenere la destra e superare, senza raggiungerle, le borgate di Chialvetta, Pratorotondo e Viviere. Il tratto d’asfalto termina in un tornante (bivio per il monte Estelletta, 1813 m), dove è possibile trovare parcheggio.
Note: Salendo lungo il vallone notiamo che i larici quest'anno non hanno la consueta livrea verde estiva, ma si presentano con colorazione quasi autunnale. Venendo a casa veniamo confortati dalle parole dell'accompagnatore naturalistico Enrico Collo che riportiamo testualmente: "Leggo sempre più preoccupazione sullo stato dei larici in Valle Maira, che quest'anno presentano un precoce ingiallimento che ai più fa temere una malattia terribile e inguaribile, ma guardando da vicino si osservano tante fitte ragnatele che si distendono sui rami e, ancora più da vicino, una piccola meraviglia. In realtà si tratta di un simpatico bruchetto, la tortrice grigia del larice (Zeiraphera griseana il suo nome scientifico), che a breve si trasformerà in una farfalla grigia. Il fenomeno si ripete circa ogni 8 anni perchè il larice sa da solo come difendersi da questo insetto voracissimo dei suoi teneri aghetti: il prossimo anno la pianta produrrà semplicemente degli aghi più duri e resistenti, in modo che i prossimi bruchi non riusciranno più a cibarsene e - poverini - moriranno di fame in massa. Soltanto dopo altri 8 anni la pianta tornerà ad essere tenera e la storia si ripeterà con gli individui che erano riusciti a sopravvivere fra mille stenti. Dunque anche questo è un fenomeno bellissimo da osservare, nessuna catastrofe, ma la bellezza della natura e dei suoi cicli di interazione reciproca e complessa fra gli esseri viventi."

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.300 metri circa
  • Distanza: 19,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.813 metri
  • Altitudine massima: 2.649 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Passo, Rifugio
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Partiamo per un giro un po’ più contenuto, poi ci lasciamo prendere dalla bellezza del luogo. Più avanti nuvoloni neri all’orizzonte e conseguente pioggia non ci impediranno di percorrerlo in tutta la sua lunghezza.

Seguendo la strada sterrata che prosegue verso prato Ciorliero si lasciano a destra i bivi (segnalati) per il vallone di Enchiausa e, poco dopo, per il passo Scaletta (da cui arriveremo al ritorno).

Giunti al prato Ciorliero scegliamo di percorrerlo al centro, lasciando a sinistra il sentiero che risale la destra orografica del vallone, fino al passo della Gardetta.

Salendo da questo lato, lungo il tragitto abbiamo occasione di intravedere due laghetti prima di incrociare poco sotto ad un bunker il sentiero normale di salita.

Il bunker sulla strada per il Passo Gardetta

All’arrivo al passo della Gardetta (2440 m) notiamo alcuni nuvoloni neri a nord ovest che lambiscono il monte Oronaye; il vento li sospinge nella nostra direzione. Il panorama verso il pianoro della Gardetta, stupendo, ci fa ben sperare.

Dal passo della Gardetta verso l’omonimo pianoro con il rifugio

Le previsioni poi non sono così male, per cui proseguiamo col nostro itinerario che svolta verso destra (sud-ovest) sulla strada ex militare fatta di lunghi traversi che ci portano sotto le propaggini delle rocciose punta Eco (2707 m) e rocca Brancia (2810 m) fino a raggiungere, più avanti, il passo di rocca Brancia (2606 m).

Salendo verso il passo di rocca Brancia

Alle nostre spalle la strada di salita al passo di rocca Brancia

Oltre, lo sguardo si posa sulla fonda Oserot dove, al centro della fonda, più a sud, giace l’omonimo lago.

Dal passo scendiamo di qualche metro deviando poi a destra, sulla stradina che passa accanto ad alcuni “penitentes” (roccioni isolati) proseguendo in direzione del colle Oserot, incastrato tra la cima omonima (2855 m) e la rocca Brancia (2810 m) cui perveniamo attraverso alcune scorciatoie.

Arrivo al Colle Oserot

Dal passo il panorama è desolato ma incantevole e tra gigantesche rocce rossastre ai lati proietta lo sguardo verso la comba Emanuel superiore e, più distante, al passo la Croce Orientale.

Panorama oltre il colle Oserot

Tralasciando la vecchia strada ex militare a sinistra, ormai inservibile in più punti, prendiamo il sentiero che piega a destra scendendo a piccoli tornanti verso il basso.

Immagini durante la discesa successiva

A circa un terzo di percorso, nei pressi di una pietraia, lo abbandoniamo per seguire una esile traccia (segnalazione su masso) che ci sposta sul versante meridionale opposto in direzione della strada militare che ricompare a picco sotto una parete rocciosa.

Tagliando poi una pietraia mobile e insidiosa ritroviamo la strada e più avanti affianchiamo un tunnel che serviva da deposito munizioni.

Tratto nella pietraia mobile

Proseguendo verso nord-ovest con un lungo traverso riprendiamo la salita su lunghi tornanti erbosi per raggiungere il passo la Croce Orientale (2630 m).

Lungo i tornanti che precedono il passo la Croce Orientale

A destra, il vallone da noi sceso dal colle Oserot

Passo la Croce Orientale

In discesa, un centinaio di metri dopo, siamo al piccolo bivacco Due Valli (2600 m), così chiamato perché a cavallo tra le valli Maira e Stura. Un vento abbastanza sospinto ci convince a fermarci qui al riparo per la sosta del pranzo.

Verso il bivacco Due Valli

Riprendiamo subito dopo il cammino verso il vicino passo Peroni. Lungo il tragitto di avvicinamento notiamo in basso, a sinistra, l’abitato di Bersezio.

Raggiungiamo il passo Peroni (2584 m) nel momento in cui, dal lato opposto, stanno sopraggiungendo due escursionisti. Saranno le uniche persone viste in giornata.

Dal passo lo sguardo si posa nella lunga valle dei laghi Roburent, adagiati in verdeggianti conche.

Veduta dal passo Peroni

Il vallone dei laghi di Roburent. Monte Scaletta, a destra

Il sentiero di discesa ci porta dopo alcune centinaia di metri ad un bivio.

Lasciato proseguire a destra il percorso per la traversata del Monte Scaletta, scendiamo lievemente a sinistra costeggiando a distanza ravvicinata il lago mediano di Roburent (2355 m).

In discesa dal passo Peroni verso il lago mediano di Roburent

Altra veduta del lago mediano

Un breve tratto successivo di salita ci trasferisce all’imbocco del lago Superiore di Roburent (2428 m) tra numerosi ricoveri in pietra, le trune.

Qui, abbandonato il sentiero che fiancheggia il lago, seguiamo una diramazione a destra in direzione del colle di Scaletta (2640 m) sulla traccia che si allontana progressivamente dalla splendida e verdeggiante conca lacustre.

Al lago Superiore di Roburent il tempo si sta imbruttendo

Dobbiamo ora percorrere gli ultimi duecento metri di ripida salita che ci separano dal colle. Nel momento in cui lo stiamo per raggiungere il cielo si incupisce e cominciano a cadere le prime gocce di pioggia.

Residuato bellico al Passo Scaletta (foto scattata lo scorso anno)

Infilati i gusci protettivi iniziamo immediatamente la discesa verso il passo dell’Escalon. Qualche tuono minaccioso proveniente dal monte Scaletta ci convince a sveltire il passo. È un vero peccato trovarci sotto il diluvio in questo tratto che diversamente è così bello, piacevole e molto panoramico.

Dal colle di Scaletta discesa verso il passo dell’Escalon (foto scattata lo scorso anno)

In discesa raggiungiamo più avanti il roccioso passo dell’Escalon (2415 m) che ci introduce nella valle Costa Denti. Poco prima di raggiungere il lariceto lasciamo a destra, a breve distanza, due diramazioni che conducono al ricovero dell’Escalon e alla colletta Vittorio.

Il tratto in lariceto ci conduce infine ai margini del prato Ciorliero, alla sterrata ed infine al parcheggio.

Nel momento in cui arriviamo tornano, per incanto, a risplendere i raggi del sole.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (5)


  1. Ciao amici, credo che sia il più bel tour in assoluto, in quanto tempo si fa? Non riesco a “trovarvi” su facebook. Come posso fare? Grazie, siete sempre fonte di ispirazione. Ciao. Osvy.


  2. Ciao. Ho percorso questo tour domenica scorsa, e fortunatamente giornata mai fu più azzeccata per godere davvero dello splendore delle alti valli Maira e Stura.
    Da segnalare che per errore l’ho percorso al contrario, ovvero prima tappa il passo Scaletta, ma cosi ho potuto godere del silenzio dei laghi di Roburent alle 9 del mattino.
    Prossima volta deviazione sul percorso R.C., vedere dal passo Peroni il sentiero che si inserisce nelle guglie mi faceva venir voglia di ricominciare il giro.

  3. Ouendag, Jeroen


    Ciao Elio, abbiamo usato questo anello come ispirazione per un anello da Viviere alle Colle delle Scaletta, poi i Laghi Roburent, Passo Peroni, Bivacco Due Valli e poi la discesa a Viviere. Grande trekking! Grazie!


    • Bravo Ouendag! Anche se un po’ più corto è comunque un giro spettacolare. Sei già salito qualche volta sul Monte Scaletta? E’ una tra le escursioni più belle in valle Maira. Ciao e grazie.

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