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Il tuo commento

Commenti (13)


  1. interessantissimo percorso,peccato non sia ad anello!:-(

  2. Luigi Paolo Barzaghi


    TANTI COMPLIMENTI BELLO ERA SE SI FACEVA UNA FOTO AL NEVAIO, COSA PIù UNICA CHE RARA


    • Hai ragione Luigi. Dall’alto era difficile poter fare la foto perché è inserito in una forra profonda e oscura.

  3. Luigi Paolo Barzaghi


    Sono pure io appassionato di montagna ma non sono delle vostre parti.
    Lurago d’ Erba provincia ddi Como.
    Tanti auguri


    • Ciao Luigi, ci fa grande piacere sapere di avere degli appassionati alle nostre montagne anche dalla provincia di Como. Conosco bene la tua provincia per aver soggiornato due anni a Bevera. Ricordo molto bene la Grigna, splendida montagna, e il Resegone… Ciao


  4. ciaoo
    l’escursione è fattibile anche ora? Preciso senza ciaspole


    • A giudicare dalla quota della neve e dall’esposizione del percorso, direi proprio che non ci sono problemi a percorrerla senza ciaspole.


  5. Bello l’itinerario dei Tetti di Vernante,se sei solo un consiglio e’ quello di portare una bicicletta a Palanfre’ e partire da sotto, cosi’ da avere un mezzo per tornare alla macchina.

  6. Daniele Cat Berro


    Buongiorno, sto lavorando a un libro sui ghiacciai delle Alpi Marittime (in verità sta per andare in stampa), vi aggiornerò sull’uscita! Nel vostro itinerario https://cuneotrekking.com/escursione/la-via-di-teit-tra-palanfre-e-vernante-valle-vermenagna/ citate il navaio permanente del Vallone Pioccia. Avete informazioni recenti? Negli anni nevosi sopravvive all’estate anche attualmente? Grazie mille per l’aiuto che mi potrete forse dare. In attesa di conoscervi meglio, un saluto cordiale. Daniele Cat Berro


    • Buongiorno Daniele. Purtroppo non abbiamo notizie recenti del ghiacciaio del Vallone Pioccia. Dovrei informarmi bene contattando la gente del posto. Posso però pensare che nelle annate molto nevose il ghiacciaio venga ancora alimentato.
      Ci farebbe piacere avere notizie sull’uscita del suo libro. Mi tenga informato. Grazie!

      • Daniele Cat Berro


        Certamente! Grazie. Nell’impossibilità di verificare meglio, mi son tenuto un po’ sul generico indicando che in passato i depositi di valanga sopravvivevano all’etate costituendo nevai permanenti a quote tra le più basse delle Alpi. Oggi invece resistono solo dopo inverni nevosi e (rare) estati fresche come nel 2014 (vedo dalla descrizione).