L’anello di Castel Tournou, 1340 m – Valle Roya

Castel Tournou è il nome di un grande roccione di forma cilindrica ubicato a nord-est di Tenda nel Vallon du Réfréi (Riofreddo). L’importante posizione strategica di questo sito non sfuggì ai militari che lo scavarono al suo interno negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, fortificandolo con l’Opera n° 243 del Vallo Alpino per contrastare e scongiurare un eventuale ingresso in Piemonte delle truppe francesi.
Accesso in auto: Entrando a Tenda, pochi metri prima della farmacia, seguire la strada che di fronte (sinistra), va a passare sotto il ponte della ferrovia inoltrandosi nello stretto vallon du Réfréi. Dopo circa tre chilometri, scavalcato un ponticello, termina l’asfalto nei pressi di uno spiazzo per le auto (875 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 540 metri circa
  • Distanza: 10,2 km circa
  • Altitudine partenza: 875 metri
  • Altitudine massima: 1.340 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

L’anello che oggi vogliamo compiere percorre, nella prima parte, la sinistra orografica del vallone all’interno di un bosco di conifere, poi risale con decisione le pareti rocciose delle Rochers de Servia proseguendo oltre per distendendersi nel vallon du Réfréi, dal quale ritorna sul lato destro orografico risalendo infine i tornanti che conducono alla base del torrione.

Il torrione di Castel Tournou

Il ritorno lo compieremo seguendo una mulattiera che scende la parte assolata del vallone, riconducendoci con un panoramico percorso in basso presso le Grange della Pia, l’omonimo lago, ed infine al parcheggio.

Giovedì 6 dicembre 2012. Oggi mi trovo con Fulvio e Silvio. Per l’occasione abbiamo contattato Armando, grande conoscitore della Val Roya, che arriva da Ventimiglia e ci farà da guida. Partiamo verso le 9:00 con una temperatura vicina allo zero.

Non seguiamo quindi l’indicazione per “Castel Tournou e il lac de Pia” ma quella che sale a destra in direzione delle “Rochers de Servia” e la “Baisse de Crouseta” (palina 306). Il tratto, in lieve salita, si inoltra nella parte ombrosa del vallone, in mezzo ad una pineta.

Nel primo tratto in pineta

Poche centinaia di metri dopo, al bivio successivo (palina 307), lasciamo a destra la sterrata che porta ad alcune grange.

Continuando il cammino verso les Rochers de Servia ci addentriamo maggiormente nella pineta sulla stradina che si restringe e che offre, a tratti, qualche panoramica sull’opposto versante in direzione del’innevato Monte Pepino e del torrione di Castel Tournou.

Avvicinandoci alle Rochers la salita riprende ad accentuarsi e, nei pressi di uno stretto tornante, la stradina invertendo il percorso (palina 308) entra, impennandosi, nel tratto contrassegnato da segni gialli denominato l’“Escalette”; corti zig-zag ci trasferiscono al di sopra delle ormai vicine Rochers de Servia.

Nel successivo tratto dell’Escalette…

…e nei pressi delle Rochers de la Servia

Il tratto, bello, spettacolare e molto vario, affianca e supera alcune suggestive cascatelle situate in un contesto di rara bellezza.

Superato il rio laterale che genera la cascata, si ritorna in piano nel boschetto di conifere, al termine del quale ci ritroviamo sul punto culminante delle Rochers de Servia, in un punto panoramico sul precipizio posto di fronte a Castel Tournou che vediamo di fronte a noi; da questo punto, in direzione sud-ovest è visibile Tenda.

Sul piano che conduce al belvedere della Servia

Qui s’incrocia la sterrata che proviene da Morignole e dalla Baisse d’Ugail. Seguendola in discesa, poco dopo nei pressi di una grangia lasciamo a sinistra la traccia che porta al Centro 244, costruito nel 1940 per incrociare il fuoco con l’Opera 243 che dà direttamente sui precipizi calcarei delle Rochers.

Continuando in discesa, raggiungiamo il ponte che supera il rio Réfréi (palina n° 316). Ora la strada svolta a sud ripresentandosi in salita con gli ultimi tornanti che precedono il torrione.

Riprendiamo la salita verso sud

Avvicinandoci a Castel Tournou

Ora il torrione ha cambiato aspetto e non appare più cilindrico ma attaccato al resto della montagna.

Quest’ultimo tratto si svolge in una piccola foresta di pini silvestri, infestati purtroppo dalla pericolosa e terribile processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa). Le fronde dei pini sono così pieni di nidi che somigliano a tanti alberi di Natale.

Un albero infestato dai nidi della “Processionaria dei pini”

Al fondo, come appare da questo punto il torrione

Dalla palina n° 317 è possibile recarsi all’ingresso della struttura, ancora molto ben conservata nel suo interno.

Tornati alla palina n° 317, il sentiero supera un varco roccioso scendendo verso la base del castello in prossimità di un piloncino dedicato alla Madonna e delle grange Cragnou, dove ci fermeremo per uno spuntino sotto il severo sguardo del torrione.

Discesa verso le grange Cragnou

Particolare del torrione con alcune feritoie

Il ritorno si svolge sulla mulattiera che prosegue, dalle grange, sul lato destro orografico del vallone e con percorso panoramico sul Vallon du Réfréi ci riporterà in basso verso le Grange de la Pia, l’omonimo lago ed infine al parcheggio.

Ritorno verso il basso

Tratto della discesa

In discesa sulla mulattiera

Panorama verso il fondo del Vallon du Réfréi

Ritorno in basso, nelle vicinanze del Lac de la Pia

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta 3841OT, 1:25.000

Carta 3841OT, 1:25.000

Institut Geographique National

Vallée de la Roya, Vallée des Merveilles, Parc National du Mercantour

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Bibliografia

Strade e sentieri del vallo alpino

Strade e sentieri del vallo alpino

Diego Vaschetto

Edizioni del Capricorno, 2013

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (2)

  1. Federico Guglielmo B


    Ragazzi… Che emozione rileggere un itinerario percorso ben 25 anni fa.. Lo ricordo con piacere e nostalgia, con cautela e torce elettriche.. Visitammo l’interno della fortificazione.. Dalle postazioni si vedeva un panorama mozzafiato.. Buona escursione a tutti!!


    • Ciao Federico. Capisco bene il tuo stato d’animo dopo aver letto questa escursione a distanza di tanto tempo. E’ un posto dove anch’io ci ho lasciato il cuore e dove vorrò tornare in primavera. Sembra impossibile che si sia potuta ricavare una fortificazione all’interno di questo torrione.
      Ciao e buone escursioni!

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