Lou viol des fiour (Il sentiero dei fiori) – Valle Stura

Lou viol des fiour è un percorso di alta quota recentemente ripristinato ed attrezzato che ha come base di partenza il Colle di Valcavera; il tour si svolge in ambiente spettacolare e suggestivo e supera prati e pietraie su cui vivono centinaia di tipi di fiori diversi. Il suo percorso termina al rifugio Carbonetto. Il periodo migliore per gustarne appieno la splendida fioritura può variare a seconda delle condizioni meteorologiche stagionali. Noi abbiamo compiuto questa escursione il 24 luglio, periodo ottimale per quest’anno, variandola con giro ad anello che ha toccato in sequenza il vallone del Serour, il vallone degli Spagnoli e la Val Chiaffrea, facendo ritorno al Colle di Valcavera.

Dati tecnici

  • Ascesa: 760 metri circa
  • Distanza: 13,5 km circa
  • Altitudine partenza: 2.416 metri
  • Altitudine massima: 2.416 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo, rifugio
  • Ad anello:
  • Cartografia: IGC – Carta 112
  • Partenza: Indicazioni stradali

Tratto iniziale del percorso con vista a ritroso

In leggera discesa verso il Passo d’Eghiette

Colle di Valcavera alle nostre spalle

Davvero non avrei mai immaginato che la gita intrapresa oggi 24 luglio 2010 al sentiero dei fiori mi sarebbe piaciuta così tanto. Merito della bellissima giornata che fin dalle prime ore del mattino ci ha accompagnato, senza nuvole, anche per il resto della giornata, ma soprattutto per gli stupendi paesaggi visti lungo tutto il cammino, resi magici dalla splendida fioritura di questo periodo.

Per approfittare appieno di questa giornata, ci ritroviamo, Marina ed io, alle 8:00 di mattina al Colle di Valcavera (2416 m). Nella notte precedente la temperatura si è notevolmente abbassata; al momento ci saranno grossomodo 8 gradi. Questa frescura ci fa mettere immediatamente in moto.

Appena imboccato il Colle (cartelli) seguiamo il sentiero che parte a ritroso nel Vallone dell’Arma e in leggera discesa si dirige a mezza costa sotto le pendici del Monte Omo. La prima parte di questo itinerario è molto tranquilla e rilassante e si svolge su ottimo sentiero tra magnifici prati erbosi puntellati da una miriade di fiori di svariati colori, dal viola al lilla, dal giallo al bianco al rosa, fino a raggiungere i resti di una truna in posizione panoramica al Passo d’Eguiette. Qui avremo anche la fortuna di trovare alcune stelle alpine.

La “truna” al Passo d’Eguiette

Fioritura sul percorso

altra fioritura

Successivamente, ripreso il sentiero che va a tagliare a mezza costa il Monte Omo, transitiamo fra pietraie alternate a lunghi tratti di verdissimi prati. Un breve tratto attrezzato con fune d’acciaio ci porta dietro uno sperone conducendoci, più avanti, ad un punto panoramico dove ci troviamo in vista dell’Argentera e del Monte Matto.

In vista delle Marittime

Il percorso poi piega verso destra addentrandosi poco alla volta nel Vallone del Serour. Ci troviamo ora proprio sotto la cima del Monte Omo. Passando in un terreno cosparso di rocce calcaree compaiono alla vista, sul lato opposto del vallone, prima la cima del Monte Savi, poi quella del Monte Salè ed infine quella della Rocca Salè.


A sinistra il Monte Salè, a destra la Rocca Salè

Ciuffi di stella alpine tra campanule alpestris

Con alcuni traversi in discesa, tra ciuffi di stelle alpine, ci portiamo verso il centro del verdissimo vallone Serour. Notiamo due escursionisti, più in basso, che lo stanno risalendo.

Dopo aver affrontato un tratto pianeggiante al centro del vallone iniziamo a risalire l’altro versante per addentrarci nella conca inserita tra il Monte Savi e il Monte Salè.

La mulattiera con svariati zig-zag ci porta a superare alcuni verdi prati e pietraie fino al raggiungimento dell’alto Colle del Serour (2432 m), dove rimaniamo un bel po’ di tempo a rinfrancarci lo spirito ammirando da vicino il Monte Salè (2630 m), ed il Nebius sul fronte opposto.

In salita verso il Colle Serour


Marina raggiunge il Colle

Vista sul Vallone degli Spagnoli

Vallone di Neraissa

dal Colle Serour (2432 m) magnifica vista sul Monte Salè (2630 m)

Torrione sul fianco del Nebius e Becco Alto dell’Ischiator in lontananza

Risalito un tratto verso il Monte Savi ci affacciamo anche sul vallone di Neraissa. Dal Colle del Serour noi vogliamo proseguire il nostro un giro ad anello fino al Colle di Valcavera.

Ci rimettiamo in moto seguendo alcune evidenti tracce che tagliano le pendici del Salè per guadagnare la conca del Vallone degli Spagnoli. Dopo alcuni tornanti il sentiero si perde un po’ ma, seguendo a vista un lungo costone, ci portiamo direzione del fondo valle dove un gruppo di ragazzi è momentaneamente accampato.

Scendendo ancora un po’ e tagliando a destra sotto un roccione che sovrasta il Gias Salè (1969 m) andiamo a recuperare la strada che da Sambuco ci riporterà al Colle di Valcavera. Ora riprendiamo a salire la comoda sterrata; dopo un quarto d’ora di cammino raggiungiamo la grangia Bastiera (2067 m), divenuta ora “rifugio Don Franco Martini” (la struttura non è gestita continuamente. Le chiavi si possono ritirare al Bar La Meridiana di Sambuco – tel. 0171-96650).

Una bella e provvidenziale fontana lì vicina ci convince a fermarci per la pausa pranzo.

In discesa nel Vallone degli Spagnoli

ancora in discesa verso il vallone degli Spagnoli

salendo la sterrata verso la val Chiaffrea

pausa pranzo presso il rif. Don Franco Martini nella parte opposta al vallone del Serour

Dal rifugio, riprendiamo la marcia nella val Chiaffrea

Siamo in Val Chiaffrea, esattamente al di là del vallone del Serour. Dopo un frugale pranzo ci rimettiamo in moto risalendo questa stupenda valle, trovando anche, più avanti, un grazioso specchio d’acqua.

Dopo alcuni tornanti, nei pressi di una cascatella d’acqua, seguiamo a destra la scorciatoia che ci porta sul pianoro del Gias Chiaffrea. Da lì (palina) abbandoniamo la sterrata per inoltrarci su un accennato sentiero che in poco tempo ci riconduce a chiudere l’anello al Colle di Valcavera.

Prati in fiore poco prima del ritorno al Colle di Valcavera

 

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta 112, Valle Stura, Vinadio, Argentera

(2015)

Disponibile a 10,00

Bibliografia

A piedi in Piemonte, Volume 1

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Chiaretta Furio et al.

Iter Edizioni (2006)

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (6)

  1. cuneotrekking


    Noemi ed io (Vale) abbiamo ripetuto questo percorso ieri, il 7 agosto. E’ davvero molto bello e lo consigliamo, soprattutto in queste splendide giornate. Anche noi dopo il Colle del Serour abbiamo preso il sentiero a destra, ben segnalato all’inizio, ma che poi si è perso, per cui siamo scesi un po’ alla buona raggiungendo la strada che sale da Sambuco.


  2. Bellissima escursione non vedo l’ora di andarci. Siccome non sono pratico della zona sarebbe molto utile il tracciato gps in formato gpx, spero di non chiedere troppo se no pazienza 🙂


  3. Io e Gaia abbiamo fatto questo bellissimo giro sabato 28 agosto, giornata stupenda, dato il periodo le fioriture erano modeste ma mai viste così tante stelle alpine tutte assieme. Nessun problema con i sentieri.

  4. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi con Silvia numero 59 prevede il famoso Sentiero dei Fiori che ci mancava ancora alla nostra lista di territori esplorati delle nostre montagne.
    Seguendo fedelmente il percorso che hanno fatto i ragazzi di Cuneotrekking alle 8:05 io e la mia ragazza siamo al Colle Valcavera per la partenza.
    Il tempo si preannuncia stupendo: non una nuvola in cielo e un leggero vento freddo che raffredda un Sole che batte già forte.
    Seguendo il versante Sud-Ovest del Vallone dell’Arma in direzione Est veniamo invasi dalla fioritura stagionale, a dire il vero risulta un po’ rovinata dalle piogge dei giorni seguenti ma lo spettacolo è incredibilmente bello lo stesso: distese di campi di fiori e nell’aria il loro dolce profumo.
    Grazie al percorso fatto di sali e scendi leggeri in falso-piano procediamo speditamente.
    Nei pressi di Passo D’Eguiette incontriamo quattro escursionisti che seguono la traccia GPS di Cuneotrekking per questa gita.
    Dopo due parole e saluti li superiamo e procediamo.
    Il Monte Omo ci sovrasta, sulle sue pendici un maschio di stambecco si staglia sul cielo e osserva i nostri movimenti.
    Il sentiero si presenta davvero ben tenuto in questo punto, ogni tanto qualche macchia di neve ci rallenta un pochetto ma si va avanti.
    Dopo un po’ il sentiero vira bruscamente verso Sud-Ovest dove spuntano i Monti Nebius e Salè.
    Qui il sentiero scende di quota nella parte terminale del Vallone Serour ben segnato dalle palline di segnalazione ma un po’ invaso dalla rigogliosa vegetazione.
    Qui fanno l’apparizione anche le marmotte con i loro fischi d’allarme.
    Dopo aver superato il bivio per il Colle Salè il sentiero inizia a salire più deciso lungo le pendici Est del Salè.
    Qui il caldo che si è fatto prepotente si fa sentire e rallentiamo il passo.
    Più avanti sul sentiero compaiono le stelle alpine, erano anni che non ne vedevo così numerose…
    Il sentiero continua a salire con pendenza un po’ decisa ma regolare fino al Colle Serour.
    Il panorama dal colle è stupendo: il Vallone degli Spagnoli si estende fino alle pendici del Monte Bersaio, oltre le montagne della Alta Valle Stura, più a destra le vette dell’Altopiano della Gradetta come il Bodoria.
    Qui si scende e si scende decisi nel vallone, ogni tanto il sentiero sparisce un po’ ma è rintracciabile attraverso le sempre precise palline di segnalazione, a volte la pendenza è così decisa che si rischia di perdere l’appoggio sicuro dello scarpone.
    Scendiamo fino quasi al fondo del Vallone dove decidiamo di fermarci per il pranzo e per riposare un po’, in quel punto il simbolo dell’Altopiano della Gardetta, la Rocca la Meja, si staglia fiera nel cielo con la sua inconfondibile forma dolomitica.
    Ci fermiamo un’ora prima di ripartire.
    Qui abbiamo problemi di orientamento: il sentiero va e viene e la vegetazione ha ricoperto le palline, per non parlare delle conseguenze che una mandria di mucche possono fare al suo passaggio.
    In una maniera o nell’altra ci orientiamo attaverso un bosco di abeti fino ad arrivare alla sterrata del Vallone Chiaffrea, che ci avrebbe riportati verso il Colle Valcavera.
    Non ci piace molto questo posto, molto monotono come vista.
    Qui il caldo ci martella inesorabilmente con l’arrivo del Mezzogiorno, un sole battente come un martello pneumatico ci massacra, Silvia fatica a salire io reggo ancora ma salgo un po’ male.
    Ci dobbiamo fermare diverse volte.
    Ad ogni modo arriviamo al punto in cui il sentiero GTA si stacca dalla sterrata per puntare deciso verso il Colle Valcavera.
    Silvia non c’è la fa più, l’ha vinta il caldo e la fatica.
    Decido di lasciarla riposare mentre io prendo anche il suo zaino per proseguire verso il colle e la macchina, il peso di due zaini pieni si fa sentire e fatico parecchio per raggiungere la nostra macchina.
    Qui incontro i quattro escursionisti visti nella mattinata e ci scambiamo qualche minuto di opinioni sul sentiero che abbiamo intrapreso insieme in questa giornata.
    Poso gli zaini in macchina e torno indietro per recuperare Silvia, la trovo che stava già salendo.
    Così faticosamente arriviamo alla macchina alle 14:45.
    Escursione molto caratteristica che esplora anche territori un po’ nascosti della Valle Stura, lunga e faticosa ma che riesce ad appagare grazie alla vista della fioritura.
    Io e Silvia ci è piaciuta ma credo che per un po’ non la faremo di nuovo :-).
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Ciao Mattia
      Quello che hai fatto è un bel percorso vario un po’difficile nella seconda parte ma forse non adatto in questo periodo, meglio aspettare il mese di luglio per la grande quantità di fiori.Sono sempre interessanti e coloriti i tuoi racconti e danno l’idea della fatica che avete fatto.Un saluto a te ea Silvia. Alla prossima

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