Pic d’Asti, 3219 m – Valle Varaita

Il Pic d'Asti (3219 m) è uno splendido sperone calcareo situato al termine della valle Varaita di Chianale a est del colle dell'Agnello. La forma ricorda un piccolo Cervino e dalla sommità si ha una veduta spettacolare su buona parte dell'arco alpino. Per l'esposizione e i passaggi da superare (di grado II/III) va affrontato utilizzando adeguata attrezzatura alpinistica.

Da Costigliole Saluzzo si imbocca la strada provinciale n. 8 della valle Varaita e si superano numerosi paesi, tra i quali Brossasco, Frassino, Sampeyre, Casteldelfino, Pontechianale e Chianale. Poco dopo quest'ultimo si continua ancora su tratto asfaltato verso il colle dell’Agnello (2748 m) parcheggiando l'auto circa due chilometri prima nei pressi del laghetto d'Asti posto sul lato destro della strada.

  • Ascesa: 640 m circa
  • Distanza: 8,6 km circa
  • Altitudine partenza: 2.587 m
  • Altitudine massima: 3.219 m
  • Difficoltà: PD (Poco Difficile)
  • Sul percorso: passo, vetta
  • Equipaggiamento: casco, corda, imbracatura, materiale per corda doppia, rinvii
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Seguiamo una evidente traccia alla destra del laghetto d’Asti (2587 m) che sale, inizialmente, tra piacevoli pendii erbosi.

Più su raggiungiamo l’immensa pietraia che scende nel vallone Giarus dalla parete sud del Pic d’Asti. Di qua il percorso si fa più faticoso e dobbiamo individuare alla meglio gli ometti nel mare di pietre. Comunque non possiamo sbagliare: la prima tappa è la sella d’Asti (3123 m), ben visibile alla destra della nostra meta.

Più in alto la traccia torna a essere ben marcata e raggiungiamo la sella dopo poco più di un’ora di cammino spedito.

È splendida la visuale sul versante francese verso la Crête de la Taillante (3197 m), che ricorda l’affilata pinna di un pesce, e più in basso il lac d’Asti.

Di qua inizia la parte alpinistica. Dopo aver indossato imbraco e casco, svoltiamo a sinistra verso il Pic d’Asti scendendo pochi metri sul lato francese seguendo un’evidente traccia. Tutto il percorso è ben segnalato da bolli e tacche verdi.

Imbocchiamo subito il canalone di detriti tra il Torrione Gina a sinistra e il Pic d’Asti a destra. Non essendo presenti ancoraggi il primo tratto lo si deve fare slegati o in conserva. Superiamo qualche saltino roccioso (prestare attenzione) fino ad arrivare a una prima sosta, dove ci possiamo legare.

Di qua inizia un tratto più esposto, dove sono però presenti diversi chiodi o anelli a cui assicurarsi. Superata una paretina arriviamo alla forcella del Torrione Gina e aggiriamo un grande masso (comoda sosta con cavo d’acciaio).

Sempre seguendo i bolli verdi, proseguiamo per un tratto, nuovamente senza ancoraggi, fino alla base della cresta sud-est del Pic d’Asti. I bolli verdi continuano verso sinistra su una cengia (via normale) da cui arriveremo al ritorno. Appena prima prendiamo invece in verticale a destra sul filo di cresta. Saliamo una paretina (chiodo e poi sosta) ripida ma ben appigliata, con roccia solida.

Dalla sosta continuiamo sulla cresta in direzione dei bolli verdi della via normale visibili più in alto (altri chiodi poi sosta con cavo d’acciaio intorno a spuntone).

Ormai in vista della croce di vetta la cresta diventa meno ripida e più semplice, con blocchi da superare sempre seguendo le tacche.

Si arriva a un grosso masso (due spit alla base) da scavalcare a destra. Non ci rimane che superare l’ultimo tratto, non protetto ma più facile, fino a raggiungere la croce di vetta.

Il panorama è mozzafiato. Possiamo riconoscere a giro d’orizzonte le vette più elevate: il vicino Pan di Zucchero (3208 m), il torrione roccioso del Roc della Niera (3177 m), i massicci del Salza (3326 m) e Mongioia (3340 m), l’imponente Monviso (3841 m) a est.

Per la discesa torniamo alla penultima sosta (non quella con i due spit, ma quella con cavo in acciaio intorno a spuntone), da cui ci caliamo con una corda doppia (minimo 30 metri) verso l’evidente cengia della via normale. Arrivati all’ampia cengia riprendiamo in discesa la via normale, inizialmente non protetta ma facile, fino a che non torniamo alla forcella del Torrione Gina. Di qua disarrampichiamo con attenzione fino alla Sella d’Asti seguendo il percorso fatto in salita scendendo infine all’auto.


Valerio Dutto

Ha fondato Cuneotrekking insieme a Elio nel 2007. Ingegnere informatico, appassionato di montagna, di sport all'aria aperta e di tecnologia, si occupa delle recensioni e delle guide. Nel 2011 ha co-fondato Delite Studio, la società informatica che si occupa del "dietro le quinte" di Cuneotrekking.

Commenti (2)

  1. Agostino Costigliolo


    Carissimo ELIO e VALERIO e REDAZIONE buonasera, tradotto CIAO!
    Mi rivolgo principalmente a TE ELIO perché TI conosco, dunque ho più confidenza ….
    Sono ancora Agostino che ti ruba qualche minuto al TUO/VOSTRO sempre graditissimo lavoro.
    Avete costruito un sito che ha raggiunto per chi lo consulta spesso come il sottoscritto e lo cita in qualunque rifugio si rechi (ieri al rifugio Giorgio Bertone) ha un format professionale, elegante, intuitivo, (le fotocopie… si sprecano, per questo mi perdonerai).
    Come va? Io così così.
    Perché TI scrivo o rompo ….. perché continuo imperterrito a leggere le TUE/VOSTRE escursioni e queste mi trasportano come un treno ad alta velocità a ricordi che mi fanno venire la pelle d’oca.
    Mi chiederai, quali?
    TI rispondo subito: IL PIC D’ASTI!!! VALERIO è salito il 4 c. m. e ho letto e visto le foto ingrandite. CHE SPETTACOLO!!!!!!! Complimenti.
    Ho cliccato sul link del Pan di Zucchero, (Tour del Pic d’Asti del 15.09.2011), quando ho visto la foto (E NON è LA PRIMA VOLTA che rileggo le Vostre escursioni) mi sono estasiato (nel mio piccolo inteso).
    Non so se TE lo detto ma sul Pan di Zucchero ci sono arrivato anch’io con la moglie, e quella giornata è stata una delle più memorabili escursioni della mia breve …..esperienza escursionistica avendo goduto di tutte le condizioni favorevoli (salute, tempo, condizioni psicofisiche).
    Che ricordi caro ELIO!!!
    L’ultima consultazione e impresa che serbo nella mente e nel cuore è quella del Rifugio Benevolo: anche qui ho letto la VOSTRA descrizione dell’ escursione: sono tentato.
    Più in avanti se non TI disturberò TI scriverò.
    E’ sempre un gran piacere leggere le escursioni che fate e proponete e ……scriverVI quelle che sono le nostre sensazioni e emotività.
    Ancora complimenti e soprattutto un ricordo sempre presente di quel giorno che ci siamo conosciuti al Rifugio Pian Dell’Arma.
    Auguri sinceri a TUTTI.
    Saluti.
    Un semplice Vostro assiduo lettore.
    Agostino Costigliolo


    • Ciao Agostino. Con molto piacere rispondo al tuo commento. Davvero eri stato al Pan di Zucchero con la tua Signora? Non posso che dirvi: Bravi! E’ sempre una montagna di tutto rispetto, circondata da splendide altre cime. Noi siamo sempre qui con il nostro compito di far conoscere e apprezzare le nostre montagne con escursioni sempre nuove, quasi mai ripetitive se non per aggiornare. Vuoi andare al rifugio Benevolo? Te lo consiglio perché il luogo è magnifico. In queste ultime settimane sono stato in valle d’Aosta e ho fatto altri giri che sicuramente incontreranno il tuo gradimento e che pubblicherò tra qualche tempo. Ho sempre qualche escursione in arretrato da pubblicare, ne facciamo veramente tante. Se hai bisogno scrivimi pure, non disturbi affatto, anzi è un vero piacere rispondere ad un amico come te. (Naturalmente se hai qualche critica da fare è sempre ben accetta se serve per migliorare)
      Ti saluto augurandoti di fare ancora tante escursioni. Anche Valerio ti manda i saluti.

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.