Salita e anello del Monte Grosso, 2041 m – Valle Ellero

Il monte Grosso è una panoramica cima arrotondata situata sulla destra orografica della valle Ellero e collocata a circa metà strada tra la cima Cars (2218 m) e il Mondolè (2382 m). Lo si può raggiungere in due ore di cammino.

  • Ascesa: 750 m circa
  • Distanza: 10,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.333 m
  • Altitudine massima: 2.041 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: grangia, passo, vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

30 maggio 2014. Le previsioni per la giornata odierna non sono molto promettenti, ma non vogliamo scartare le poche opportunità di tempo un po’ stabile che questo mese di maggio ci offre. Anche solo per poche ore.

Il Monte Grosso non è distante da casa nostra ed è facilmente raggiungibile. Occorre, da Cuneo, pervenire a Chiusa Pesio. Dopo la salita al Mortè, si scende sulla strada di Villanova. Alla rotonda di Roccaforte si svolta a destra (chi arriva da Mondovì svolta a sinistra) per Prea, poi per Rastello seguendo infine la strada asfaltata che si inoltra per svariati chilometri nella Valle Ellero. Dopo il Ponte Murato si segue la strada per poco più di un chilometro e, al termine del tratto sterrato, si parcheggia l’auto in uno spiazzo. Qualche metro più avanti, sulla sinistra, si raggiunge il bivio (Palina n. 22 – Sentiero 64 per Sella Pian di Male) e si scende un corto tratto di strada arrivando ad un ponte in legno che attraversa il torrente Ellero.

Raggiunta la riva opposta raggiungiamo un ex camioncino rosso lasciato lì come probabile ricovero attrezzi. La traccia inizialmente non è evidente, ma riappare dopo aver aggirato da sinistra verso destra il camioncino. Di qua il sentiero con un sali scendi costeggia per un tratto il torrente (seguire tacche bianco/rosse), poi raggiunge la sponda sinistra del valloncello del rio Curassa ed inizia la salita sul suo lato destro idrografico (sinistra).

Il tratto iniziale, ripido, attraversa un boschetto di ontani e rododendri che stanno fiorendo.

Più sopra si mantiene sulla sinistra dello spumeggiante rio Curassa, che forma anche alcune cascatelle, ed arriva infine ad un pianoro.

La propaggine meridionale della Cima Durand la troviamo disseminata da un tappeto unico di giunchiglie gialle.

Il sentiero costeggia il rio, supera il passo della Colletta, poi con un semicerchio verso destra, tendente ad aggirare il Monte Grosso, va a raggiungere il Gias della Colletta (1772 m) con prefabbricato.

Lo superiamo poi, in leggera salita scavalchiamo alcune roccette, terreni acquitrinosi e qualche rio, puntando verso la sella Piandimale (sud) dove troviamo una costruzione in pietra (1786 m) divenuta, nel dicembre 1944, rifugio partigiano al riparo di un rastrellamento tedesco.

Svoltando ora verso destra (ovest) saliamo un sentiero che taglia le propaggini inferiori del Monte Grosso.

Un po’ più in alto ci spostiamo con un traverso diagonale verso sinistra per portarci nei pressi della Colla Rossa (1960 m).

Poco prima, superato un secondo prefabbricato, deviamo verso destra per raggiungere in breve il grande cippo in pietre sulla sommità del Monte Grosso (km 4,7 dalla partenza).

Ora possiamo ammirare la vicina Cima Cars,  la Cima Gardiola e il Monte Pigna. Qualche nuvola nera sta circondando il Mondolè (2382 m), la Rocca dell’Inferno (2214 m) e la Cima Seirasso (2436 m), mentre a sud vediamo la Cima delle Saline (2614 m) ed in basso il verdissimo Pian Marchisio ed il rifugio Havis de Giorgio – Mondovì.

Nel frattempo qualche goccia di pioggia ci raggiunge, ed è un dispiacere perché la discesa verso la Colla Rossa, e successivamente verso il Ponte Chiappa, ci riserva un giardino fiorito di una bellezza difficile da descrivere che non possiamo godere del tutto.

Il sentiero dalla Colla Rossa scende dolcemente, passa un nevaio, poi si distende in basso. Aggiriamo un rudere puntando verso una evidente sterrata che seguiamo fino a superare un ponticello in cemento che scavalca il torrente Ellero riportandoci dalle costruzioni di Ponte Chiappa.

Qui ci fermiamo per il pranzo festeggiando il compleanno di Fulvio. Per l’occasione ha portato nello zaino, a nostra insaputa , nientemeno che una bottiglia di “Brunello di Montalcino”. Nel frattempo nel cielo è tornato quel briciolo di sole che ci lascia consumare il pasto con tranquillità. Riprendiamo più tardi la strada del ritorno sulla carrareccia che ci riporta, dopo 3,7 chilometri, al parcheggio.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (3)


  1. Sembra proprio un bel giretto,grazie!


  2. E’ probabile che lo farò! Mi sembra di capire che i rododendri siano già fioriti o stanno fiorendo…Ho visto dalle immagini diversi nevai. A quest’ora pensate che ci siano ancora (visto le temperature di questi giorni…)?

  3. fulvio franco


    In basso i rododendri erano in fiore. Neve direi solo nel canalone lato pian Marchisio, facilmente da transitare. Fulvio

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