Sentiero dei bottai – Valle Maira

Macra e Celle Macra sono terre di gente laboriosa. Lo stiamo verificando giorno dopo giorno scoprendo lungo i nostri percorsi l'ingegno e la determinazione di questi montanari nell'apprendere o nell'inventarsi nuovi mestieri passando da allievi a maestri nell'arco di pochi decenni. Il percorso odierno tocca le diverse borgate dei comuni sopracitati che ospitavano le famiglie e le botteghe di questi abili artigiani bottai.

Percorrere la valle Maira fino a Macra. Superato il paese svoltare a sinistra (indicazioni per Celle Macra) sulla strada che scende e scavalca il torrente Maira. Dopo un chilometro e mezzo circa ignorare il bivio per Palent, quindi proseguire ancora sulla strada fino al bivio successivo dove occorre svoltare a destra su una stretta strada asfaltata che raggiunge la borgata Combe.

  • Ascesa: 800 m circa
  • Distanza: 14,6 km circa
  • Altitudine partenza: 1.064 m
  • Altitudine massima: 1.702 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata
  • Ad anello:
  • Cani ammessi:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

14 novembre 2018. Dopo il sentiero dei giganti eccoci nuovamente nella borgata Combe (1064 m), ombrosa frazione di Celle Macra. Questa volta l’itinerario va a toccare alcune borgate dei comuni di Celle Macra e Macra portandoci a scoprire i luoghi in cui gli abili artigiani del luogo coltivavano anche l’arte della costruzione e riparazione di botti, mastelli, tini e torchi.

Sul lato sinistro della chiesa parte il sentiero che in pochi minuti di cammino raggiunge la borgata Sagna dove sulla testata di una casa si può notare l’affresco di una Madonna con bambino e santa Lucia (Agnesotti).

Al fondo, il sentiero svolta a sinistra e prosegue su un viottolo di ciottoli verso una ripida china che gli abitanti del posto avevano terrazzato per la coltivazione della vite, da cui si ricavava un vinello leggero (la pichetta).

Più in alto il percorso piega a destra e raggiunge un pilone votivo. Mentre alle nostre spalle (sud) spicca, poco distante, la Rocca del Nais, il viottolo si distende fino alla borgata Chiatignano (1219 m).

La superiamo procedendo su una sterrata con belle vedute della chiesa parrocchiale dell’Assunta di Albaretto con piccolo cimitero annesso.

Il tratto di salita oltre la parrocchiale porta tra le case di Serremorello dove una vetrina espone alcuni manufatti degli artigiani bottai.

Seguendo la stradina interna proseguiamo poi su sentiero per raggiungere in breve la sovrastante borgata Colletto, collocata in posizione stupenda e soleggiata tra il vallone Intersile e la comba Aramola.

Per ammirare meglio il paesaggio consigliamo di fare la piccola deviazione sull’altura dove è collocata la statua della Madonna Alpina.

Sul lato opposto dalla cappella di Sant’Anna, sul fianco di una casa, seguiamo un sentiero in discesa che nella comba taglia un’ombrosa e folta abetaia, poi piegando a destra risale il pendio che porta alle borgate gemelle Maurengo e Aramola (1302 m) che visitiamo.

Tornati presso Maurengo, nei pressi della cappella di san Bartolomeo riprendiamo a salire (palina) sul sentiero in direzione di Palènt. Spostandoci gradualmente verso sinistra ci inoltriamo tra pini e faggi.

Sul finire della faggeta il sentiero si biforca. Tenendo la destra perveniamo in breve alla cappella di san Magno, poi ad un pilone votivo prima dell’entrata nella borgata.

Palènt è situata a gradoni in bella posizione soleggiata. Tra le case si trova la locanda Palènt, completamente ristrutturata nel 2012. È possibile fermarsi per una bevanda o gustare piatti tipici del luogo. Con il lavoro e la sua dedizione il gestore Paolo cerca di mantenere ancora in vita i sentieri e la borgata.

Proseguendo tra le case interne di Palènt raggiungiamo una sterrata. Una scorciatoia sul lato opposto taglia un lungo tornante riportandoci sulla strada. Svoltando a sinistra seguiamo l’indicazione per le grange Cùrbia che dista ancora un’ora da qui. Lungo il cammino affianchiamo dopo un po’ una vasca antincendio e poco oltre lasciamo alla nostra destra la strada che porta al monte Buch (2112 m) e a costa Chiggia (2156 m).

Avanzando in leggera salita lungo il bosco, con un mezzo giro raggiungiamo molto più avanti la sella Cialier, che è il punto più elevato dell’escursione (1702 m), ai piedi dell’omonima punta. Un cartello indica ancora 50 minuti di cammino per le grange Cùrbia, ma è un errore perché ci vuole molto meno.

Lo sguardo raggiunge a sud le cime Tibert (2647 m), Tempesta (2679 m) e Piovosa (2601 m). Ora, in mezzo ai larici dai colori autunnali, iniziamo la discesa su dolci tornanti per raggiungere più in basso l’agglomerato delle grange Cùrbia sparso su un inaspettato, dolce pianoro che ancora oggi viene utilizzato per gli alpeggi.

Presso una di queste vecchie abitazioni ci fermiamo per la pausa pranzo.

Riprendiamo la discesa ancora sulla strada erbosa, e quando questa termina, continuiamo sul sentiero. La discesa, da fare in assenza di neve e con un po’ di attenzione, è segnata da tacche bianco/rosse e scende verso la grangia Ciausegn (1383 m), ormai in rovina. Un po’ dopo le grange raggiungiamo un bivio.

Lasciamo il sentiero che prosegue dritto alla borgata Garini (1335 m) e seguiamo quello a destra che scende nella direzione della grangia Gardiola (1350 m). Il percorso attraversa qualche rio laterale tra boschi di faggio procedendo in direzione sud poi, quando si avvicina al bedale Intersile, cambia decisamente direzione andandolo a costeggiare a sinistra.

Più in basso raggiunge una passerella in legno (prestare attenzione perché molto scivolosa) nei pressi di una bella cascatella, posta sotto la Rocca del Nais (1449 m).

In seguito un’altra passerella ci riconduce sul lato destro del bedale che costeggeremo per un bel po’ fino ad arrivare alle porte di Combe, dove un ponticello in legno ci trasferirà definitivamente sul lato opposto nei pressi della borgata Combe.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (4)

  1. Giorgio Nespoli


    Ottimi suggerimenti che creano contemplazione e dimensione umana rispetto a altre grandi mete ultra affollate.


  2. E anche questa è fatta!! Proprio oggi in compagnia dell’ amico Frenk! Sole caldo e vento forte. Incontrato sul percorso un numeroso gruppo di escursionisti fossanesi.. Grazie al vostro sito la montagna rivive.. Ciao alla prossima✌👋


    • Grazie Ricky che ci mantieni aggiornati. Mi fa piacere sapere che in tanti ci seguono. Grazie ancora e buone escursioni!!!

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