Sentiero dei giganti – Valle Maira

La presenza, in alcuni punti, di conifere di alto fusto ha dato origine al nome di questo sentiero che da Combe si sviluppa per una decina di chilometri a sud di Macra, a cavallo dei valloni Intersile e Tibert. È un itinerario da percorrere dalla primavera all'autunno. Il sentiero articolato tocca alcune belle borgate della zona prima di scendere a Rio e far ritorno a Combe.

Percorrere la valle Maira fino a Macra. Superato il paese svoltare a sinistra (indicazioni per Celle Macra) sulla strada che scende e scavalca il torrente Maira. Dopo un chilometro e mezzo circa ignorare il bivio per Palent, quindi proseguire ancora sulla strada fino al bivio successivo dove occorre svoltare a destra su una stretta strada asfaltata che raggiunge la borgata Combe.

  • Ascesa: 600 m circa
  • Distanza: 9,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.064 m
  • Altitudine massima: 1.481 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

23 ottobre 2018. Raggiungiamo l’ombrosa borgata Combe (1064 m) costituita da un nucleo fatto di poche case attorno a una chiesetta (con pitture di Francesco Agnesotti). La borgata è luogo di partenza o transito di diversi itinerari tra cui il sentiero dei mulini, dei bottai e dei giganti. Noi percorreremo quest’ultimo.

Lasciata l’auto a inizio paese superiamo le case seguendo le indicazioni “SG Ugo – Tourre” (SG sta per Sentiero dei giganti) costeggiando per un tratto, dopo il ponte in legno, il rio fino al bivio successivo.

Qui lasciamo a destra il percorso che si allunga verso le grange Torre e seguiamo quello che sale all’interno del bosco a lato dell’incassato rio per poi svoltare a sinistra, superare alcuni tornanti e distendersi verso nord-est in faggeta, quindi tra le conifere fino a un altro bivio.

Lasciato a sinistra il sentiero che scende verso Rio, proseguiamo di qualche metro in avanti dove un cartello ci indirizza, ora su ampia strada, verso la borgata Ugo soprano.

In questo tratto di avvicinamento, talvolta lo sguardo riesce a sovrastare gli alberi e posarsi a nord-ovest del vallone Intersile, con belle visuali sulla borgata Colletto e sul più distante Pelvo d’Elva (3064 m), mentre a nord-est abbraccia la costellazione di una ventina di borgate disposte a presepio che compongono il comune di Celle Macra.

Seguendo la strada arriviamo alla soleggiata borgata Ugo Soprano (la parola “ugo” in occitano significa “gufo”). Qui, tra le case, sono presenti alcuni affreschi di Jors Boneto da Paesana, vissuto tra il XVIII e XIX secolo.

Un cartello esplicativo ci avverte che molti abitanti di questo luogo si dedicavano al mestiere di bottaio. Pare strana questa attività in un luogo così distante dai vigneti. Cosa ci facevano i bottai in questo luogo? Probabilmente le botti servivano agli acciugai per la conservazione delle acciughe sotto sale.

Scopriremo poi che anche da queste parti si coltivavano le viti per produrre un vinello leggero detto “la pichetta”. Naturalmente poi questa attività non rimaneva legata al solo territorio della val Maira. Il bottaio veniva richiesto ovunque ce ne fosse bisogno.

Proseguendo tra le case a sud della borgata riprendiamo il percorso sulla strada che affianca il monte Vierme (1638 m) passando tra alcune alte conifere prima di raggiungere le grange Ramei (1481 m), piccola borgata di poche case che si affacciano sul vallone Tibert e un pilone votivo dedicato alla Madonna con bambino. Questo è anche il punto di massima elevazione del percorso.

Da qui occorre ora tornare qualche centinaio di metri indietro sul tratto appena percorso e trovare a destra, affisso a un albero, il cartello per scendere verso Rio e Albornetto. Tutta la discesa si svolge all’interno di una faggeta che, verso la parte più bassa, accentua la sua ripidezza.

La discesa si arresta sulla riva sinistra del rio Tibert. Proseguendo sulla sinistra, poco oltre si perviene a un ponte in pietra nelle vicinanze di una cava di lose (lastre per la copertura in pietra dei tetti).

Passati sulla destra orografica raggiungiamo in breve la strada asfaltata che sale alla borgata di Albornetto sottano (1092 m). Tra le case ammiriamo l’affresco di Jors Boneto della crocifissione datato inizio Ottocento.

Albornetto Soprano (1162 m) è poco più avanti ed è preceduta dalla cappella dedicata alla Madonna del Carmine.

Il nome Albornetto pare possa derivare dal latino Alburnum, che indica una località dove abbondano (o abbondavano) le piante di maggiociondolo, “alborn” in dialetto.

Dopo aver pranzato nei pressi della chiesa torniamo sui nostri passi scendendo lungo il nastro d’asfalto fino al ponte di Rio.

Una quindicina di metri a valle del ponte riparte, a sinistra, un sentiero in leggera salita segnalato (SG Ugo – Borgata Combe). Dopo essere passati sotto un pilone, poco dopo si biforca (a sinistra per Ugo Sottano, a destra per Combe).

Mantenendo la destra andremo ora a tagliare alcuni versanti con esposizione nord e, in ultimo, transitando in un’abetaia di conifere di alto fusto (che ha dato il nome a questo sentiero), concluderemo l’anello, dopo mezzo giro, nella borgata Combe.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (11)

  1. aldo casetta


    Complimenti grazie per le vostre descrizioni di escursioni,la farò, spero la prossima primavera. Graze ancora.


  2. bella escursione, è possibile farla ancora adesso?
    grazie della descrizione dettagliata


    • Ciao Maddalena. Dipende un po’ da quanta neve è scesa, sarebbe però meglio attendere qualche giorno nell’attesa che non ci sia più neve e che il percorso diventi più asciutto.


  3. in realtà da borgata Ramei c’è un sentiero non ben pulito che porta verso i veri “giganti”, larici secolari di alcuni metri di diametro alcuni anche crollati a terra. Da li poi si sale su un colle e si ritorna a Ugo.


    • Ciao Danilo, buono a sapersi. In realtà noi ci siamo attenuti al sentiero stabilito, senza variazioni di percorso. Ciao


  4. Bellissimo percorso. Grazie per averlo descritto sul vostro portale. Forse lo consiglierei per il periodo estivo e per la prima parte dell’autunno svolgendosi interamente in faggeta e su pendii rivolti a nord


    • Vero Andrea. Meglio aspettare un periodo migliore anche per il fondale del bosco con le foglie che possono nascondere ostacoli quali rami o pietre.


  5. Bellissimo itinerario fatto oggi e reso ancora più suggestivo dopo le abbondanti nevicate dei giorni scorsi.. Lasciata l’auto appena dopo il bivio per borgata combe circa 1.5km prima del punto di partenza perché senza catene o un buon 4×4 non si sale causa ghiaccio.. Lungo il percorso abbiamo incontrato 4 escursionisti garessini anche loro ispirati dalla vostra recensione.. Che dire… Grazie mille delle ottime idee,continuate così.. Ricky e brixie.


    • Grazie Ricky. Com’era il percorso di discesa dalla grangia Ramei nel bosco di faggi fino al rio? Non avete trovato difficoltà con la neve? Ciao


      • Molto agibile.. Abbiamo calzato i ramponcini per precauzione ma si poteva anche farne a meno dato la neve molto bagnata.. Ciao e buone gite✌

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