Sentiero dei pittori itineranti – Valle Maira

Splendido itinerario tra affreschi di immagini sacre che ferventi pittori ci hanno tramandato nei loro percorsi itineranti. Troveremo dipinti del fiammingo Hans Clemer, detto anche maestro d'Elva, del demontese Jean Baleison (lo stesso che a Briga Marittima dipinse con Giovanni Canavesio la Passione e il Giudizio Universale nella chiesa di Notre Dame des Fontaines), del più recente pittore nostrano Jors Boneto da Paesana e di innumerevoli altri sconosciuti che hanno lasciato tracce del loro passaggio tra i secoli XV e XVIII. Un tesoro da conservare e tramandare preservandolo dalle incurie del tempo.

Il comune di Celle Macra è composto da ben 17 borgate. La partenza di questa escursione è localizzata da quella principale, Chiesa (1261 m), che si raggiunge percorrendo da Dronero la valle Maira fino a Macra. Superato il paese si svolta a sinistra (indicazione per Celle Macra) sulla strada che a tornanti percorre il versante sinistro. Superate le borgate di Bassura e Paschero si raggiunge la parrocchiale di San Giovanni Battista dove si parcheggia.

Il sabato e la domenica le chiese di San Giovanni Battista e di San Sebastiano sono aperte, mentre per gli altri giorni occorre chiedere le chiavi al negozio/bar La Butega e L'Oste d'Seles nella piazzetta di fronte (attenzione: chiude il lunedì). Nella chiesa di San Giovanni Battista è custodito il notevole polittico di Hans Clemer.
  • Ascesa: 410 m circa
  • Distanza: 8,1 km circa
  • Altitudine partenza: 1.261 m
  • Altitudine massima: 1.390 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Mercoledì 7 novembre 2018. La neve, caduta nei giorni precedenti, se n’è andata lasciando scoperte le quote più basse. Ne approfittiamo per riscoprire sentieri e borgate nella media valle Maira. Dopo il sentiero dei fotografi e il sentiero dei giganti ci apprestiamo oggi a percorrere un interessante anello, toccando una decina di borgate sparse di Celle Macra sul versante di ponente della valle incisa dal torrente Tibert, tra dipinti e pitture murali che gli artisti delle epoche passate lasciarono nel loro peregrinare.

Lasciamo l’auto a borgata Chiesa (1270 m), sede del comune, di fronte alla chiesa di san Giovanni Battista.

All’interno della chiesa, dietro l’altare maggiore, è collocato il polittico di Hans Clemer, commissionato da Giovanni Forneris di Piasco nel 1496. Lo si può ammirare salendo sull’altana costruita appositamente per poterla meglio osservare. È costituito da cinque tavole in legno con la Madonna in trono con bambino in grembo al centro; a destra san Giovanni evangelista e san Paolo e a sinistra san Giovanni Battista e san Pietro.

Dopo la visita alla chiesa il percorso impone di tornare indietro sulla strada asfaltata per circa duecento metri fino a poco prima dell’ultimo tornante. Lì imbocchiamo verso destra la sterrata che sale alla borgata Ansoleglio (1277 m, indicazioni e simbolo di una tavolozza). Ci apprestiamo a raggiungerla poco dopo aggirandola a valle. La cappella della borgata custodisce un affresco attribuito al pittore itinerante Jors Boneto.

Saliti a monte di Ansoleglio, poco oltre un grande scavo in cui verrà costruita una nuova stalla, imbocchiamo a destra un viottolo tra i frassini che dopo un lungo mezzo giro si interseca con la strada asfaltata.

La seguiamo in salita a sinistra per un centinaio di metri, poi ci infiliamo a destra tra le case della borgata Grangia (1357 m) dove, racchiuso all’interno di nicchie, possiamo notare una Madonna con bambino tra santi di autore ignoto.

Appena dopo, un pilone votivo da poco restaurato custodisce affreschi di una Madonna posta tra sant’Antonio e l’arcangelo Gabriele.

Scesi di qualche decina di metri imbocchiamo a sinistra un poco visibile sentiero che si tiene appena sopra la strada asfaltata e più giù scende alla piccola borgata Trucco (1335 m).

Seguiamo per un breve tratto in discesa la strada asfaltata. Appena dopo il primo tornante riprendiamo a sinistra un sentiero tra i frassini che ci porta nei pressi di una cappella posta in un crocevia di quattro stradine.

Lasciata a sinistra la mulattiera per Castellaro e a destra quella che torna alla borgata Chiesa, seguiamo sul fianco sinistro della cappella un sentiero che in lieve discesa si indirizza verso le borgate Serre, Ruà e Chiotto. È un tratto molto distensivo e piacevole poiché più avanti entra in un ombroso lariceto percorrendolo fino a intersecarsi con la strada asfaltata che sale a Serre.

Proprio qui è ubicata la splendida cappella di san Sebastiano con campanile in pietra, che racchiude al suo interno un ciclo di stupendi affreschi, tra i quali il martirio di San Sebastiano del demontese Jean Baleison (1463/1500).

È il medesimo pittore che, con Giovanni Canavesio, ha affrescato la chiesa di Notre Dame des Fontaines di Briga Marittima (valle Roya) nel XV secolo, completando gli affreschi il 12 ottobre 1492, giorno della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.

Lasciata la cappella, ci spostiamo su asfalto verso la vicina borgata Serre (1319 m), preceduta da un pilone votivo dedicato a una Madonna con bambino.

Imbocchiamo la sterrata che sale a sinistra tra le case. Sulla facciata di una vecchia abitazione possiamo notare un affresco di Jors Boneto dedicato ai santi Pietro e Filippo Neri.

Proseguendo oltre affianchiamo il pilone di Serre, dedicato alla Mater Divinæ Misericordiæ. Poco più avanti sul muro di una casa è dipinto un affresco in cui sono nuovamente dipinti san Pietro e san Filippo Neri.

Raggiunte le case di Ruà (1314 m) le attraversiamo per tornare su asfalto e spostarci alla più distante borgata Chiotto (1315 m). All’interno ci soffermiamo presso il pilone di Chiotto, con pitture murali del XVIII secolo, e poco dopo presso un dipinto di autore ignoto di Madonna con bambino tra santi, del XVII-XVIII secolo.

Dopo le ultime case risaliamo sulla strada per tornare nuovamente a Ruà e poi a Serre, questa volta sempre su asfalto, sul lato ovest, dove troviamo il sentiero a sinistra (cartello) per Albornetto.

Imbocchiamo uno stretto, ripido e un po’ trascurato sentiero in discesa che in una decina di minuti ci conduce a un trivio di sentieri, dove alcuni cartelli ci indirizzano a sinistra verso la sterrata sottostante. Seguendola a sinistra raggiungiamo la borgata Albornetto superiore.

Ci troviamo nel punto più basso dell’escursione (1162 m).

Tornati indietro al trivio lasciato in precedenza seguiamo l’itinerario verso le borgate Mattalia e Bassura raggiungendo, poco dopo, una piccola grotta detta “el pertüs d’la Patarela”. La tradizione vuole che questo anfratto fosse abitato da una vecchia vestita di stracci che veniva considerata dalla gente una maga o strega. Chi, dopo una veglia, passava in questi paraggi di notte allungava il passo per il timore di incontrarla.

Il sentiero prosegue nel fitto bosco, poi svolta a sinistra salendo a un pilone votivo.

Appena dopo, il sentiero si biforca. Seguiamo quello erboso in discesa tra i larici. Da lì in avanti ci dileguiamo tra larici, frassini e faggi passando, più avanti, alla base di un frassino monumentale prima di arrivare al pilone di Paschero e alle case della borgata.

Dalla chiesa, verso destra (segni bianco/rossi) riprendiamo a salire su un viottolo protetto da frassini e muri di pietra che ci riporta velocemente alla borgata Chiesa e all’auto.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (2)


  1. Buonasera, grazie per le informazioni su questo itinerario. La Val Maira e le sue borgate sono bellissime; in più vi si trovano nascoste delle vere opere d’arte!


    • Ciao Sandra, purtroppo abbiamo moltissimi tesori che rimangono nascosti negli scrigni e se nessuno li tira fuori rimangono lì nel dimenticatoio fino a marcire…

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