Sentiero della costruzione Alpina – Valle Maira

Questo percorso va a toccare una decina di borgate di Celle Macra ed è interessante perché ci porta a conoscere il modo di costruire le case e i materiali utilizzati nelle epoche passate: dal legname dei larici alle pietre e lose estratte dalle cave presenti sul territorio. Particolarmente interessanti sono le facciate "a vela" incise da bifore e monofore che si possono vedere a Castellaro, oltre alle pile rotonde in pietra per sostenere le travature, presenti un po' ovunque.

Il comune di Celle Macra è composto da ben 17 borgate. La partenza di questa escursione è localizzata da quella principale, Chiesa (1261 m), che si raggiunge percorrendo da Dronero la valle Maira fino a Macra. Superato il paese si svolta a sinistra (indicazione per Celle Macra) sulla strada che a tornanti percorre il versante sinistro. Superate le borgate di Bassura e Paschero si raggiunge la parrocchiale di San Giovanni Battista dove si parcheggia.

  • Ascesa: 620 m circa
  • Distanza: 12,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.261 m
  • Altitudine massima: 1.578 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

22 novembre 2018. Dal parcheggio torniamo pochi passi indietro per seguire i cartelli che portano ad Ansoleglio. La strada sale a monte della borgata dove è fin da subito possibile ammirare il campanile della chiesa, alcune caratteristiche pile rotonde e le facciate delle case.

Stupendo anche il panorama che da qui spazia a nord-ovest verso le cime Chersogno (3026 m) Marchisa (3072 m) e Pelvo d’Elva (3064 m).

Poco oltre un grande scavo in cui verrà costruita una nuova stalla, imbocchiamo a destra un viottolo tra i frassini che dopo un lungo mezzo giro si interseca con la strada asfaltata.

La seguiamo in salita, tenendo la sinistra, per un centinaio di metri poi, poco prima delle case di Grange, infiliamo un viottolo tra i frassini, ancora a sinistra (indicazione sul lato opposto della strada), per seguire il percorso che si dirige al pian della Colla.

Questo termina incrociando una carrareccia che si prolunga all’interno di un esteso lariceto. La seguiremo fino al bivio (palina) per le borgate Soglio, Serre di Paglieres e Cartignano. Ignorata la deviazione proseguiamo ancora sulla carrareccia fino al vicino pian della Colla (1562 m). Nei pressi della palizzata in legno sono posti dei cartelli, tra i quali l’indicazione per Castellaro (il tempo indicato di 10 minuti è errato).

Proseguendo ancora lungo il tracciato raggiungiamo più avanti un altro incrocio (quota 1578 m); qui le segnalazioni indicano percorsi verso le Basse di Narbona, il colle Intersile e, a destra, per Castellaro.

Seguendo quest’ultima prendiamo il sentiero, poco visibile, che procede obliquamente in senso inverso tra larici e poi tra i frassini in direzione della borgata (1449 m) superando, poco prima dell’ingresso nella stessa, una zona acquitrinosa. Castellaro, che raggiungiamo, è una borgata piacevole, con una struttura medievale, ed è posta in splendida posizione panoramica e soleggiata.

A ridosso delle prime case troviamo la bella chiesa dedicata a Sant’Anna preceduta da uno spazioso porticato.

È interessante e curioso girovagare tra le viuzze dell’antica borgata. La parte alta di Castellaro è dominata da un antico castello con il fronte “a vela” con bifora e monofore. Le monofore le troviamo girando la borgata anche su facciate di altre case.

Dopo la visita riprendiamo il cammino a destra della chiesa lasciando, a fine strada, il sentiero di discesa alla borgata Chiesa. Proseguendo oltre, seguiamo invece quello diretto che scende a quella di Serre.

La discesa si svolge su un declivio cespuglioso, piacevole e anche molto panoramico e termina tra le case più alte della borgata Serre.

Da lì, verso destra, ridiscendiamo ritrovando più in basso la strada asfaltata. Svoltando a sinistra, dopo un centinaio di metri arriviamo nei pressi di una cabina elettrica a palo dell’ENEL dove, sul lato destro della strada, c’è un indicazione per Albornetto.

Seguendo la ripida mulattiera ci infiliamo nel bosco sottostante e, dopo una decina di minuti, perveniamo ad un trivio di stradine (cartelli segnaletici). Svoltando a sinistra, dopo una croce lignea, scendiamo sulla sterrata sottostante che prosegue verso la borgata di Albornetto Soprano.

Anche qui sono interessanti alcuni angoli antichi del borgo. Da lì scendiamo il breve tratto che approda ad Albornetto Sottano, dove su una facciata possiamo vedere il dipinto della crocifissione di Jors Boneto. La strada ora procede in discesa.

Nel tornante finale la abbandoniamo momentaneamente per inoltrarci a sud nel vallone Tibert fino ad un vecchio ponte medievale che lo sovrasta. Appena oltre, a sinistra, si può ancora scorgere una parete rocciosa da cui ricavavano pietre e lose di ardesia per la costruzione delle case e per le coperture dei tetti.

Lasciata la cava ritorniamo indietro fino alla strada asfaltata che ora seguiamo in discesa fino al ponte di Rio.

Qui svoltiamo a destra seguendo le tacche bianco/rosse che ci introducono all’interno della vecchia borgata di poche case, dove possiamo notare alcune colonne rotonde in pietra che sostengono le travature in legno. Una deviazione di cinque minuti porta anche ai vecchi forni per la calce ormai invasi dalla vegetazione.

Proseguendo oltre, su sentiero sempre molto evidente delimitato da frassini, raggiungiamo poco dopo le case della borgata Mattalia (anche qui case antiche e resti di colonne rotonde).

Tornati qualche passo indietro, seguendo sempre le tacche, procediamo sul sentiero di salita raggiungendo un bivio (1146 m)  dove troviamo eretta la famosa crus peira (croce di pietra) del 1598, recentemente restaurata dagli Artisti in cammino in val Maira.

Svoltando a destra raggiungiamo poco dopo un pilone votivo prima di approdare sulla strada. Altri tratti in scorciatoia ci portano alla borgata Paschero, nei pressi della chiesa della Natività.

Sul suo lato sinistro riprendiamo la scorciatoia che ci ricondurrà di fronte alla chiesa dove abbiamo parcheggiato l’auto.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (8)

  1. donatella Biffignandi


    Delizioso suggerimento, che segue quelli pubblicati da poco sempre in valle Maira (dei pittori, dei bottai, dei fotografi…). Una maniera per utilizzare le corte giornate invernali alla riscoperta delle magnifiche borgate alpine che ci circondano


  2. Grazie per ricordare che esistono percorsi veramente belli! Ciao


    • Ciao Anna. Tante volte le bellezze le andiamo a cercare lontano, ignorando quelle che sono vicine a noi.


  3. Gita ripercorsa oggi pari pari… Descrizione perfetta,clima mite e sole caldo.. Grazie Elio x le idee che ci dai.. Ciao Ricky


  4. Fatto oggi, sofferto un pò all’inizio per il freddo e per i guanti dimenticati ma poi ripagato dal bellissimo percorso.
    Grazie per il consiglio e complimenti, non vedo l’ ora di provare anche gli altri tuoi suggerimenti .
    Ciao Paolo

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.