Il sentiero delle pecore – Valle Stura

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

16,00€ (spedizione gratuita)
Tutti i dettagli

Questa bellissima passeggiata, che ho percorso con Marina in 3 ore circa a passo rilassato e tranquillo, ha inizio dal piazzale centrale di Sambuco (1184 m). Costeggiando, in zona ben assolata, il lato sinistro orografico della Valle Stura, ne abbiamo esplorato il tratto fino alle Barricate di Pontebernardo (1322 m). Con poca ascesa abbiamo potuto godere degli splendidi scorci panoramici sui valloni del Piz e Pontebernardo e su Sambuco e Pietraporzio.

I momenti più opportuni per intraprendere questa escursione sono la primavera inoltrata, per gustare appieno la fioritura delle numerose specie botaniche esistenti nel territorio, oppure l’autunno per apprezzarne la varietà dei colori. La segnaletica, non sempre presente, esordisce con dei segni giallo/rossi per poi variare con il disegno di una pecora nera su campo bianco. Ogni borgo in cui si transita ha le sue fontane da cui si può attingere acqua. L’itinerario può essere interrotto ad ogni borgata perché una strada riconduce sempre sulla statale della valle Stura.

Dati tecnici

  • Ascesa: 640 metri circa
  • Discesa: 340 metri circa
  • Distanza: 9,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.184 metri
  • Altitudine massima: 1.512 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

E’ lunedì 26 ottobre. Lasciata l’auto nel piazzale del paese, di fronte al Municipio e all’Osteria della Pace, percorriamo i primi 80 metri lungo la strada principale in direzione ovest prendendo poi a salire, a destra, la Via Moriglione (segnaletica) sotto l’incombente parete del Monte Bersaio.

Il Monte Bersaio tra le case di Sambuco

Superate le prime case del paese oltrepassiamo un ponticello in legno, lasciando a destra la strada che prosegue verso Serre, inoltrandoci sul sentiero (tacche giallo/rosse) che diagonalmente sale verso sinistra tra sorbi e frassini e, in costante ascesa, si porta alto sulla valle.

Dopo un bel tratto, iniziamo ad intravedere le borgate di Moriglione che appaiono vicine; per raggiungerle dovremo però impiegare ancora un po’ di tempo. Il sentiero, per scavalcare una gola stretta e ripida, deve mantenersi in quota fino a raggiungere il rio nell’incassato vallone e poi iniziare gradualmente a risalire e rilassarsi sui grandi prati dove è adagiato il vecchio borgo di Moriglione di Fondo (1435 m).

Con breve percorso raggiungiamo poi Moriglione San Lorenzo (1470 m); poche case con una chiesetta in posizione stupenda.

Lungo il sentiero verso le borgate di Moriglione

Moriglione San Lorenzo

Da qui riprendiamo a salire sulla sterrata che porta al Gias Vallonetto quindi, superato qualche tornante, seguiamo le indicazioni del “sentiero panoramico Pietraporzio”, Frazione Castello (segnale con la pecora nera).

Ci troviamo ora sul percorso che taglia trasversalmente grandi prati scoscesi e, mantenendosi in quota tra bouquet di lavanda e qualche ginepro, si avvicina gradualmente sulle alture di Pietraporzio.

Sguardo verso la valle Stura

Vista verso il vallone del Piz

La visuale verso il vallone del Piz si fa sempre più ampia e possiamo ora pienamente ammirare le vette innevate della Rocca Rossa, del Tenibres (3031 m) e del Becco Alto del Piz (2912 m).

Il tragitto si addentra poi in una bella foresta di pini silvestri e più avanti ci porta a superare in sequenza due valloncelli laterali; verso il termine il sentiero inizierà a scendere sulla rotabile che conduce alla borgata Castello.

Nella discesa, dopo qualche tornante, lasciamo la strada che prosegue a destra verso il Ciamuset, per scendere direttamente alla borgata Castello.

Campanile nella borgata Castello

Tratto iniziale dopo la borgata Castello

Qui ci fermiamo a mangiare nei pressi di una fontana e qui dobbiamo anche decidere se far ritorno o proseguire fino a Pontebernardo. Dopo breve consultazione scegliamo di continuare anche se avremo il problema di tornare a riprenderci la macchina a Sambuco.

Passando davanti ad un vecchio forno che consentiva di fare il pane per tutto il paese riprendiamo il nostro cammino sulla stradina sterrata che conduce con semicerchio nei pressi di una casa.

Dopo la casa il sentiero riprende quota e quando stiamo per perdere le tracce un provvidenziale cartello con la pecora nera ci indica che dobbiamo affrontare una piccola pietraia e risalirla tutta; in una conca soprastante ci imbattiamo in un bel gregge di pecore e agnelli sambucani (ricetta) lì a rammentarci che siamo solamente ospiti sui loro sentieri.

Indicazione del percorso

Gli abitanti di questi luoghi

Preso atto di questo continuiamo la marcia affrontando l’ultimo tratto con l’ingresso in un bel boschetto di pini.

Ci troviamo poi a passare accanto d una vecchia truna e, qualche metro dopo, un bivio senza segnaletica ci pone in leggera difficoltà. Prendiamo il sentiero di sinistra, che si rivelerà giusto, iniziando un tratto di discesa nel bosco.

Entrando nella pineta

Colori autunnali nell’ultimo tratto della passeggiata

Al fondo di una radura il sentiero devia decisamente a destra inoltrandosi in una gola incassata; solcato il rio lasciamo a destra un percorso che porta verso le alture delle Barricate (cartello segnaletico per la Montagnetta), per scendere definitivamente in basso superando, in ultimo, il ponte sul rio delle Barricate e fare il nostro ingresso nel paesino di Pontebernardo nei pressi del Cimitero e della Chiesa concludendo così il nostro percorso.

Per tornare a riprenderci la nostra macchina ora possiamo solo sperare che qualche buon automobilista ci dia un passaggio con l’autostop. Saremo fortunati perché troveremo al secondo colpo un simpatico e gentile signore cuneese che di buon grado ci riporterà al bivio per Sambuco.

Arrivo a Pontebernardo

Agnello sambucano al forno

Ingredienti

1 kg di agnello sambucano
30 gr di burro
2 spicchi d’aglio
un gambo di sedano
una cipolla
un bicchierino di grappa
brodo di carne
alloro, rosmarino, timo
olio d’oliva
sale, pepe

Preparazione

Tritare finemente la cipolla e il sedano e farli appassire in un tegame con tre cucchiai d’olio, il burro e gli spicchi d’aglio. Unire l’agnello a pezzi e rosolarlo bene da tutte le parti; salare, pepare e trasferire il tutto in una teglia possibilmente di terracotta. Cospargere con foglie di rosmarino, di alloro e di timo, bagnare con un bicchierino di grappa e con un mestolo di brodo. Coperchiare e cuocere in forno a 200° per 40 minuti.
Trascorso questo tempo, rigirare i pezzi e bagnare, se necessario, con altro brodo. Cuocere scoperchiato finché la carne risulterà morbida e avrà assunto un colore dorato e il brodo sarà stato completamente assorbito.

Ricetta tratta dal libro “Le Alpi a tavola” di Elma Schena e Adriano Ravera – Priuli & Verrucca editori (disponibile su Amazon).

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Precedente Escursione alla Cima Bussaia - 2450 m - e alla Rocca d’Orel - 2439 m - Valle Vermenagna

Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Bibliografia

A piedi in Piemonte, Volume 1

A piedi in Piemonte, Volume 1

Chiaretta Furio et al.

Iter Edizioni, 2006

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (6)


  1. Ciao a tutti!!!finalmente è quasi giunta l’ora delle racchette di neve…ho notato con grande dispiacere che nella sezione della Valle Gesso non ci sono gite con racchette da neve…noi sabato proviamo colle dell’arpione da desertetto con le rachette…vi farò sapere…un altra bella gita che abbiamo fatto sabato scorso è monte la piastra da desertetto ma non con le racchette anche perchè è difficoltoso a piedi (mancanza di un sentiero certo visto anche le notevoli nevicate dell’anno scorso).ciao a presto

    • cuneotrekking


      Ciao Elena. La mancanza di gite con racchette da neve in Valle Gesso è data anche dal fatto che da metà movembre chiudono la strada ai Tetti Gaina se si va in direzione delle Terme e poco oltre Entracque se la direzione è quella di San Giacomo, per cui l’avvicinamento diventa già un pò troppo lungo. Comunque ci hai suggerito alcuni itinerari che non avevamo considerato. Provvederemo sicuramente a colmare questa lacuna.
      Grazie e ciao.


  2. come sempre complimenti per le bellissime foto.
    siete davvero bravi!
    tanti auguri di buone feste a voi tutti!


  3. Ciao! Sarebbe possibile per piacere avere la traccia GPS dell’escursione?
    La mia mail è pm73it@gmail.com
    Grazie
    Paolo

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