Tetti Baudinet

Commenti (6)


  1. Ho replicato l’escursione domenica 29 aprile. Come sempre le descrizioni sono perfette. Segnalo solo che i primi trecento metri sono praticamente impraticabili per il fango e bisognerebbe trovare qualche traccia alternativa.
    Tetti Baudinet è un posto fantastico: mi piacerebbe essere il proprietario dello chalet con l’orticello!
    Nel bosco dopo il pilone dell’Oloccco ho visto per la prima volta due salamandre pezzate. Sono uno spettacolo del creato!
    Grazie. Lodovico

    • cuneotrekking


      Ciao Lodovico, grazie per i complimenti!

      In effetti immagino che con le piogge degli ultimi giorni il primo tratto sia davvero fangoso. Aggiorno la descrizione segnalandolo. Anche a noi tetti Baudinet è piaciuto molto. Un posto che gli somiglia è tetti Ronchi in val Colla. Se non ci sei ancora stato facci un salto!

      A presto,

      Valerio.

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi, la 52° e prima del nuovo anno con Silvia, viene fuori dalla memoria di quest’ultima, essendo Chiusana di nascita e di vita fino a poco tempo fà in cui si è trasferita a Mondovì per vivere insieme, per cui conosce molto bene la Valle Pesio.
    A causa delle recenti nevicate in montagna non ero sicuro su dove andare, ricercavo qualcosa di basso in cui la neve non era ancora arrivata osservando le varie Webcam sparse per i borghi di montagna della provincia, poi a Silvia gli viene l’idea di fare questo giro denominato “Via delle Borgate” che io non avevo mai fatto.
    Presto fatto, questa mattina alle 8:00 abbiamo parcheggiato la macchina dalla Trattoria dei Cacciatori e c’incamminiamo verso il sentiero con Silvia a guidarmi, seguendo fedelmente il percorso che avete fatto voi e quindi l’anello prestabilito.
    Il tempo è sereno anche se il freddo è pungente.
    La via si presenta come una pista forestale molto ben tenuta, dopo i primi trecento metri il Sole illumina il nostro cammino.
    Il percorso verso la Cappella dell’Olocco si presenta molto agevole, si alterna tra la Valle Ellero e Pesio attraverso il loro spartiacque, numerose palline di segnalazione ci permettono di non sbagliare, decidiamo di prendere il percorso a destra nella biforcazione.
    L’aria e piena dei profumi del bosco e dell’umidità, sotto gli arbusti il terreno è ancora coperto da una coltre di foglie secche dei castagni, un paesaggio tipicamente autunnale.
    Alla Cappella dell’Olocco attraversiamo la strada asfaltata che porta al Monte Pigna per proseguire sulla pista forestale verso Borgata Fuggin, in questo tratto in costante discesa troviamo l’ombra ed il freddo, inoltre il terreno è bagnato per via della pioggia di due giorni fa e ci da un po’ di fastidio il fango.
    Alla nostra destra la Bisalta e la bassa Valle Pesio ci regala un bel panorama che spiazza alle nostre spalle verso la pianura coperta di nebbia.
    Arriviamo alla Borgata Fuggin e proseguiamo oltre verso Borgata Nonetta.
    Lungo questo tratto troviamo diverse fioriture di primule!!!
    In successione, tra vari sali e scendi e tra varie zone di sole e di ombra, passiamo per le Borgate di Biroe, Castel e Rumanin.
    Arriviamo al bivio per la Borgata Baudinet e decidiamo di salire subito verso essa senza andare alla vicinissima Borgata Mauri, qui ci raggiungono 5 ragazzi in mountain bike che stanno andando verso la Borgata Castello, fuori dall’anello che intendiamo fare.
    Qui la via si trasforma in un sentiero non troppo visibile per via del fogliame sul terreno che entra in un bosco di faggi, dopo una leggera salita arriviamo alla Borgata Barril.
    Da qui il sentiero si fa decisamente più ripido e troviamo l’unico punto dell’anello in cui non esistono indicazioni o palline: un incrocio con un sentiero più marcato che va dritto ed un altro meno marcato che va a sinistra, bisogna intraprendere quest’ultimo.
    Inoltre il fogliame non ci permette di visionare gli ostacoli a terra ed infatti siamo incampati diverse volte.
    Dopo pochi istanti si apre davanti ai nostri occhi la radura della Borgata Baudinet, dopo 2 ore e 20 minuti dalla partenza dal Colle del Mortè, qui decidiamo di sostare per il pranzo e per riposarci. Troviamo un tavolo di legno per il pic-nic.
    Il panorama è stupendo: la Bisalta, sgombra di neve, domina su tutto, sotto di essa osserviamo la Borgata Ciccioni (luogo di nascita del Papà di Silvia, in cui ha vissuto per i primi 10 anni della sua vita) e la Bassa Valle Pesio, proseguendo verso la pianura osserviamo la Truna, nei pressi di Pradeboni. Ed infine il nostro sguardo si posa sulla pianura cuneese con la nebbia verso Torino.
    All’improvviso compare un fortissimo vento freddo, così decidiamo di procedere.
    Il sentiero continua a salire seguendo un lunghissimo muretto di pietra fino alle Stalle Baudinet, poi prosegue in una faggeta.
    Dopo un’ulteriore salita finalmente il sentiero svolta verso Nord in direzione della Cappella dell’Olocco, trasformandosi un un esile sentierino sempre segnato.
    Qui il fogliamo depositato a terra crea uno spesso strato da far scomparire i nostri piedi affondati in esso.
    Dopo una quindicina di minuti troviamo l’intersezione con la strada asfaltata del Monte Pigna, non ci resta che scendere seguendo essa verso valle, qui troviamo tre escursionisti che scendevano dal Pigna ed avevano parcheggiato alla Cappella.
    Arrivati li non ci resta che tornare verso il Mortè, all’intersezione decidiamo di prendere l’altro ramo della via, che risulta peggio tenuto e non molto chiaro nel sentiero.
    Infine, dopo 2 ore dalla Borgata Baudinet eccoci di nuovo al Colle del Mortè dove avevamo lasciato la macchina.
    Interessante escursione di bassa valle, che percorre bellissimi boschi (sarebbe da rifare in primavera) e che permette di scoprire antiche borgate un tempo abituate ed ora abbandonate in favore del progresso. Molto agevole nonostante la lunghezza ed adatta a tutti.
    Sinceramente non abbiamo trovato grosse difficoltà a trovare la via, secondo noi il sentiero è ben segnato su tutto l’anello.
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, è sempre un bell’itinerario di ripiego quando da altre parti può esserci neve. Davvero Silvia è proveniente, da parte del padre, dalla borgata Ciccioni? Ne avevamo parlato nell’escursione fatta con le ciastre alla Sella Morteis da San Bartolomeo di Chiusa Pesio.
      Grazie e un saluto a Silvia.

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        Si, tutto vero.
        Suo padre è nato proprio li ai Ciccioni all’inizio degli anni 50 e ci ha vissuto per i suoi primi 10 anni di vita, assieme ad altre due sorelle. Poi si sono trasferiti a Combe, una frazione di Chiusa di Pesio in pianura.
        Ogni tanto mi racconta della vita tipicamente montana che conduceva sui pendii della Bisalta, tra il fare la legna per il freddo inverno a portare le bestie in alpeggio.
        Inoltre il bisnonno di Silvia era sempre dei Ciccioni mentre sua bisnonna (tutti e due sempre da parte di padre) era di Celle Macra.
        Silvia ha la montagna nel sangue 🙂
        Pensa che suo padre andava a scuola nella frazione più in basso di Paglietta dove c’erano le elementari.
        Una delle sorelle (zia di Silvia) ha comprato diversi anni fa una casa ai Ciccioni (tra l’altro di fronte a quella di famiglia) e l’ha ristrutturata per usarla per l’estate, ogni tanto io e Silvia quando vogliamo isolarci dal mondo andiamo li nei weekend che non siamo in giro per i monti o con gli amici in giro.
        Ogni anno i nati della frazione o i parenti di quelli che ci vivevano fanno una festa in Agosto lassù, da quando sto con Silvia ci vado ogni anno assieme a lei ed ai suoi famigliari nati lassù.
        E’ una bellissima borgata che sta riprendendo vita, gli eredi di quelle persone che vivevano lassù hanno o stanno ristrutturando la maggior parte delle case esistenti li.
        Un saluto.


        • Interessante quello che hai scritto. Bravi che non perdete le tradizioni locali. Dovete continuarle e trasmetterle ai vostri futuri figli ed è un bene che vengano anche recuperate le vecchie case. Ciao

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