Tetti Baudinet (1065 m) da Colle del Mortè (708 m) – Valle Pesio

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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Questo giro ad anello, molto ben esposto al sole, parte dal colle del Mortè (708 m) e raggiunge la cappella dell'Olocco (988 m) e poi tocca in sequenza le borgate: Fuggin (916 m), Nonetta, Biroe, Castello, Rumanin, Mauri (862 m), Barril e Baudinet (1065 m). Da quest'ultima in particolare si gode di un ottimo panorama. Per iniziare il percorso si può lasciare l’auto al colle del Mortè (tra Chiusa Pesio e Roccaforte Mondovì) accanto alla Trattoria dei Cacciatori.

Il percorso, a parte la lunghezza, non presenta alcuna difficoltà e se il terreno è asciutto può essere affrontato con normali scarpe da trekking. Il sentiero è facilmente individuabile anche se occorre prestare attenzione in alcuni punti (che abbiamo evidenziato nella descrizione) in cui la segnaletica è assente o poco evidente. Tempo di percorrenza: indicativamente 3 ore e mezza per l’intero percorso (senza contare le pause).

Dati tecnici

  • Ascesa: 630 metri circa
  • Distanza: 15,5 km circa
  • Altitudine partenza: 708 metri
  • Altitudine massima: 1.065 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

25 aprile 2012. Dal colle del Mortè (708 m) prendiamo la mulattiera che sale di fianco alla Trattoria dei Cacciatori (palina “Via delle Borgate”). Dopo poche decine di metri tralasciamo il ramo di destra e saliamo a sinistra lungo la sterrata il cui fondo stradale è rovinato dalle tracce dei mezzi cingolati che portano il legname a valle (attenzione: se il terreno è umido i primi trecento metri sono molto fangosi). Dopo una prima salita proseguiamo quasi in piano attraverso un bosco fino a raggiungere la dorsale spartiacque. Ad ogni bivio seguiamo le indicazioni per la cappella dell’Olocco.

Dopo 1 km e 200 metri dal punto di partenza raggiungiamo una biforcazione in cui la cappella dell’Olocco è indicata su entrambi i rami. All’andata decidiamo di prendere il ramo di destra, leggermente più lungo ma anche un poco più agevole. Dopo circa 1 km e 400 metri i sentieri si ricongiungono e noi proseguiamo lungo la displuviale Pesio-Ellero quasi in piano per un altro chilometro e 800 metri fino a che non raggiungiamo la cappella dell’Olocco.

Il sentiero quasi pianeggiante alle nostre spalle

Qui attraversiamo la strada asfaltata e incominciamo una leggera discesa sul versante della valle Pesio fino ai tetti Fuggin (1 km e 200 metri dalla cappella) dove, appena prima del paese, troviamo a destra una bella fontana.

Panorama verso la Bisalta

Attraversiamo le case tenendoci sulla sinistra e poi scendiamo sulla strada che da valle sale al paese. Dopo circa 200 metri imbocchiamo il sentiero (segnalato) che sale sulla sinistra. Dopo ulteriori 250 metri raggiungiamo la borgata Nonetta. Le indicazioni non sono evidenti, ma di qua occorre passare a destra delle abitazioni e poi scendere fino a superare due ponticelli in legno. Oltrepassato il secondo ci immettiamo su una strada sterrata.

Di nuovo le indicazioni non sono evidenti, ma occorre scendere a destra per circa 100 metri e poi svoltare a sinistra (palina) verso la borgata Castello. Il sentiero si addentra in un bosco, attraversa i ruderi di tetti Biroe, prosegue per altri 100 metri, attraversa uno stretto valloncello e ci fa tornare verso nord-ovest fino a raggiungere tetti Castello.

Nel bosco appena prima di borgata Castello

Qui trascuriamo la via diretta per tetti Baudinet (che ritroveremo più avanti) e prendiamo la sterrata per poche decine di metri. Al primo bivio teniamo la sinistra e raggiamo rapidamente tetti Rumanin. Proseguendo per altri 250 metri arriviamo nei pressi di un bivio che a sinistra indica tetti Baudinet. Prima di prenderlo, però, proseguiamo per poche decine di metri fino a raggiungere i ruderi di tetti Mauri.

Il verde delle colline

Torniamo sui nostri passi e puntiamo verso tetti Baudinet. Il sentiero sale e in breve raggiungiamo la borgata Barril, dove si ricongiunge la via diretta che era partita da tetti Castello. Teniamo la destra e saliamo per circa 600 metri, lungo un sentiero facilmente individuabile (tutti i bivi che incontriamo sono ben segnalati), fino a che non raggiungiamo il poggio dove sono situati i tetti Baudinet. Da qui si gode di uno splendido panorama verso la Bisalta e la bassa valle Pesio. Decidiamo di sostare per il pranzo sul bel prato verde.

Panorama verso la bisalta

Il poggio di tetti Baudinet

Dopo un’oretta di riposo ripartiamo seguendo l’indicazione per la cappella dell’Olocco. L’indicazione in verità non è molto chiara, perché ci fa genericamente capire che non dobbiamo prendere la mulattiera che scende a destra. Noi teniamo la sinistra fino a raggiungere un costone prativo in cui sono evidenti alcune vecchie case. Non appena le raggiungiamo ritroviamo le tracce rosse-bianche del sentiero, che si tiene sulla sinistra di un lungo muretto a secco.

Il lungo muretto a secco

Panorama alle nostre spalle

Di qua saliamo più ripidamente per altri 300 metri, fino a che il sentiero piega a sinistra e diventa quasi del tutto pianeggiante.

Tratto durante la salita

Il lungo muretto a secco

Alle nostre spalle

Dopo 700 metri ci ritroviamo sulla strada asfaltata che sale verso il monte Pigna. Noi invece scendiamo a sinistra per circa 1 km e mezzo fino a che non torniamo alla cappella dell’Olocco.

Di qua ripercorriamo i passi del mattino. Solo nei pressi della diramazione che avevamo incontrato salendo decidiamo, per variare, di prendere il ramo di destra. Il percorso è agevole, ma occorre prestare attenzione perché dopo circa 1 km si raggiunge una strada sterrata: non appena questa piega verso destra occorre prendere un sentiero a sinistra che è evidente ma che non è in alcun modo segnalato e che rapidamente ci riporta sulle tracce del mattino.

Valerio Dutto

Ha fondato Cuneotrekking insieme a Elio nel 2007. Ingegnere informatico, appassionato di montagna, di sport all’aria aperta e di tecnologia, si occupa della parte tecnica di Cuneotrekking, delle recensioni e delle guide.

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (6)


  1. Ho replicato l’escursione domenica 29 aprile. Come sempre le descrizioni sono perfette. Segnalo solo che i primi trecento metri sono praticamente impraticabili per il fango e bisognerebbe trovare qualche traccia alternativa.
    Tetti Baudinet è un posto fantastico: mi piacerebbe essere il proprietario dello chalet con l’orticello!
    Nel bosco dopo il pilone dell’Oloccco ho visto per la prima volta due salamandre pezzate. Sono uno spettacolo del creato!
    Grazie. Lodovico

    • cuneotrekking


      Ciao Lodovico, grazie per i complimenti!

      In effetti immagino che con le piogge degli ultimi giorni il primo tratto sia davvero fangoso. Aggiorno la descrizione segnalandolo. Anche a noi tetti Baudinet è piaciuto molto. Un posto che gli somiglia è tetti Ronchi in val Colla. Se non ci sei ancora stato facci un salto!

      A presto,

      Valerio.

  2. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi, la 52° e prima del nuovo anno con Silvia, viene fuori dalla memoria di quest’ultima, essendo Chiusana di nascita e di vita fino a poco tempo fà in cui si è trasferita a Mondovì per vivere insieme, per cui conosce molto bene la Valle Pesio.
    A causa delle recenti nevicate in montagna non ero sicuro su dove andare, ricercavo qualcosa di basso in cui la neve non era ancora arrivata osservando le varie Webcam sparse per i borghi di montagna della provincia, poi a Silvia gli viene l’idea di fare questo giro denominato “Via delle Borgate” che io non avevo mai fatto.
    Presto fatto, questa mattina alle 8:00 abbiamo parcheggiato la macchina dalla Trattoria dei Cacciatori e c’incamminiamo verso il sentiero con Silvia a guidarmi, seguendo fedelmente il percorso che avete fatto voi e quindi l’anello prestabilito.
    Il tempo è sereno anche se il freddo è pungente.
    La via si presenta come una pista forestale molto ben tenuta, dopo i primi trecento metri il Sole illumina il nostro cammino.
    Il percorso verso la Cappella dell’Olocco si presenta molto agevole, si alterna tra la Valle Ellero e Pesio attraverso il loro spartiacque, numerose palline di segnalazione ci permettono di non sbagliare, decidiamo di prendere il percorso a destra nella biforcazione.
    L’aria e piena dei profumi del bosco e dell’umidità, sotto gli arbusti il terreno è ancora coperto da una coltre di foglie secche dei castagni, un paesaggio tipicamente autunnale.
    Alla Cappella dell’Olocco attraversiamo la strada asfaltata che porta al Monte Pigna per proseguire sulla pista forestale verso Borgata Fuggin, in questo tratto in costante discesa troviamo l’ombra ed il freddo, inoltre il terreno è bagnato per via della pioggia di due giorni fa e ci da un po’ di fastidio il fango.
    Alla nostra destra la Bisalta e la bassa Valle Pesio ci regala un bel panorama che spiazza alle nostre spalle verso la pianura coperta di nebbia.
    Arriviamo alla Borgata Fuggin e proseguiamo oltre verso Borgata Nonetta.
    Lungo questo tratto troviamo diverse fioriture di primule!!!
    In successione, tra vari sali e scendi e tra varie zone di sole e di ombra, passiamo per le Borgate di Biroe, Castel e Rumanin.
    Arriviamo al bivio per la Borgata Baudinet e decidiamo di salire subito verso essa senza andare alla vicinissima Borgata Mauri, qui ci raggiungono 5 ragazzi in mountain bike che stanno andando verso la Borgata Castello, fuori dall’anello che intendiamo fare.
    Qui la via si trasforma in un sentiero non troppo visibile per via del fogliame sul terreno che entra in un bosco di faggi, dopo una leggera salita arriviamo alla Borgata Barril.
    Da qui il sentiero si fa decisamente più ripido e troviamo l’unico punto dell’anello in cui non esistono indicazioni o palline: un incrocio con un sentiero più marcato che va dritto ed un altro meno marcato che va a sinistra, bisogna intraprendere quest’ultimo.
    Inoltre il fogliame non ci permette di visionare gli ostacoli a terra ed infatti siamo incampati diverse volte.
    Dopo pochi istanti si apre davanti ai nostri occhi la radura della Borgata Baudinet, dopo 2 ore e 20 minuti dalla partenza dal Colle del Mortè, qui decidiamo di sostare per il pranzo e per riposarci. Troviamo un tavolo di legno per il pic-nic.
    Il panorama è stupendo: la Bisalta, sgombra di neve, domina su tutto, sotto di essa osserviamo la Borgata Ciccioni (luogo di nascita del Papà di Silvia, in cui ha vissuto per i primi 10 anni della sua vita) e la Bassa Valle Pesio, proseguendo verso la pianura osserviamo la Truna, nei pressi di Pradeboni. Ed infine il nostro sguardo si posa sulla pianura cuneese con la nebbia verso Torino.
    All’improvviso compare un fortissimo vento freddo, così decidiamo di procedere.
    Il sentiero continua a salire seguendo un lunghissimo muretto di pietra fino alle Stalle Baudinet, poi prosegue in una faggeta.
    Dopo un’ulteriore salita finalmente il sentiero svolta verso Nord in direzione della Cappella dell’Olocco, trasformandosi un un esile sentierino sempre segnato.
    Qui il fogliamo depositato a terra crea uno spesso strato da far scomparire i nostri piedi affondati in esso.
    Dopo una quindicina di minuti troviamo l’intersezione con la strada asfaltata del Monte Pigna, non ci resta che scendere seguendo essa verso valle, qui troviamo tre escursionisti che scendevano dal Pigna ed avevano parcheggiato alla Cappella.
    Arrivati li non ci resta che tornare verso il Mortè, all’intersezione decidiamo di prendere l’altro ramo della via, che risulta peggio tenuto e non molto chiaro nel sentiero.
    Infine, dopo 2 ore dalla Borgata Baudinet eccoci di nuovo al Colle del Mortè dove avevamo lasciato la macchina.
    Interessante escursione di bassa valle, che percorre bellissimi boschi (sarebbe da rifare in primavera) e che permette di scoprire antiche borgate un tempo abituate ed ora abbandonate in favore del progresso. Molto agevole nonostante la lunghezza ed adatta a tutti.
    Sinceramente non abbiamo trovato grosse difficoltà a trovare la via, secondo noi il sentiero è ben segnato su tutto l’anello.
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, è sempre un bell’itinerario di ripiego quando da altre parti può esserci neve. Davvero Silvia è proveniente, da parte del padre, dalla borgata Ciccioni? Ne avevamo parlato nell’escursione fatta con le ciastre alla Sella Morteis da San Bartolomeo di Chiusa Pesio.
      Grazie e un saluto a Silvia.

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        Si, tutto vero.
        Suo padre è nato proprio li ai Ciccioni all’inizio degli anni 50 e ci ha vissuto per i suoi primi 10 anni di vita, assieme ad altre due sorelle. Poi si sono trasferiti a Combe, una frazione di Chiusa di Pesio in pianura.
        Ogni tanto mi racconta della vita tipicamente montana che conduceva sui pendii della Bisalta, tra il fare la legna per il freddo inverno a portare le bestie in alpeggio.
        Inoltre il bisnonno di Silvia era sempre dei Ciccioni mentre sua bisnonna (tutti e due sempre da parte di padre) era di Celle Macra.
        Silvia ha la montagna nel sangue 🙂
        Pensa che suo padre andava a scuola nella frazione più in basso di Paglietta dove c’erano le elementari.
        Una delle sorelle (zia di Silvia) ha comprato diversi anni fa una casa ai Ciccioni (tra l’altro di fronte a quella di famiglia) e l’ha ristrutturata per usarla per l’estate, ogni tanto io e Silvia quando vogliamo isolarci dal mondo andiamo li nei weekend che non siamo in giro per i monti o con gli amici in giro.
        Ogni anno i nati della frazione o i parenti di quelli che ci vivevano fanno una festa in Agosto lassù, da quando sto con Silvia ci vado ogni anno assieme a lei ed ai suoi famigliari nati lassù.
        E’ una bellissima borgata che sta riprendendo vita, gli eredi di quelle persone che vivevano lassù hanno o stanno ristrutturando la maggior parte delle case esistenti li.
        Un saluto.


        • Interessante quello che hai scritto. Bravi che non perdete le tradizioni locali. Dovete continuarle e trasmetterle ai vostri futuri figli ed è un bene che vengano anche recuperate le vecchie case. Ciao

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