Traversata Piano della Casa del Re – Colli del Mercantour, Ghiliè – Rifugio Remondino – Valle Gesso

L’itinerario, posto di fronte alla spettacolare balconata dei laghi di Fremamorta, si sviluppa sul confine sud del Parco Naturale Alpi Marittime e il Parco Nazionale del Mercantour, tra i posti più solitari e selvaggi delle Marittime, con colpi d’occhio spettacolari verso le cime Ghiliè, Brocan, Bastione, Nasta, Baus ed Argentera. La traversata, riservata ad escursionisti esperti, è assolutamente da evitare in caso di nebbia.

Per raggiungere la base di partenza (il Piano della Casa del Re) da Borgo San Dalmazzo si segue la strada per Valdieri. Al successivo bivio per Entracque si mantiene la destra e si prosegue per l'abitato di Sant'Anna e delle Terme di Valdieri. Dalle Terme si segue il ramo di sinistra che si inoltra nel vallone della Valletta su alcuni chilometri di asfalto alternati a tratti di sterrato (in cattivo stato - fare attenzione ai colatoi) fino al suo termine dove si parcheggia (1762 m).

  • Ascesa: 1.160 m circa
  • Distanza: 12,1 km circa
  • Altitudine partenza: 1.762 m
  • Altitudine massima: 2.800 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: altro, lago, passo, rifugio
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

L’escursione di oggi parte dal Piano della Casa del Re e, attraverso un tratto nel vallone di Assedras, sale per toccare i colli del Mercantour (2611 m) e Ghiliè (2639 m). Da quest’ultimo percorriamo un lungo tratto privo di sentiero che costeggia la base delle cime di Brocan (3054 m) e del Bastione (3047 m). Ricongiungendosi alla traccia proveniente dal Colle Brocan (2892 m) prosegue ancora per un buon tratto fino quasi al lago di Nasta (2809 m), posto sotto l’omonima cima (3108 m) e del Baus (3067 m). Ridiscesi al sottostante rifugio Remondino (2430 m) facciamo ritorno infine al Piano della Casa del Re.

17 Luglio 2015. Il percorso di inizio è quello che va in direzione del rifugio Remondino. Si inizia con un tratto in piano (est) per poi inoltrarsi sulla destra idrografica del torrentello che proviene dall’incassato Vallone Balma Ghiliè. Il sentiero, rimaneggiato nel primo tratto, passa poi in un boschetto di larici mantenendosi sulla parte sinistra del Vallone di Assedras.

La seconda balza (2045 m), dopo il superamento di un ponticello in legno, ci porta allo scoperto su prati verdeggianti.

Alcuni tornanti portano al bivio (palina). Lasciamo a sinistra il sentiero per il rifugio Remondino e seguiamo, a destra, quello per il colle Mercantour. Questo comincia ad inerpicarsi in una strettissima gola con ripidi tornantini tra rododendri e radi larici. In poco tempo saliamo molto di quota sbucando su un verde ripiano. Il paesaggio è mutato: da impervio è diventato dolce e piacevole.

Attraversiamo, poco dopo, un rio proveniente dalla valle di Nasta che precipita, verso il fondovalle, in una strettissima gola. Il sentiero prosegue il suo percorso semi-pianeggiante passando vicino ad alcuni resti di un gias.

Lungo il percorso scorgiamo varie famigliole di camosci, quasi mai disturbate dagli escursionisti. I vari saliscendi costeggiano a sinistra una base rocciosa.

Più avanti, perdendo un po’ di quota, guadiamo un altro rio risalendo il costone di fronte con alcuni zig-zag che portano decisamente nell’alto vallone di Balma-Ghiliè. Ora i fiori e il verde lasciano il posto ad un paesaggio misto di neve e rocce.

Superate alcune lingue di neve (molto dura nonostante il caldo) saliamo in direzione del roccione Ghiliè, che fa da sbarramento, fino ad arrivare ad un bivio (palina).

Decidiamo di salire prima verso destra, colle ovest del Mercantour (2611 m), posto proprio alla base dell’omonima cima.

Ridiscesi nuovamente al bivio ci spostiamo ora sul colle Ghiliè (2639 m) dove ci troviamo in compagnia di un piccolo gruppo di francesi proveniente dal vallone di Boréon e diretti alla Cima Ghiliè.

Da qui (indicazione su un masso) inizia il percorso che porta al rifugio Remondino. Salendo qualche decina di metri in direzione della cima Ghiliè svoltiamo poi verso sinistra (dir. nord) su un leggero dosso evitando una lingua di neve.

Proseguendo tra massi, erba e pietrame rotto, più avanti arriviamo ad uno sbarramento roccioso che discendiamo verso destra riprendendo a salire sul lato opposto. Tutta la traversata, riservata ad escursionisti esperti, è assolutamente da evitare in caso di nebbia.

La lunga parte rimanente si sviluppa, tra salite e discese (più salite che discese), prevalentemente su terreno roccioso misto ad erba, pietraie inseriti in avvallamenti spettacolari di ambiente selvaggio di alta montagna sotto gli sguardi delle rossicce cime del Brocan e del Bastione.

A circa metà del tratto individuiamo tre/quattro bei laghetti innominati posti tra il Bastione e la Catena del CAI.

Incontriamo anche tre escursionisti francesi che, invogliati dai gestori del rifugio, passano da qui per far ritorno nel vallone del Boréon. Occorre porre molta attenzione a non perdere di vista le tacche rosse, numerose ma un po’ sbiadite, e gli ometti presenti lungo tutto il tratto. Al bivio con il vicino colle del Brocan (2892 m) le tacche da rosse mutano diventando bianche/rosse (percorso GTA).

Poco sotto il lago di Nasta (2809 m) iniziamo una lieve discesa e, tra nevai persistenti e rocce montonate, perveniamo, dopo lunga discesa, sulla spianata del rifugio Remondino (2430 m).

Qui veniamo accolti dai gentili gestori del rifugio con un buon caffè e una fetta di ottima crostata.

Nel rifugio è anche presente una mostra permanente di fotografie (in vendita), scattate dal gestore nei vari momenti della giornata sulle cime circostanti. Infine riprendiamo la discesa che ci riporterà al sottostante Piano della Casa.

Glossario

  • Assedras: luogo secco privo di acqua in superficie.
  • Brocan: becco sporgente o roccia poco consistente.
  • Mercantour: valico dal difficile transito.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)


  1. Ormai siete la mia bibbia. Complimenti per lavs app ma cercata di implementarla con la funzione cerca e salva per poter consultare offline, altro suggerimento la possibilità di poter scaricare i files gp direttamente su smartphone, a questo proposito vi senalo che ho scoperto un’ottima app sempre per smartphone, GeoFlyer 3D Maps

    • Valerio Dutto


      Ciao Giuseppe, grazie per i tuoi suggerimenti! Proprio recentemente abbiamo completamente cambiato la tecnologia che si nasconde dietro all’app (per i più curiosi abbiamo utilizzato questa soluzione da noi stessi realizzata). Questa modifica, anche se all’apparenza per adesso non cambia molto, ci apre infinite possibilità di espansione. Abbiamo un sacco di belle idee in mente: continua ad utilizzarla e a seguirci 😉

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