Arrivo in vetta alla Tête de l’Homme

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Il tuo commento

  1. gianni (tranta)


    ciao elio e compagni grazie per la bellissima giornata passata assieme..e grazie a voi sono riuscito a concludere tutto il giro del cavallero!! è per me una bella soddisfazione..:)intanto continueremo a fare delle belle escursioni!!

    • cuneotrekking


      Ciao Gianni, siamo noi a ringraziare te che, nonostante una settimana passata interamente sulle montagne, hai ancora avuto la forza e la volontà di accompagnarci fin sulla Cima. E’ stata una bellissima escursione che vorrò presto ripetere con Valerio per fargli godere questi spettacoli della natura.
      Ciao, grazie ancora e… alla prossima!!!


  2. Come sempre complimenti per le fantastiche foto e le descrizioni esaustive dei vostri itinerari. LeggendoVi mi è venuta l’ispirazione per un giro ad anello di 2 giorni. Primo giorno salita al bivacco Barenghi per il colle dell’Infernetto, secondo giorno salita alla Tete de la Frema, Tete dell’Homme, monte Ciarlaras ed infine discesa al colle Maurin. L’unica mia perlessità è il passo di Terre Nere: come lo vedete in discesa? La descrizione del Roberto Cavallero reperita su “La Ghironda” consiglia di munirsi di imbrago. Per farVi intendere la nostra preparazione Vi indico le cime fatte quest’anno: Pelvo, Frisson, Punta Dante per gola delle forciolline e Rocca la Meja.
    Grazie fin d’ora per le indicazioni che saprete darmi e ancora complimenti!
    Chicca

    • cuneotrekking


      Ciao Chicca. Grazie per i complimenti.
      Brava, hai intenzione di compiere un magnifico trekking nei posti più belli della Valle Maira. Leggendo le cime che hai fatto quest’anno, direi che non dovresti avere problemi. Se avrai la fortuna di trovare belle giornate come oggi, farai un fantastico giro. Venendo al Passo di Terre Nere, ti consiglierei anch’io un imbrago. Non per altro, ma per avere quella maggiore sicurezza data dal sapere che se ti viene un capogiro non ti può succedere niente. Passata quella ventina di metri, il restante percorso non presenta problemi. Fammi poi sapere com’è andata.
      Ciao e auguri per un buon trekking. Elio


      • Grazie per le preziose indicazioni ed ancora complimenti per il blog, nella lista dei miei “preferiti”!.
        Mi permetto di segnalarvi la gita a Punta Dante: autentico balcone privilegiato sul Re di Pietra. Noi siamo saliti passando per la Gola delle Forciolline (brevi passaggi attrezzati) ed il bivacco Boarelli. Il percorso è segnato da ottime tacche gialle. Per la discesa, tornati al Boarelli, abbiamo percorso un anello passando per il bivacco Berardo. Altra possibilità di discesa dal colle di Dante è nel vallone del bivacco Bertoglio.
        Comunque non mancherò di informarvi sul nostro trekking e di seguire le vostre gite!!
        Ciao. Chicca

        • cuneotrekking


          Ciao Chicca, terremo presente le segnalazioni precise per la Punta Dante. E’ una zona che non conosciamo ancora abbastanza, ma solo per la lontananza da casa nostra. Grazie anche per aver inserito il blog nella lista dei preferiti.
          Ciao e a presto, Elio


  3. Ciao volevo chiedere un info: il canale sud ovest che si prende dal lago 9 colori e diverso dall itinerario sopra descritto? Perché nel libro nelle alpi del sole parodi da il canale sud ovest come via normale….Grazie in anticipo

    • Cuneotrekking


      Ciao Andrea. Premesso che non ho letto l’itinerario seguito da Parodi, da come mi dici posso pensare che abbia fatto quel percorso in un momento in cui c’era ancora neve sull’itinerario. Quella che abbiamo fatto noi al ritorno dalla cima è la via normale. Praticamente si segue il percorso Cavallero (segnato con tacche rosso/blu) fino al Passo di Terre Nere. Da qui, si prosegue sulla traccia che abbiamo descritto nell’itinerario fino alla cima. Elio


  4. Ok grazie mille


  5. Fatto oggi in una giornata in “alta risoluzione”, nonostante la poca umidità faceva caldo anche in vetta.
    Nel tratto della catenaria per il passo delle Terre Nere, anche il mio GPS ha fatto le bizze (ho notato il mal funzionamento anche con il tuo).
    Il tratto con la catena è veramente aggettante però senza difficoltà, io ero imbracato e con casco per sicurezza in quanto soffro di vertigini… non ho mai guardato in basso.
    Comunque è una camminata montana non adatta a tutti, richiede allenamento e una cospicua riserva d’acqua in quanto non si trovano punti di approvvigionamento idrico.
    Io bevo molto e tre litri non mi sono bastati, ho dovuto attendere fino al paese di Chiappera durante il trasferimento in macchina per il rifornimento


    • In presenza di pareti rocciose il GPS tende ad andare in tilt. Sicuramente la fontanella nei pressi del bivacco Barenghi era asciutta…


      • Non c’era nemmeno il rubinetto ma li ero ancora in fase di risparmio, ne avevo ancora un litro.


        • “Ciao, innanzitutto complimenti per il sito, è stata fonte preziosissima di spunti e indicazioni per le gite quest’estate. Oggi con un’amica sono salita su tete de la frema, poi dal colle di gippiera abbiamo preso il sentiero Roberto Cavallero, ma purtroppo una volta arrivate al passo Terre Nere non siamo riuscite a capire quale fosse la giusta traccia da seguire (non c’erano tacche o ometti), consigli di munirsi di GPS per andare a colpo più sicuro la prossima volta? O magari andarci con qualcuno che ci sia già salito e possa indicarci la strada giusta?


          • Ciao Chiara. Dal passo di Terre nere occorreva tornare indietro di qualche metro e, in leggera discesa aggirare verso sinistra la parte sommitale del monte fino ad una spaccatura di roccia. Da lì si arriva velocemente in punta. Sicuramente con un GPS tutto diventa più fattibile. Ciao

  6. Agostino Angeli


    Ho fatto il giro il 19 luglio seguendo la vostra traccia. Devo dire che l’avessimo fatto al contrario la discesa dal passo di Terre Nere ci avrebbe creato qualche difficoltà perché il passaggio alle catene senza imbrago per alcuni è piuttosto rischioso ma poi la discesa in quello sfasciume sarebbe stata anche peggio. Per il resto è stato tutto meraviglioso anche se abbiamo rinunciato alla cima. Complimenti per la descrizione anche se suggerirei di evidenziare che il passo andrebbe fatto con un imbrago.
    Il mio suggerimento è volto a migliorare il miglior sito di trekking a mia conoscenza. Salutoni e grazie per tutto

  7. Giorgio Montolivo


    Mi ci sono avventurato con un amico nel 2010: caso vuole, un anno prima che venisse scritto questo utile articolo! Avevamo zaini molto grossi e nessun imbrago, perché il nostro era un trekking lungo, che non prevedeva pareti scoscese, e non pensavamo che il passo di Terre Nere si rivelasse così temibile. Naturalmente (per fortuna, aggiungerei) lo abbiamo affrontato in salita, dopo essere scesi dal Ciaslaras; ma ci siamo fermati quando la parete era diventata quasi verticale, senza essere riusciti tra l’altro a trovare la catena da nessuna parte. Siamo quindi tornati indietro e abbiamo ripiegato sull’Infernetto, raggiungendo il Barenghi da quel lato. Complimenti per la descrizione e per le foto.


    • Ciao Giorgio. Il passo di Terre nere è da affrontare assolutamente con un imbrago e rinvio o fettucce. Così lo puoi fare in tutta sicurezza senza rischi. Grazie per il commento.


  8. Ciao Elio. Posso chiedere se le difficoltà’ incontrate per il passo di Terre Nere sono maggiori rispetto alla Sud dell’Argentera?
    Grazie di tutto.


    • Ciao Paolo. Secondo me sulla cengia del passo di Terre nere c’è più esposizione, rispetto a quella dell’Argentera, poi la cengia è molto più stretta. Il tratto non è lungo, circa una ventina di metri, ma se vai lì devi avere l’imbragatura con due fettucce e moschettoni per agganciarti alla fune d’acciaio. Una volta passato quel tratto i problemi sono alle spalle.


  9. Ciao Elio,
    complimenti per il sito, ricco di spunti e con bellissime foto.
    Volevo chiederti com’è la discesa che dalla cima del Tete de l’homme porta al colle Maurin. Presenta tratti esposti?

    Grazie
    Giusy


    • Grazie Giusy per i complimenti. Dalla Tete de l’Homme noi siamo scesi dal lago dei 9 colori. La discesa che mi dici tu non l’abbiamo ancora mai fatta, quindi non ti saprei consigliare. Mi spiace.

  10. Federico BomberHouse


    Buongiorno Elio,
    sarebbe mia intenzione arrivare al Lago dei 9 Colori e poi salire ala cima Tête de l’Homme. Come si presenta questo pezzo? Dalla descrizione della Vs discesa, a parte un po’ di sfasciumi, si fa tranquillamente?

    Grazie molte e complimenti per il sito FANTASTICO.

    Federico

    • Valerio Dutto


      Ciao Federico, direi che la difficoltà è valutabile come F perché occorre superare passi di II grado e poi alcuni traversi su sfasciumi un po’ esposti. Tieni conto che fino a inizio luglio probabilmente ci saranno ancora nevai.


  11. Ciao. Essendo saliti io, mia moglie e alcuni amici la scorsa settimana la tete de la Frema, ci siamo detti “che bello sarebbe provare la tete de l’homme”. Detto fatto. Venerdì 20.08.2021 ci troviamo io, mia moglie e due nostri amici (appassionati ed esperti) all’imbocco del sentiero per il vallone dell’infernetto. Qualche settimana fa era presente il cartello con le indicazioni per il passo terre nere, oggi si vede che qualcuno voleva un souvenir e non è più presente. Comunque partiamo avvolti nella nebbia, ma fiduciosi che il meteo sarebbe girato sul bel tempo. E così è stato. Arriviamo alla deviazione per il colle dell’infernetto ed un pallido sole fa capolino dalla nebbia, dissolvendola poco dopo ed aprendo ai nostri sguardi un panorama stupendo. All’attacco del canalone per il passo terre nere, indossiamo l’imbrago e partiamo. Arriviamo alle catene e con un ultimo sforzo ci troviamo nel tratto della cengia. E’ veramente bello guardarsi attorno in tutta sicurezza. C’è un mondo tutto intorno.
    Arriviamo al passo e prendiamo a dx verso la tete de l’homme che raggiungiamo poco dopo. In effetti la croce di vetta è un po’ “misera”, ma il panorama tutto intorno è maestoso.
    Dopo un po’ scendiamo e prendiamo la direzione verso il lago ed il colle gippiera in quanto vogliamo andare (tornare per me e mia moglie) sulla tete de la frema in quanto i nostri amici non ci sono ancora mai stati. Arrivati in cima ci godiamo anche qua il panorama e mangiamo qualcosa. Poi si parte e cominciamo la discesa verso il rifugio Barenghi ed il colle dell’infernetto concludendo il nostro giro ad anello.
    Forse una delle escursioni più belle fatte finora.
    Alla prossima.
    Ciao


    • Bravo Sergio, in effetti è un giro meraviglioso, direi anch’io tra i più belli. Non riesco ad immaginare la contentezza dei tuoi amici. Ieri ero su a Tete de la Frema, mentre Valerio e suo fratello facevano il Brec de Chambeyron. Ciao, a presto!

  12. Enrico Albino Alga


    Ciao Valerio, vorrei un tuo parere.
    Ho letto su un sito (che per correttezza non cito…) che la gita alla Tète de l’Homme dal passo delle Terre Nere è considerata molto pericolosa in quanto non vi è traccia di sentiero ed il terreno è particolarmente franoso e pericoloso…
    …io mi sono fatto l’idea che chi lo ha scritto sia un escursionista inesperto.
    Ho sempre riscontrato una grande coerenza tra l’ambiente reale e le vostre relazioni ed avendo programmato l’escursione per i prossimi giorni volevo solo sapere se tu sia a conoscenza di eventi che hanno cambiato sostanzialmente quanto da voi relazionato.
    Grazie di tutto. Ciaooo.
    Enrico

    • Valerio Dutto


      Ciao Enrico, sicuramente la salita al passo di Terre Nere non è banale perché su pessima roccia, esposizione notevole e con catene che andrebbero ripassate 🙂 Proprio per questo l’abbiamo valutata di difficoltà F, mentre altri, come il compianto Bruno Rosano, la valutano “solo” EE, che secondo noi è sottostimato… Detto questo, come indichiamo nell’introduzione, rimane uno dei giri più belli delle Alpi cuneesi…