Superiamo il ponte che conduce a Ferriere proseguendo per un buon tratto nella sua direzione. Al terzo tornante, nei pressi del pilone, abbandoniamo l’asfalto per seguire a destra una sterrata che inizia in leggera discesa tra i larici.
Dopo poche centinaia di metri, circondati da alti larici, riprendiamo a salire verso una radura (bivio, palina 301) che offre ampi panorami verso le cime della testata dell’alta valle Stura, tra cui l’Oronaye.

Bric della Sabbiera a sinistra © Cuneotrekking

Veduta tra i larici delle cime dell’alta valle © Cuneotrekking
Qui lasciamo la strada che prosegue in piano all’interno della radura e proseguiamo su quella che, a sinistra, si infila nel bosco (palina 302).
La strada continua in seguito verso sinistra avvicinandosi ai piloni della seggiovia, quindi supera il punto intermedio della stessa e con uno zig-zag raggiunge una radura superiore.

Salendo tra i larici © Cuneotrekking

Attraversando la radura © Cuneotrekking

Radura © Cuneotrekking
Il tratto seguente ci conduce verso una pietraia, oltre la quale si intravede già il punto di arrivo della seggiovia.

Tratto di pietraia © Cuneotrekking

Proseguendo sulla strada © Cuneotrekking

Proseguendo sulla strada © Cuneotrekking

In prossimità del colletto Incianao © Cuneotrekking
Raggiunto il colletto Incianao (2292 m), è stupendo il panorama che si presenta verso sud, ove riconosciamo il colle di Stau (2500 m) inserito tra la Rocca Verde (2694 m) e il monte Peiron (2796 m), la Testa del Ferro (2769 m), ecc., e verso nord l’Oronaye (3100 m) e l’Oserot(2861 m), mentre ad ovest si profilano la punta Incianao (2575 m) e la cima delle Lose (2813 m) un po’ defilata.

Skilift dell’Andelplan © Cuneotrekking
Ora proseguiremo lungo il falsopiano affrontando alcuni tratti della strada tra il verde-giallo dei prati tempestati di roccette dolomitiche. La punta Incianao è situata in alto, a destra, sulla costa che prosegue verso la cima delle Lose prima di un prominente dente roccioso.
Dopo qualche centinaio di metri di strada, aggirato uno spallone, deviamo a destra inoltrandoci su una ripida china priva di sentiero.

Salendo la stradina oltre il colle © Cuneotrekking

Sulle pendici erbose… © Cuneotrekking
Proseguendo in salita a zig-zag e, in ultimo, con un traverso diagonale, raggiungiamo la soprastante cresta.

…verso la cresta © Cuneotrekking

La meta è ancora distante © Cuneotrekking
Superando a sinistra i dossi e i tratti rocciosi che si presentano lungo il percorso raggiungiamo infine la punta Incianao (2575 m), sormontata da una croce in legno.

Cima delle Lose a sinistra © Cuneotrekking

Punta Incianao al centro © Cuneotrekking

Punta incianao © Cuneotrekking
Il panorama a giro d’orizzonte è incantevole su tutte le maggiori cime della valle. Riprendiamo in seguito la discesa al colletto Incianao dove ci fermiamo per la sosta pranzo.

Immagini della discesa al colle © Cuneotrekking

Scendendo © Cuneotrekking

Veduta verso Bersezio © Cuneotrekking
Ammirando nuovamente il “foliage” dei larici torniamo più tardi verso Bersezio sul medesimo percorso del mattino.
Mattia Bertero Supporter
15/06/2019 alle 15:34
Ciao a tutti voi.
L’escursione in programma oggi è una sorta di “riscossione”.
Avevo un conto in sospeso con la Punta Incianao risalente all’ultimo inverno quando ho tentato inutilmente di arrivare alla vetta con le ciaspole, a causa della neve non perfetta.
Così ecco che questa mattina alle 8:00 sono in partenza da Bersezio, con un cielo sereno e con una temperatura fresca di 9 gradi, pronto per tentare nuovamente la salita verso la Incianao.
Oggi ho un piccolo esordio con me: sul mio smartphone ho scaricato l’App GPX Viewer Pro dove d’ora in poi posso scaricare le traccie GPX dei sentieri, come ho fatto con la traccia di questa gita di Cuneotrekking, funziona anche in assenza di segnale della rete dati grazie alle mappe offline, quindi grande risparmio di batteria.
Inizio per la strada asfaltata che porta a Ferrere, la abbandono dopo due tornanti per immettermi nella sterrata che porta al Colletto Incianao, quest’ultima proseguirà fino quasi al colletto attraverso un bel bosco di larici.
C’è un po’ di umidità e nel chiuso degli alberi si fa un po’ sentire, fatico un pochetto per questo.
Nonostante ciò procedo abbastanza spedito tanto che arrivo al colletto dopo poco più di un’ora dalla partenza.
Qui mi si apre davanti agli occhi l’Altopiano dell’Andelplan maculato da molte zone dove la neve è ancora presente.
Nel salire la sterrata avevo un solo dubbio: la presenza di neve in quota.
Quindi mi sono scaricato due traccie sulla mia nuova applicazione: una era questa della vetta, l’altra era il giro ad anello dell’altopiano, così non avrei sprecato una salita verso quella zona nel caso la salita all’Incianao fosse risultata impossibile.
Non mi resta che verificare.
Vedo la Incianao ed è sgombra, guardo le sue vicinanze e la neve è presente solo verso la Cima delle Lose ma è alta oltre i 2800 m e fuori dalla mia via di salita.
La salita sembra possibile e quindi m’incammino.
Qui la nuova applicazione mi è molto utile per trovare il tratto di salita fuori sentiero, osservando la via di salita effettivamente sembra l’unica possibile da quel lato.
Ma è ripidissima: una pendenza davvero sostenuto che punta dritta verso la cresta 200 metri più in alto, la prendo diretta seguendo la traccia.
Mi accorgo che la via mi si presenta davanti ai miei occhi, la Incianao è costantemente alla mia sinistra ma su quel versante si notano delle labili traccie di sentiero che portano verso la vetta.
L’ultimissimo tratto devo attraversare un piccolo nevaio ben consolidato, pochi metri ed alle 10:00 sono in cima alla Incianao.
Il panorama è ampio su tutta la zona, le montagne più famose del posto (Oserot, Scaletta, Oronaye, Ventasuso, la vicina Cima delle Lose, Rocca Verde, più lontano il Bersaio) sono ben visibili.
C’è un vento ancora freddo sulla cima che soffia in modo irregolare, senza di esso il sole picchia già forte.
Davvero molto bello e sopratutto ho trovato un’ambiente davvero selvaggio, questa sensazione di stare in mezzo a questa natura selvaggia è amplificata dal fatto che sono completamente da solo: non ho incontrato nessuno in salita, nessuno sulla vetta e non incontrerà nessuno mentre scenderò verso la macchina.
Resto sulla vetta per 45 minuti a fare foto ed a gustarmi il tutto prima di scendere, ho intenzione di fermarmi al Colletto Incianao per la pausa pranzo.
Ci arrivo alle 11:10.
La seggiovia è ferma e noto che una postazione è all’altezza uomo al sole.
Mi ci siedo per mangiare e riposare: una comoda panchina sospesa!
Al vento dondola un po’ e devo ammettere che ero li li per addormentarmi cullato da questo dondolio….
Alle 12:15 devo iniziare la discesa che il tempo si sta un po’ guastando, arrivo alla macchina alle 13:00 senza che effettivamente il tempo sia stato una minaccia reale.
Bella gita, un piccolo riscatto dopo che la Incianao mi aveva respinto in inverno, un bel posto con un ottimo panorama, con altre vie per altre zone memorizzate per future escursioni.
Anche questa è fatta.
Un saluto da Mattia da Mondovì.
Elio Dutto
16/06/2019 alle 13:02
Bel giro che era piaciuto molto anche a noi. Solo un peccato trovare una croce sulla vetta un po’ miserella. Comunque bellissimi panorami dalla cima. Ciao