Recensione dei Garmin fēnix 5S/5/5X Plus, pro e contro dei nuovi sportwatch top di gamma

Confesso che dopo il secondo fēnix (recensione) mi sono sempre rifiutato di scrivere recensioni dei successori. Una (debole) forma di protesta verso il progressivo aumento dei prezzi (che partivano da 449€ per i fēnix 3, 479€ per i fēnix 3 HR e 599€ per i fēnix 5). Prezzi folli che, ero convinto, avrebbero scoraggiato gli acquirenti, obbligando Garmin a ritornare sui proprio passi. Niente di più sbagliato. I fēnix sono diventanti i best seller che trainano letteralmente le trimestrali del colosso americano, la cui divisione Outdoor è praticamente solo più costituita da questa famiglia (con buona pace degli eTrex, Oregon, GPSMAP e Montana tanto amati da noi escursionisti).

Con i fēnix (va scritto proprio così: con l’iniziale minuscola e macron sulla “e”, usata per indicare le vocali lunghe) Garmin ha intrapreso una gara a chi mette più funzionalità. Una lotta senza esclusioni di colpi che alcuni concorrenti non hanno neanche iniziato (penso a Polar, che ha preferito puntare sul buon rapporto qualità/prezzo), o che altri hanno dovuto, loro malgrado, abbandonare (penso a Suunto, che ci aveva provato con gli Spartan, gettando la spugna con l’ultimo Suunto 9, vedi su Amazon, che, per non soccombere, cambia rotta rivolgendosi alla nicchia degli ultra runner).

In questa recensione non elencheremo tutte le funzionalità dei fēnix 5 Plus: ce ne sono troppe e anche un semplice elenco richiederebbe tantissime pagine (ha tutto quello che si possa immaginare, dal running al golf, anche le cose più avanzate e specialistiche). Voglio piuttosto cercare di rispondere alla domanda: sono davvero i dispositivi definitivi per lo sport (qualunque sia quello, o quelli, che facciamo) e, allo stesso tempo, per la vita di tutti i giorni? Sono anni che spero, senza successo, di trovarli, e ancora brucia la delusione per l’Apple Watch (recensione), eccellente sotto ogni punto di vista, a eccezione dello sport.

Perché Garmin abbia deciso di chiamarli 5 Plus al posto di 6 rimane per me un mistero, visto che il suffisso Plus mi fa pensare, come nel caso degli iPhone, a un dispositivo più grande, piuttosto che al successore. D’altronde la numerazione dei fēnix è sempre stata a dir poco caotica: dopo il primo modello (del 2012) sono usciti nell’ordine fēnix 2 (2014), fēnix 3 (2015), fēnix 3 HR (2016), fēnix 5 (2017), fēnix 5 Plus (2018). Il fēnix 4 è stato saltato, pare perché la pronuncia fonetica in Giapponese si traduca in modo poco felice.

Caratteristiche

Di fēnix 5 Plus ce ne sono in realtà tre: 5S Plus (vedi su Amazon) 5 Plus (vedi su Amazon) e 5X Plus (vedi su Amazon), una suddivisione a cui eravamo già abituati dai precedenti fēnix 5. I prezzi crescono ancora rispetto ai precedenti modelli e ora partono da 699€. I primi due sono disponibili sia in vetro normale sia, con un sovrapprezzo di 100€ nel caso del 5S Plus e di 150€ nel caso del 5 Plus, in vetro zaffiro (Sapphire, che assicura superiore resistenza a urti e graffi), il terzo solo in quest’ultimo.

Ecco le principali caratteristiche:

 fēnix 5S Plusfēnix 5 Plusfēnix 5X Plus
Cassa42 mm47 mm51 mm
Cinturino20 mm22 mm26 mm
Schermo1,2"1,2"1,2"
Risoluzione240×240240×240240×240
Peso65 g86 g96 g
VetroNormaleNormaleZaffiro
Impermeabilità10 ATM10 ATM10 ATM
Autonomia batteria con GPS attivo11 ore18 ore32 ore
Sensore HR
Memoria interna16 GB16 GB16 GB
Cartografia
ANT+
Bluetooth Smart
WiFi
Altimetro barometrico
Bussola a 3 assi
Giroscopio
PulseOxNoNo
Prezzo base699,99 € (vedi su Amazon)699,99 € (vedi su Amazon)849,99 € (vedi su Amazon)

Come possiamo notare tutti e tre i modelli hanno caratteristiche molto simili, a partire dalla dimensione del display. Ma allora perché scegliere il 5 Plus o il 5X Plus, che hanno una cassa più grande e sono più pesanti? Perché, grazie al maggior spazio a disposizione offrono una maggior autonomia. Il 5X Plus dispone inoltre in esclusiva del Pulse Ox, un sensore che misura la saturazione del sangue valutando così eventuali ipossiemie, ossia diminuzioni anormale dell’ossigeno contenuto nel sangue come le apnee notturne e lo stato di acclimatamento in quota per gli alpinisti. Ma il display è esattamente lo stesso su tutti e tre i modelli, solo con un po’ più di cornice intorno, motivo per cui, avendo un polso sottile, ho scelto il piccolo (si fa per dire) 5S Plus (vedi su Amazon). In questa recensione elencherò le mie considerazioni personali dopo averlo utilizzato durante attività di escursionismo, mountain bike, arrampicata e alpinismo.

Nuove funzioni

A dispetto del nome che sembra liquidarlo come aggiornamento minore, troviamo molte novità, di cui due particolarmente interessanti:

  • Il supporto per la cartografia a colori su tutti i dispositivi della famiglia (non solo, come in passato, sul 5X/5X Plus). Sono preinstallate mappe basate sulle OpenStreetMap, ma è possibile aggiungerne altre esattamente come sui GPS palmari grazie ai 16 GB a disposizione (ci torneremo più avanti).
  • Il supporto per Galileo, la costellazione sviluppata in Europa come alternativa al GPS (i primi Garmin a supportarla sono stati i Foretrex 601/701, vedi su Amazon). Da notare che per impostazione predefinita Galileo non è attivo (vedi sotto).

Inoltre troviamo:

  • La possibilità di ascoltare musica senza bisogno di portare con noi lo smartphone (esattamente come sul Forerunner 645 Music, vedi su Amazon, e sul Vivoactive 3 Music, vedi su Amazon), attraverso auricolari Bluetooth compatibili (non inclusi), come gli Skullcandy Method Wireless (vedi su Amazon). Maggiori dettagli nel seguito.
  • Il supporto per Garmin Pay, che però, nel momento in cui scrivo, in Italia è inutilizzabile visto che non è supportato praticamente da nessuna banca.
  • La funzione ClimbPro, che durante una pedalata o una corsa indica l’approssimarsi di una salita, la sua pendenza media, oltre che la distanza e l’altezza rimanente da percorrere.
  • Una nuova modalità privacy che permette di scegliere di non mostrare più immediatamente tutte le notifiche ricevute, ma solo dopo una rotazione del polso o la pressione di un bottone.
  • Il WiFi su tutta la gamma (anche sui modelli non Sapphire).

Primo avvio

Come sempre, dopo una prima ricarica del dispositivo (che comunque arriva parzialmente carico), ho aggiornato il firmware del fēnix 5S Plus all’ultima versione disponibile, la 4.20, seguendo questa guida.

Dotazione

In linea con la filosofia Garmin la dotazione è davvero essenziale. Nella confezione, oltre al dispositivo, troviamo:

  • Una insufficiente guida di avvio rapido di 10 microscopiche paginette per lingua (un manuale più completo è disponibile sul sito Garmin).
  • Il (corto) cavo USB da usare sia per ricaricare il dispositivo, sia per connetterlo al computer per esportare le attività registrate. Il connettore (proprietario e reversibile) è lo stesso già visto sui fēnix 5 e sul vívoactive 3 (recensione): Garmin lo sta gradualmente adottando su tutti i suoi orologi abbandonando le classiche “pinze”.

Una curiosità: durante la ricarica il fēnix può essere pienamente utilizzato, anche se ovviamente non può essere indossato visto che il cavo di ricarica è inserito verticalmente sul retro. Potrebbe comunque tornare comodo per registrare una traccia mentre connesso a un powerbank.

Da notare che mancano gli auricolari Bluetooth e l’adattatore AC. Se non vogliamo ricaricare il fēnix solo collegandolo al computer possiamo usare l’alimentatore del nostro smartphone, oppure possiamo acquistarne uno compatibile. Personalmente utilizzo un caricatore multiporta Anker (vedi su Amazon) che tengo sempre sul comodino.

Il fēnix è impermeabile fino a 10 atmosfere (100 m), per questo può essere utilizzato anche durante il nuoto e alcuni tipi di immersioni. È garantito inoltre per operare nell’arco di temperature comprese tra –20 °C e +45 °C. Da notare che include l’altimetro barometrico, la bussola elettronica e il supporto per le costellazioni GLONASS e Galileo.

Dispositivo

Difficilmente i fēnix 5 Plus vinceranno un premio per il design. Non che siano orrendi, ma gli manca un po’ di carattere.

Per accenderli occorre tenere premuto il tasto Light, posto in alto a sinistra. Le prima cosa che colpisce è la scarsa illuminazione del display (ma si può attivare la retroilluminazione toccando il bottone Light). Garmin ha scelto così per massimizzare l’autonomia. Per fortuna danno il meglio di sé all’aperto, dove si leggono davvero bene, anche con occhiali da sole con lenti polarizzate. Da notare che il display rimane sempre acceso.

Lo schermo, su tutti e tre i modelli, è a colori con un diametro di 1,2″ (30,4 mm) e una risoluzione di 240×240 pixel. Garmin parla di “alta risoluzione”, ma non è così: siamo assai lontani dal livello dell’Apple Watch (recensione). Per fortuna Garmin ha scelto un set di caratteri molto compatto ma allo stesso tempo sempre ben leggibile.

Una cosa da notare è che i fēnix, a differenza di molti altri modelli di Garmin stessa (come i vívoactive), non sono touch screen: per l’interazione con essi dobbiamo utilizzare i cari e vecchi bottoni. Un passo indietro? Direi di no, visto che il dispositivo può essere gestito molto bene attraverso i cinque tasti fisici. Ma bisogna farci l’abitudine, perché a mio avviso i tasti, come già avevo rilevato ai tempi del fēnix 2, non sono dove dovrebbero essere (avrei spostato Up e Down sul lato destro e il bottone di conferma sempre sullo stesso lato, ma al centro, proprio come sul Suunto Spartan Trainer Wrist HR).

Alcuni bottoni svolgono funzioni aggiuntive quando premuti a lungo. Per esempio la pressione prolungata del bottone Light permette di accedere al cosiddetto menu dei comandi, che tra le altre cose permette di attivare la modalità non disturbare, il blocco tasti e trova il mio telefono. Invece, la pressione prolungata del bottone Up apre un menu delle impostazioni contestuale alla schermata in cui ci troviamo.

L’assenza del touch screen si sente solo in un caso: nella schermata della mappa (ma ci torneremo più avanti).

Il cinturino (che è in silicone) è largo 20 mm sul fēnix 5S Plus, 22 mm sul fēnix 5 Plus e 26 mm sul fēnix 5X Plus e può essere sostituito al volo con quelli compatibili della stessa misura che supportano il QuickFit, sia originali (dai prezzi iraggionevoli, vedi su Amazon), sia di terze parti (decisamente più economici, vedi su Amazon).

Il peso che ho misurato sul mio fēnix 5S Plus è 66 grammi, praticamente identico a quanto dichiarato.

Funzioni

I fēnix 5 Plus possono fare tutto, incluse le sigle più astruse: UltraTrac, LiveTrack, live segments, TracBack, HR Broadcast, ClimbPro, Auto Climb, SWOLF, TrueUp, Move IQ, XERO e chi più ne ha più ne metta. Per la lista completa rimandiamo al sito ufficiale. Supportano ogni tipo sport: tutti i più conosciuti, ovviamente, ma anche triathlon, stand up paddle (SUP), swimrun e perfino la salita scale!

Naturalmente tutto è personalizzabile a piacere. I fēnix sono così profondamente configurabili che si possono “cucire” praticamente su misura. Ma non senza sforzo, visto che bisogna navigare tra i vari menu in una vera e propria caccia al tesoro.

Un grande plus dei Garmin è Garmin Connect, la piattaforma (con corrispondente app mobile per Android e iPhone) completamente gratuita che fa da collettore a tutte le nostre attività, il fitness tracking, la gestione dei piani di allenamento, ecc.

Connect IQ

Connect IQ è una sorta di “app store”, ovvero una piattaforma che permette a sviluppatori di terze parti di creare piccole e semplici app per integrare le funzionalità del dispositivo. Tecnicamente Connect IQ permette di installare app, widget, quadranti dell’orologio e campi dati, tutti gratuiti. Per l’installazione si deve passare dallo smartphone (attraverso l’app Garmin Connect, tab Più, Store Connect IQ) o dal computer con Garmin Connect.

Bluetooth

Il Bluetooth, almeno per me, è stato un punto dolente. Non c’è stato modo di mantenere associato in modo stabile il fēnix 5S Plus al mio smartphone Honor 10 (marchio del colosso Huawei, vedi su Amazon).

Garmin stessa in questa pagina riporta:

Garmin è al corrente dell’esistenza di un problema di connettività Bluetooth con gli smartphone Huawei tale da non consentire l’associazione con Connect Mobile. Stiamo attualmente approfondendo le cause del problema in modo da elaborare una soluzione nel più breve tempo possibile.

Il problema, in realtà, non si verifica con tutti gli smartphone Huawei. Ne ho parlato in modo più approfondito in questo articolo.

Purtroppo la mancata associazione con lo smartphone esclude molte funzionalità dei fēnix, perché non funzionano le Smart Notification, il LiveTrack, ecc.

WiFi

Il WiFi è davvero molto comodo. Una volta impostata la (o le) reti WiFi a cui collegarsi (conviene farlo da Garmin Express così da non dover scrivere sul dispositivo password chilometriche), dopo un po’ che si è entrati nel loro raggio trasferisce in automatico verso Garmin Connect le tracce registrate. Inoltre permette di inviare al dispositivo piani di allenamento e l’aggiornamento del firmware. Da notare che i fēnix supportano solo reti a 2,4 GHz e non le più moderne reti a 5 GHz 802.11ac.

La sincronizzazione avviene in automatico, in genere il tempo della doccia. Non sempre, a dire il vero, ma la si può forzare dal menu → Impostazioni → Wi-Fi → Connetti a Wi-Fi.

Musica

Con i fēnix 5 Plus possiamo ascoltare MP3 durante l’attività lasciando a casa lo smartphone attraverso auricolari Bluetooth compatibili (non inclusi), come gli Skullcandy Method Wireless (vedi su Amazon). La memoria integrata può contenere fino a 4GB di brani.

Il punto però è: c’è ancora qualcuno che ascolta gli MP3? Per chi, come me, usa Spotify (o Apple Music, Amazon Music Unlimited), è quasi inutile visto che non è compatibile. E, onestamente, cerco di esimermi dal tornare ai primi anni 2000 con cartelle piene di MP3 da caricare collegando il dispositivo via cavetto.

Aggiornamento del 3/10/2018: da oggi i fēnix 5 Plus supportano ufficialmente Spotify Premium ed è possibile sincronizzare le nostre playlist attraverso il WiFi per poi ascoltarle offline. L’app Spotify è disponibile nello store Connect IQ.

Batteria

Sulle schede tecniche Garmin dichiara un’autonomia della batteria di 11 ore con il GPS attivo. Magari! Aspettandoci questo valore siamo in realtà rimasti molto delusi: con GPS+Galileo attivo (e Bluetooth disattivo) il nostro fēnix 5S Plus raggiunge a malapena le 6 ore (qualche volta anche meno), un tempo veramente breve che non permette di portare a termine le escursioni più lunghe nemmeno facendo attenzione a metterlo in pausa durante ogni sosta. Durante i nostri test con più dispositivi il fēnix 5S Plus è sempre stato il primo a spegnersi.

Con i fēnix 5 Plus (vedi su Amazon) e fēnix 5X Plus (vedi su Amazon) sicuramente si possono ottenere risultati migliori, ma occorre portarsi al polso un dispositivo più grande e pesante. Eventualmente si può attivare l’UltraTrac, che permette di registrare meno trackpoint e di conseguenza di aumentare l’autonomia della batteria, riducendo però in modo significativo la precisione delle tracce.

Precisione

Chi si aspetta dai fēnix 5 Plus una precisione assoluta rimarrà deluso. L’altimetro è nella media, la precisione tracce non stupisce e l’attivazione di GPS+Galileo non cambia praticamente nulla rispetto a GPS+GLONASS (non è invece possibile attivare GPS+GLONASS+Galileo). Probabilmente è per questo che per impostazione predefinita Galileo non è attivo, ma va abilitato premendo il bottone di selezione in alto a destra, scegliendo lo sport, premendo il bottone Up in centro a sinistra e selezionando Impostazioni → GPS → GPS + GALILEO.

In generale la precisione della traccia è accettabile solo in condizioni ottimali: cielo sereno e spazio aperto senza ostacoli. Appena si entra in un bosco o, peggio ancora, si arriva nei pressi di pareti rocciose, la qualità crolla (anche con Galileo attivo). Niente a che vedere con il Suunto Spartan Trainer Wrist HR (recensione) o l’eTrex Touch 35 (recensione), che registrano tracce decisamente più fedeli.

Una cosa che mi ha colpito è che in alcuni casi le tracce vengono disturbate, quasi “nervose”:

L’esempio sopra è tratto dalla camminata di avvicinamento al Pic d’Asti, ma in realtà l’abbiamo osservato in moltissime altre tracce, in particolare facendo escursionismo. Questo influisce negativamente su tutti i dati calcolati, quali distanza, ecc. La causa sarà forse l’antenna un po’ sacrificata?

Peccato, perché sono tra i dispositivi più veloci che abbia mai provato a ottenere il fix GPS: è sempre questione di pochi secondi, anche se per sicurezza conviene aspettare ancora un attimo prima di far partire la registrazione della traccia.

Cartografia

Una delle novità che ho gradito di più è il supporto per la cartografia. Direi che è stata la molla che mi ha spinto all’acquisto. Quando sono in dubbio sulla direzione da prendere mentre faccio un’escursione è infinitamente più comodo sollevare il polso piuttosto che tirare fuori un dispositivo dalla tasca o dallo zaino. Certo, la dimensione del display è ridotta, e quando vado in mountain bike preferisco un dispositivo sul manubrio piuttosto che al polso, ma anche in questo caso si tratta di un compromesso accettabile.

Le mappe preinstallate, basate su OpenStreetMap, sono appena discrete.

Per fortuna ne esistono di qualità superiore completamente gratuite che possono essere installate in modo semplice.

In generale comunque si vedono davvero bene e sono piuttosto impressionato da quanto siano comode da usare. Dà una grande sicurezza ruotare il polso, buttare un occhio al display e osservare di essere sulla traccia. L’unico difetto è che le mappe non sono molto comode da navigare a causa dell’assenza del touch screen.

Su Windows si può seguire la classica guida che avevo preparato per le OpenMtbMap (vedi), mentre su Mac i fēnix non vengono più riconosciuti come chiavette USB. Il motivo è dovuto al fatto che ora utilizzano il protocollo Media Transfer Protocol (MTP). Ecco come risolvere installando le Freizeitkarte, valide mappe sempre basate sulle OpenStreetMap:

  1. Andare in questa pagina.
  2. Scorrere fino alla voce Italy – Install image for micro SD card e scaricare il file ZIP.
  3. Scompattare il file ZIP ottenendo il file gmapsupp.img.
  4. Installare su Mac l’app Android File Transfer.
  5. Usando Android File Transfer copiare il file gmapsupp.img sul fēnix nella sottocartella GARMIN.

Installata la mappa, per visualizzarla sul dispositivo si deve:

  1. Premere il bottone in alto a destra.
  2. Scorrere giù in basso fino ai quattro pallini colorati.
  3. Selezionare Mappa.
  4. Premere il bottone Menu (a sinistra in centro)
  5. Selezionare Impostazioni mappa → Mappa → Configura mappe.

Poco intuitivo? Ecco cosa intendo dire parlando di caccia al tesoro.

È possibile anche seguire una traccia registrata da un amico o scaricata da qualche sito. Sul computer la procedura da seguire è la stessa indicata nel nostro video. Una volta sul dispositivo occorre:

  1. Premere il pulsante in alto a destra.
  2. Scegliere lo sport.
  3. Premere il pulsante Up.
  4. Scegliere Navigazione.
  5. Scegliere Percorsi.
  6. Scegliere la traccia da seguire.
  7. Scegliere Segui Percorso.

È molto valido anche il TracBack, la funzionalità che ci riporta alla macchina, mandando un avviso (vibrazione + suono) quando usciamo fuori rotta.

Conclusioni

Mi sono piaciuti o non mi sono piaciuti? Sicuramente Garmin ha creato, direi per la prima volta, tre dispositivi multisport (5S Plus, vedi su Amazon, 5 Plus, vedi su Amazon, e 5X Plus, vedi su Amazon) che possono far felici allo stesso tempo, senza dover scendere a troppi compromessi, runner, trail runner, escursionisti, alpinisti, mountain biker e, soprattutto, chi pratica più di queste attività. In particolare il supporto per la cartografia è rivoluzionario per noi escursionisti, che fino a ieri dovevamo rivolgerci ad altri dispositivi (non da polso).

Ma il display è un po’ triste, il design non stupisce, la precisione di GPS e altimetro è sotto la media, la durata della batteria poco convincente, ci sono problemi con il Bluetooth e alcuni dispositivi Huawei, Garmin Pay in Italia è una chimera. Piccole/grandi sbavature per dispositivi a cui dal punto di vista sportivo si può recriminare davvero poco, ma che stridono con i prezzi a cui sono venduti che fanno pretendere il massimo.

Per tornare alla domanda iniziale: sono davvero i dispositivi definitivi per lo sport e, allo stesso tempo, per la vita di tutti i giorni? Purtroppo no. Ci si avvicinano? Abbastanza. Vale la pena comprarli? Dipende: bisogna conoscere e accettare i compromessi che ho cercato di sviscerare in questa recensione. Chi può fare a meno della cartografia potrebbe considerare i modelli precedenti (5S, vedi su Amazon, e 5, vedi su Amazon), che ora si possono trovare a prezzi più ragionevoli.

Pro

  • Pieno supporto per la cartografia.
  • Elevato numero di funzionalità.
  • Profondamente personalizzabili.
  • Presenza del WiFi.
  • Impostazioni predefinite già buone.
  • Al sole si leggono molto bene.
  • Sono espandibili attraverso la piattaforma Connect IQ.
  • Fitness tracker davvero ben realizzato.
  • Piattaforma Garmin Connect molto valida.
  • Possono essere utilizzati (ma non indossati) anche durante la ricarica.
  • Supportano piani di allenamento anche evoluti.
  • Font compatto che si legge molto bene.
  • Velocissimo a ottenere il fix GPS.

Contro

  • Prezzo troppo elevato.
  • Poco intuitiva la posizione dei tasti.
  • Al chiuso sono poco luminosi.
  • Il manualetto incluso è assolutamente insufficiente.
  • Più impreciso di quanto il prezzo vorrebbe far credere.
  • Problemi di sincronizzazione Bluetooth con alcuni dispositivi Huawei.
  • La navigazione tra i vari menu in alcuni casi richiede una vera e propria “caccia al tesoro”.
  • La sincronizzazione WiFi ogni tanto va forzata a mano.
  • Supporta solo reti WiFi a 2,4 GHz e non le più moderne reti a 5 GHz 802.11ac.
  • Gli auricolari non sono inclusi.

Da considerare

  • Galileo non offre vantaggi concreti.
  • Non è touch screen.
  • Garmin Pay in Italia è ancora una chimera.
  • Il lettore musicale supporta Spotify Premium, ma non gli altri sistemi di streaming come Apple Music o Amazon Music.
  • Su Mac non vengono più riconosciuti come chiavette USB perché usano il protocollo Media Transfer Protocol (MTP).
  • Storicamente hanno una buona tenuta del valore nel tempo.
Verdetto
Buono

Valerio Dutto

Ha fondato Cuneotrekking insieme a Elio nel 2007. Ingegnere informatico, appassionato di montagna, di sport all'aria aperta e di tecnologia, si occupa delle recensioni e delle guide. Nel 2011 ha co-fondato Delite Studio, la società informatica che si occupa del "dietro le quinte" di Cuneotrekking.

Commenti (3)


  1. I problemi con i Huawei dipendono dal telefono, non dall’orologio, anch’io avevo problemi con il Fenix3HR e con tanti altri dispositivi, cambiando telefono ho risolto tutto, sia col cellulare precedente che col successivo non ho mai avuto nessun problema di collegamento e le notifiche funzionano sempre, solo col Huawei avevo problemi (e i problemi erano con tanti altri dispositivi, non solo con l’orologio)


  2. Ciao Valerio,
    Sono un collega di Elio e seguo sempre il tuo sito…
    Complimenti per l’impegno…
    Avevo una domanda a proposito della serie fenix 5.
    Io ho comprato pochi giorni fa un fenix 5x e dopo averlo aggiornato ho cominciato ad usarlo.
    Confermo i pregi e i vari difetti che hai elencato…
    Quello però che non sono riuscito a risolvere è la misurazione della velocità verticale.
    L’orologio..invece di darmi i miei soliti 600/700/800 metri orari mi raddoppia le cifre..e cioè 1200/1500/2000 mt orari..
    Qual è secondo te il problema?
    nel settaggio del gps?..o dove?
    grazie in anticipo per la tua consulenza.
    antonello

    • Valerio Dutto


      Ciao Antonello, scusami, mi era sfuggito il tuo commento. Onestamente non ho idea: con il fenix 5 Plus mi mostra sempre valori abbastanza verosimili, ma non so se sia dovuto al fatto che dispone della funzionalità ClimbPro che sui precedenti modelli non era presente. Il firmware è già aggiornato all’ultima versione?

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