La linea vívoactive ci aveva intrigato fin dalla presentazione del suo primo modello nel 2015 ([amazon asin="B00RE1UL52"]). Sulla carta si trattava infatti del GPS per sportivi più interessante degli ultimi anni.… Recensione del Garmin vívoactive HR, il GPS/smartwatch/fitness band più versatile che ci sia Valerio Dutto 4.5

Recensione del Garmin vívoactive HR, il GPS/smartwatch/fitness band più versatile che ci sia

La linea vívoactive ci aveva intrigato fin dalla presentazione del suo primo modello nel 2015 (vedi su Amazon). Sulla carta si trattava infatti del GPS per sportivi più interessante degli ultimi anni. Perché? Per tre motivi: la sua versatilità multi sport, il supporto ad app di terze parti (Garmin parla di store Connect IQ) e un prezzo intorno ai 250€.

A febbraio di quest’anno Garmin ha presentato il nuovo vívoactive HR (vedi su Amazon), rivoluzionandolo sotto tanti punti di vista (il nome ufficiale è scritto proprio così: tutto minuscolo con l’accento acuto sulla prima i). Il design è completamente cambiato (rimane sempre un orologio, ma ora la cassa ha una forma più allungata) e sono stati introdotti l’altimetro barometrico e la bussola elettronica (maggiori dettagli sul perché sono importanti). Ma soprattutto ora è presente il sensore Garmin Elevate che permette la rilevazione della frequenza cardiaca direttamente al polso senza bisogno di indossare una fascia toracica (da cui il suffisso HR che sta per heart rate, cioè battito cardiaco).

Il Garmin vívoactive HR

Da notare che il vívoactive HR è uno smartwatch (touchscreen) pensato per essere utilizzato non solo durante l’attività sportiva, ma 24 ore al giorno (esatto: anche durante la notte).

Insomma, sulla carta sembra un gran bel dispositivo con un prezzo “ragionevole”. Visto che di cose da dire ce ne sono tante cercheremo di soffermarci su quelle che riteniamo più importanti, rimandando alla scheda tecnica disponibile sul sito Garmin (vedi) chi fosse interessato ad avere l’elenco completo. Ma cominciamo.

1 Prima di utilizzarlo

Come sempre, dopo una prima ricarica del dispositivo (che comunque arriva parzialmente carico), abbiamo aggiornato il firmware del vívoactive HR all’ultima versione disponibile, la 2.60 (poi diventata 2.80 e infine 2.90 nel corso dei test), seguendo questa guida.

Al primo avvio ci vengono chieste lingua, unità di misura per le distanze (km o mi), formato orario (12 o 24 ore), sesso, polso (sinistro o destro), peso e altezza. Le informazioni su di noi, che potranno essere modificate in qualunque momento dalle impostazioni, vengono utilizzate per stimare in modo più preciso alcuni parametri come le calorie bruciate.

Durante la configurazione iniziale si può già associare il vívoactive HR ad uno smartphone (informazioni), cosa che, come vedremo, è altamente consigliata per poter usufruire di tutte le funzionalità “smart”. In realtà non siamo mai riusciti a portare a termine la semplice procedura perché l’app Garmin Connect ci ha sempre restituito “Errore connessione di rete”. Il tutto si è risolto utilizzando il computer e Garmin Express.

Una volta avviato il dispositivo abbiamo subito fatto alcune personalizzazioni:

  • Attivato il GLONASS per i vari tipi di sport (occorre tener premuto il bottone – e portarsi in Impostazioni → Applicazioni → scegliere lo sport che ci interessa → Impostazioni → GPS). Il GLONASS offre una precisione maggiore in quelle situazioni in cui una larga porzione del cielo è coperta, come canyon, boschi e città, a costo di una contenuta riduzione della durata della batteria, quantificabile all’incirca nel 20%.
  • Modificato alcuni campi dati secondo le nostre abitudini (occorre tener premuto il bottone – e portarsi in Impostazioni → Applicazioni → scegliere lo sport che ci interessa → Impostazioni → Pagine Dati).

2 Le dimensioni

Il vívoactive HR ha una cassa completamente in plastica dalla forma spiccatamente rettangolare (3 x 5,7 cm) che può piacere o meno.

Il vívoactive HR al polso

Spessore e peso, considerando il numero di sensori integrato, sono piuttosto contenuti perché pari, rispettivamente, a 1,2 cm e 47 grammi.

Il Garmin vívoactive HR è abbastanza sottile (notare la sporgenza del sensore HR)

Il vívoactive HR è offerto in un doppio formato: con cinturino regular (137 – 197 mm, vedi su Amazon), quello da noi utilizzato, o extra large (165 – 225 mm, vedi su Amazon).

3 La dotazione

In linea con la filosofia Garmin la dotazione è davvero essenziale. Nella confezione, oltre al dispositivo, troviamo:

  • Una “pinza” da utilizzare sia per ricaricare il dispositivo, sia per connetterlo al computer per esportare le attività registrate.
  • Una insufficiente guida di avvio rapido di appena 5 paginette per lingua (un manuale più completo è disponibile sul sito Garmin).

La pinza per la ricarica e il collegamento al computer

Da notare che manca l’adattatore AC. Se non vogliamo ricaricare il vívoactive HR solo collegandolo al computer possiamo usare l’alimentatore del nostro smartphone (abbiamo testato quello dell’iPhone e funziona perfettamente), oppure possiamo acquistarne uno compatibile (vedi su Amazon).

Personalmente, visto il numero sempre crescente di dispositivi da ricaricare, ho messo sul comodino un caricatore multiporta Anker (vedi su Amazon) in grado di erogare in modo stabile per ciascuna porta il numero massimo di ampere recepibili dal dispositivo collegato.

Caricatore multiporta Anker

Il vívoactive HR è garantito per una impermeabilità fino a 50 metri sotto l’acqua (5 atmosfere), per cui possiamo tenerlo anche mentre nuotiamo (o, a maggior ragione, ci facciamo la doccia o corriamo sotto la pioggia). Come sempre consigliamo dopo un bagno in acqua salata di sciacqualo accuratamente.

4 Caratteristiche

Il vívoactive HR è dotato di due soli bottoni fisici, posti entrambi sotto il display:  (a sinistra) e – (a destra).

I due bottoni ← e – sotto al display

Il resto dell’interazione la si fa con il touchscreen, attraverso cui si possono scorrere le varie schermate e premere i bottoni. Il display può essere bloccato per prevenire tocchi involontari (occorre tenere premuto ← e poi selezionare la voce Blocca dispositivo). Da notare che questa funzionalità, a dispetto del nome, blocca solo il display, non i due bottoni fisici. Durante le nostre prove ci è capitato in alcune occasioni, soprattutto mettendo o togliendo lo zaino, di premerli inavvertitamente interrompendo la registrazione della traccia, cosa di cui ci siamo accorti solo più tardi.

Il display ha una risoluzione modesta, 205×148 pixel, come il suo predecessore. Appena accesso colpisce la sua scarsa illuminazione, anche alla massima luminosità (impostabile tenedo premuto – e selezionando Impostazioni → Sistema → Retroilluminazione). Garmin ha scelto così per massimizzare l’autonomia. Per fortuna dà il meglio di sé all’aperto, dove si legge davvero molto bene, anche con occhiali da sole con lenti polarizzate. Da notare che si tratta di uno dei pochi dispositivi con il display sempre acceso. Il vetro è robusto (ma, visto il costo contenuto, non è in zaffiro) e pur avendolo maltrattato durante i nostri test non mostra segni di graffi.

Il vívoactive HR eccelle nei sensori presenti, di cui parleremo più in dettaglio nel seguito:

  • Sensore ottico per la rilevazione cardio dal polso.
  • GPS/GLONASS.
  • Barometro.
  • Bussola elettronica.
  • Accelerometro.

È inoltre presente un termometro interno, non pubblicizzato, che soffre dello stesso problema di quello presente nel fēnix 2 (recensione) e nel Suunto Ambit2 (recensione): dato che si trova nella cassa inferiore dell’orologio a contatto con la pelle, i valori misurati sono così imprecisi da perdere di qualunque significato (anche 5/6 gradi in più di quelli reali). Chi è interessato a misure più precise può acquistare a parte il valido sensore Garmin tempe (vedi su Amazon).

Il vívoactive HR ha un’interfaccia localizzata in italiano. Ma le traduzioni al momento non sono complete: piuttosto spesso compaiono alcune voci in lingua originale (il problema si è inspiegabilmente accentuato con l’ultima versione del firmware, la 2.90).

Classico esempio di schermata con mix di parole in italiano e inglese

Come vedremo il vívoactive HR può essere utilizzato per moltissimi sport all’aperto tra cui corsa, bici, camminata, canottaggio, golf e sci/tavola. È inoltre indicato per l’allenamento indoor, ad esempio il nuoto in piscina, la corsa su tapis roulant, la pedalata su rulli o cyclette.

5 Fitness tracker

Il vívoactive HR è pensato per essere indossato 24 ore su 24 come fitness tracker e smartwatch.

Come avevamo raccontato nella recensione della fitness band vívosmart:

L’ultima tendenza è cercare di mantenere uno stile di vita sano senza necessariamente essere degli atleti o passare le giornate in palestra. Lo possiamo fare muovendoci quando possibile: prendendo la bici per andare al lavoro, spostandoci a piedi tra una riunione e l’altra, salendo le scale a piedi. Insomma: facendo sport mentre… non facciamo sport.

Per molti di noi tener traccia di tutte queste “micro” attività diventa un modo per spingerci a farne ancora di più, per migliorare giorno dopo giorno. I chilometri percorsi, le calorie bruciate, i piani di scale superati, le ore di riposo: sono numeri che, più o meno inconsciamente, ci possono incentivare a migliorare la nostra salute.

Il vívoactive HR ci aiuta a monitorare tutte queste micro attività tenendo traccia dei passi compiuti (con l’accelerometro) e dei piani di scale saliti (con l’altimetro barometrico), in base ai quali stima i chilometri percorsi, verifica se abbiamo superato o meno gli obiettivi del giorno (di passi, piani superati e intensità) e dà una stima delle calorie consumate.

La schermata che mostra i passi, obiettivo giornaliero e piani saliti

Ovviamente, è meglio precisarlo, si tratta di stime: il numero di passi, per quanto relativamente preciso, è difficilissimo da valutare visto che il polso si muove in continuazione, non solo mentre camminiamo. Il vívoactive HR quindi, come d’altra parte tutti i dispositivi di questo tipo, tende un po’ a sovrastimare i valori (ad esempio viene rilevato qualche passo in più quando guidiamo o digitiamo sulla tastiera del computer). Ma in fin dei conti il numero esatto non è importante: lo scopo di un dispositivo come questo è spingerci a fare di più.

Per quanto non indispensabili, le funzioni di fitness tracker sono una gradita aggiunta al vívoactive HR, che, grazie anche al notevole numero di sensori presenti, si comporta anche meglio di molte fitness band dedicate. Facendo leva sul nostro inconscio ci spinge a fare il necessario per raggiungere gli obiettivi del giorno (calcolati in automatico adattandosi al nostro stile di vita, aumentando gradualmente per incitarci a migliorare), premiandoci quando li superiamo.

Il vívoactive ci premia per aver superato di 5 volte il numeri di piani giornalieri da salire

Il vívoactive HR monitora anche l’intensità delle attività svolte e, facendo uso dei dati sulla frequenza cardiaca, rileva il tempo trascorso in attività moderate (come una camminata veloce) o intense (come una corsa). Questi valori dovrebbero venir sommati durante la settimana per spingerci a fare almeno 150 minuti ad intensità moderata o 75 ad alta intensità a settimana, come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tuttavia segnaliamo un bug che abbiamo rilevato: il contatore dei minuti di intensità si azzera ad ogni sincronizzazione con Garmin Connect, rendendolo di fatto inutile.

La schermata che mostra il contatore dei minuti “di intensità”

Bug a parte, che sicuramente verrà risolto nelle prossime versioni del firmware, l’unica cosa che davvero non riusciamo ad apprezzare è la barra del movimento, che dopo un’ora di inattività vibra per spingerci a muoverci. Seppur lodevole come intento, lo fa sempre nei momenti meno opportuni (come durante una riunione) e in modo indiscriminato senza tenere conto delle attività svolte nella giornata (come durante il ritorno in macchina dopo un lungo giro in MTB!). Per fortuna si può disattivare tenendo premuto – e selezionando Impostazioni → Widget → Passi → Impostazioni passi → Allarmi movimento.

6 Rilevamento del sonno

Sempre grazie all’accelerometro il vívoactive HR è in grado di misurare la durata (e la qualità) del nostro sonno. La mattina possiamo conoscere esattamente quanto abbiamo dormito e vedere, sotto forma di grafico, tutti i movimenti che abbiamo fatto. Un’informazione curiosa ed estremamente precisa (spesso spacca il minuto) che tra l’altro finalmente non dobbiamo più abilitare a mano la sera e la mattina come accadeva con il vívosmart (recensione).

garmin-connect-analisi-sonno

7 Sport supportati

Considerare il vívoactive HR una semplice fitness band sarebbe riduttivo. In realtà il suo pregio più grande, che è anche ciò che lo distingue da buona parte degli smartwatch in commercio, è la presenza del modulo GPS (e GLONASS) che permette di utilizzarlo in molte attività all’aperto al posto di altri dispositivi dedicati.

Il vívoactive HR supporta nativamente un gran numero di sport: corsa (outdoor e indoor), bici (outdoor e indoor), camminata (outdoor e indoor), nuoto (in piscina), canottaggio, golf e sci/tavola.

La schermata (configurabile) che permette di scegliere lo sport

Una sport, comunque, non è altro che un raggruppamento di impostazioni (si parla anche di profilo). Ad esempio, le impostazioni e la personalizzazione del dispositivo sono diverse quando lo si utilizza per la corsa piuttosto che per la mountain bike. Ovviamente le attività si possono eliminare, aggiungere o modificare a piacere (basta portarsi nel menu e selezionare Impostazioni → Applicazioni).

Ad esempio il profilo per la corsa misurata la cadenza (ovvero il numero di passi al minuto) grazie all’accelerometro integrato e visualizza dati utili relativi a passo, distanza, tempo, lap, frequenza cardiaca e zona cardio (naturalmente è tutto configurabile). Inoltre emette una vibrazione ogni km superato (auto-lap, anche questo configurabile).

In bici le impostazioni sono diverse. Al posto del passo misurato in min/km giustamente ci mostra la velocità in km/h e la vibrazione dell’auto-lap non viene emessa ogni km (che risulterebbe eccessiva), ma ogni cinque. La cadenza (in questo caso intesa come il numero di pedalate al minuto) non viene più misurata con l’accelerometro, ma solo con il sensore dedicato opzionale (vedi su Amazon). Da considerare che in bici, essendo da tenere al polso, è comunque meno comodo da consultare rispetto a un dispositivo posto sulla pipa o sul manubrio (chi lo usa spesso in bici può valutare l’acquisto del supporto per tubolare, vedi su Amazon).

In ogni sport possiamo impostare degli allarmi per essere avvisati in molteplici condizioni, ad esempio quando scendiamo al di sotto di un certo passo, o quando ne superiamo un altro. Ce ne sono di tutti i tipi: velocità, zona cardio, cadenza, distanza, calorie, intervalli di allenamento (camminata/corsa) e così via.

Naturalmente tutto è personalizzabile a piacere. Il vívoactive HR è così profondamente configurabile che si può “cucire” praticamente su misura. Ma non senza sforzo, visto che bisogna navigare tra i vari menu in una vera e propria “caccia al tesoro”.

È bene però sottolineare che le funzioni che offre sono volutamente più limitate rispetto a quelle dei dispositivi dedicati. Non ci sono ad esempio i piani di allenamenti strutturati per i runner o biker, o gli algoritmi che permettono di utilizzarlo nel nuoto all’aperto in acque libere (presenti invece ad esempio sul Forerunner 920XT, vedi su Amazon oppure sul Forerunner 735XT, vedi su Amazon). A molte persone, comunque, queste cose non interessano.

Il vívoactive HR può naturalmente essere portato anche in montagna durante escursionismo o alpinismo grazie alla presenza di bussola elettronica e altimetro barometrico, sebbene con alcuni limiti. È possibile salvare punti di interesse (tenendo premuto – e scegliendo Navigazione → Salva posizione), ma non gli si può assegnare un nome (vista l’assenza di tastierino anche virtuale). Può fare la navigazione verso un punto salvato in precedenza o l’inizio della traccia, ma solo in linea d’aria con la bussola:

La freccia che indica direzione e distanza dal punto scelto

Non ci sono inoltre la visualizzazione della traccia percorsa (lo possono fare app a parte come Hike 2 e dwMap, ma buona parte come vedremo sono troppo poco curate per poter essere davvero prese in considerazione) o della rotta da seguire né il supporto per la cartografia.

8 Smartwatch e Smart Notification

Attraverso le Smart Notification il vívoactive HR mostra ogni email, SMS, telefonata e altro avviso ricevuto sul proprio smartphone iOS, Android o Windows Phone compatibile (ecco la lista completa).

Una Smart Notification WhatsApp

Si tratta di una funzionalità alla quale siamo già abituati perché inclusa ormai da alcuni anni su tutti i nuovi Garmin. Ci evita di fermarci e tirare fuori dallo zaino lo smartphone ad ogni notifica ricevuta. In questo caso poi è ancora più comoda perché, a differenza degli altri dispositivi che vengono usati solo durante l’attività sportiva, il vívoactive HR è sempre al polso con noi.

Garmin parla di vero e proprio smartwatch, ma è giusto sottolineare che ci sono alcuni limiti. Intanto possiamo solo ricevere, non rispondere. Inoltre non viene emesso alcun suono: gli avvisi sono solo delle vibrazioni. Se ne può comunque modificare l’intensità tenendo premuto – e scegliendo Impostazioni → Sistema → Vibrazione.

Inoltre non si può leggere tutto il contenuto della notifica, ma solo qualche centinaio di caratteri (in genere comunque sufficienti per capire se si tratta di una cosa prioritaria o che possiamo rimandare). Alcuni caratteri speciali (come alcune emoticon meno comuni) poi vengono sostituiti con semplici quadratini.

Insomma: chi cerca un “vero” smartwatch farà bene a rivolgersi all’Apple Watch (recensione) o a un dispositivo Android Wear come l’Asus Zenwatch 2 (vedi su Amazon, di cui peraltro proprio oggi è stato presentato il successore Asus Zenwatch 3 che sarà disponibile a partire da ottobre). Comunque è giusto sottolineare che si tratta di una funzionalità utile che, pur con i limiti descritti, abbiamo trovato comodissima e efficace (mentre non posso affermare lo stesso di Android Wear: possiedo un Asus Zenwatch di prima generazione che rimane a prendere polvere in un cassetto).

Come per tutto il resto anche le Smart Notification sono profondamente configurabili. Si possono scegliere le categorie di notifiche da ricevere normalmente o durante l’attività. Ad esempio possiamo decidere di ricevere le chiamate in entrata e gli SMS sia normalmente sia durante un’attività, ma le email solo normalmente.

Da notare che le Smart Notification fanno uso del Bluetooth LE, pertanto la loro attivazione riduce l’autonomia delle batterie (che comunque, come vedremo, rimane ottima).

Un’altra funzionalità simil-smartwatch che, pur nella sua semplicità, abbiamo di tanto in tanto apprezzato è stato il widget per il controllo della musica in riproduzione sul nostro smartphone:

Il widget per il controllo della musica

Attraverso di esso ho fatto felice lo smanettone che è in me pilotando la playlist Spotify direttamente dalla doccia (il touchscreen sotto l’acqua fatica un po’, ma con un po’ di dedizione si riesce a comandarlo). Ho anche controllato la musica che mettiamo per far
addormentare nostra figlia senza dovermi alzare dal divano o dalla tavola. Da notare che non viene mostrato il titolo della canzone corrente o altre informazioni.

9 Sensore Garmin Elevate

Il sensore Garmin Elevate è quello che permette la rilevazione della frequenza cardiaca direttamente al polso senza bisogno di indossare una fascia toracica come la Garmin soft premium (recensione). Nel vívoactive HR è così importante che Garmin ha deciso di sottolinearlo perfino nel nome aggiungendo il suffisso HR.

Il sensore è lo stesso già visto sui fēnix 3 HR (vedi su Amazon) e sul Forerunner 235 (vedi su Amazon), nel frattempo ulteriormente perfezionato lato software.

Il sensore HR con i led verdi illuminati

Il giusto posizionamento del vívoactive HR è molto importante per avere misurazioni accurate del battito. Consigliamo innanzitutto di indossarlo “all’americana”, ovvero qualche centimetro più in basso dell’osso del polso:

La posizione migliore per il sensore HR

Inoltre, durante l’attività è meglio stringerlo un po’ più stretto (durante il resto del giorno invece lo si può lasciare un poco più largo).

In generale la precisione che abbiamo rilevato è più che accettabile. Occasionalmente abbiamo notato dei piccoli rallentamenti nel rilevamento di cambi di frequenza o qualche contenuto scostamento dalla frequenza reale: niente di particolarmente significativo per “utenti normali”, ma con una comodità nettamente superiore rispetto ad una qualunque fascia cardio.

Particolarmente interessante è il monitoraggio continuo 24 ore su 24. In tal modo possiamo tenere sempre sotto controllo il nostro battito e il dispositivo può misurare la frequenza cardiaca a riposo (FCR), ovvero quella più bassa del giorno (sonno escluso). Onestamente però non abbiamo capito come faccia a calcolarla, visto che ci è capitato di vedere valori di FCR superiori alla frequenza “istantanea”. Da notare che giustamente il vívoactive HR, per ridurre il consumo di batteria, monitora la frequenza cardiaca meno spesso se non sta registrando una attività sportiva.

È presente inoltre una funzione chiamata HR Broadcast che ci permette di estendere la rilevazione cardio ad un altro dispositivo GPS compatibile (ad esempio gli Edge) come se stessimo indossando una fascia cardiaca.

Il sensore Garmin Elevate può essere disattivato se desiderato (tenendo premuto – e scegliendo Impostazioni → Sensori → Frequenza cardiaca → Off). Da notare che non funziona sott’acqua durante il nuoto (ci sono dei trucchi per attivarlo lo stesso, ma lo sconsigliamo visto che non darebbe valori attendibili).

10 Garmin Connect

Mentre sui GPS il portale Garmin Connect è una gradita aggiunta (ma di cui si può fare a meno), in questo caso diventa parte integrante (e necessaria) dell’esperienza utente.

Per utilizzare Garmin Connect, che è completamente gratuito, è necessario registrasi e fornire alcune informazioni (sesso, peso, altezza, età) che verranno usate per calcolare in modo più preciso le calorie bruciate. Inoltre è possibile calibrare la lunghezza della falcata, impostare l’orario tipico a cui ci si addormenta/sveglia e impostare le zone di frequenza cardiaca.

Garmin Connect è un buon servizio, completo e con una grafica curata, anche se a nostro avviso troppo dispersiva. Ci sono un’infinità di widget e non è sempre facile trovare a colpo d’occhio ciò che ci interessa.

La sincronizzazione tra vívoactive HR e Garmin Connect avviene in due modi:

  • Collegando con la “pinza” in dotazione vívoactive HR al computer su cui deve essere installata la piccola utility Garmin Express. È il metodo più scomodo, ma anche più rapido (ci mette pochi secondi).
  • Collegando con il Bluetooth vívoactive HR ad uno smartphone o tablet su cui è installata l’app Garmin Connect Mobile (disponibile per iOS, Android e Windows Phone). È la modalità più semplice, ma è abbastanza lenta e richiede uno smartphone o un tablet con il supporto al Bluetooth 4.0 Low Energy, ovvero un iPhone dal 4s incluso oppure alcuni dispositivi Android recenti con Jelly Bean 4.3 (la lista ufficiale, incompleta, è disponibile sul sito Garmin).

11 Connect IQ

Connect IQ è una sorta di “app store”, ovvero una piattaforma che permette a sviluppatori di terze parti di creare piccole e semplici app per integrare le funzionalità del dispositivo. Oltre al vívoactive HR è supportata solo dai Garmin più recenti, tra cui i nuovi Oregon 700/750 (vedi su Amazon) e gli orologi fēnix 3 (vedi su Amazon), vívoactive di prima generazione (vedi su Amazon), Forerunner 920XT (vedi su Amazon), Forerunner 735XT (vedi su Amazon) ed epix (vedi su Amazon).

Tecnicamente Connect IQ permette di installare app, widget, quadranti dell’orologio e campi dati, tutti gratuiti. Per l’installazione si deve passare dallo smartphone (attraverso l’app Garmin Connect, tab Altro, Store Connect IQ) o dal computer con Garmin Express. Per avere un’idea di quanto offre ci si può recare sul sito ufficiale.

L’idea di Connect IQ è eccellente, ma diciamoci la verità: la piattaforma non è ancora riuscita ad attirare l’attenzione dei veri sviluppatori e la qualità delle app è piuttosto… scadente. Tra l’altro non è affatto facile individuare le poche ben fatte (come il campo dati Strava Live Suffer Score).

Alcune dritte: assicurarsi sempre di scegliere i moduli compatibili con il nostro dispositivo, ordinare i risultati per “più popolare” e prestare attenzione al tipo di modulo (app, widget, quadranti dell’orologio e campi dati) grazie all’icona posta sotto i risultati:

screenshot-connect-iq

12 LiveTrack

Il concetto che sta dietro LiveTrack è molto semplice: con il Bluetooth associamo il vívoactive HR al nostro smartphone (iPhone, Android o Windows Phone), e utilizziamo quest’ultimo per inviare i dati della nostra uscita a amici e familiari che potranno seguire in tempo reale il percorso che stiamo facendo.

Naturalmente è necessario che lo smartphone abbia un piano dati attivo e sia presente una connessione dati (cosa non scontata in alta montagna, almeno nelle nostre zone).

Noi l’abbiamo provato con un iPhone 6. Appena attiviamo il LiveTrack dall’app Garmin Connect Mobile sullo smartphone possiamo scegliere gli indirizzi email delle persone da invitare, che riceveranno un’email.

Aprendo l’email i destinatari potranno seguire in tempo reale, dal loro computer o dal loro smartphone, il percorso che stiamo compiendo con i principali dati associati (velocità/passo medio, tempo trascorso, distanza compiuta e ascesa).

13 Precisione

Il vívoactive HR è una scheggia ad ottenere il fix GPS. Grazie alla sincronizzazione con Garmin Connect è in grado di scaricare in automatico la posizione dei satelliti prevista per la settimana (chiamata infelicemente EPO, Extended Prediction Orbit) e di collegarsi davvero velocemente, spesso in un tempo inferiore ai 30 secondi.

La traccia registrata risulta sempre molto pulita, anche in condizioni relativamente difficili. Si tratta di uno dei dispositivi più precisi che abbiamo avuto modo di provare.

Al contrario, invece, non ci ha colpiti la precisione dell’altimetro. L’errore tipico si aggira intorno ai 20/30 metri, un risultato di gran lunga peggiore rispetto a quello di altri dispositivi come l’eTrex Touch 35 (recensione). Questo ampio margine di errore può essere ridotto solo in parte attraverso la calibrazione manuale frequente (tenendo premuto – e scegliendo Impostazioni → Sensori → Altimetro → Calibra).

La schermata che permette di calibrare l’altimetro

14 Batteria

L’autonomia della batteria è uno dei punti di forza del vívoactive HR. Garmin dichiara fino a 8 giorni in modalità smartwatch (con monitoraggio 24/7 della frequenza cardiaca) e 13 ore in modalità GPS. Entrambi i valori sono in linea con i risultati dei nostri test sul campo.

Ovviamente tutto dipende dall’uso che se ne fa, ma in generale possiamo dire che, a meno che non si compiano per più giorni consecutivi attività lunghe che richiedono il GPS, non è necessario ricaricarlo tutte le notti. Normalmente, pur lasciando il Bluetooth attivo per le Smart Notification e facendo un utilizzo medio del GPS, possiamo pensare di doverlo ricaricare solo ogni 3/4 giorni, un valore eccellente e nettamente superiore a quello di altri smartwatch (come l’Apple Watch, recensione) che invece vanno ricaricati ogni giorno.

15 Accessori

Come da tradizione Garmin, possiamo acquistare a parte alcuni accessori tra cui ricordiamo:

Da notare che il vívoactive HR non è compatibile con le fasce cardio HRM-Run (vedi su AmazonHRM-Swim (vedi su Amazon) e HRM-Tri (vedi su Amazon).

16 Conclusioni

Il vívoactive HR (vedi su Amazon) ci è piaciuto molto. Naturalmente non è esente da difetti, molti dei quali comunque risolvibili via software in futuri aggiornamenti del firmware, ma la verità è che si tratta di uno dei GPS più versatili che ci siano: un vero e proprio tuttofare da tenere sempre al polso con noi (anche considerando che offre le stesse funzionalità delle fitness band più avanzate e degli smartwatch).

Uno dei suoi principali vantaggi è l’essere sempre a disposizione: non dobbiamo ricordarci di caricare e prendere uno dispositivo in più. Lui è già lì, pronto, con tutti i suoi numerosi sensori a disposizione (cardio ottico, GPS/GLONASS, bussola elettronica, altimetro barometrico, accelerometro) che raramente ci faranno rimpiangere un dispositivo diverso.

Certo, se si pratica in modo assiduo un solo sport è meglio rivolgersi ad un dispositivo dedicato (gli Edge per la bici, vedi su Amazon, i Forerunner per la corsa/triathlon, vedi su Amazon, gli eTrex/Oregon per l’escursionismo/alpinismo, vedi su Amazon), che dispone tipicamente di funzionalità specifiche più avanzate. Ma per chi pratica più sport si tratta di un ottimo compromesso. E anche per gli altri potrebbe essere un ottimo secondo dispositivo tuttofare.

Completano il quadro un’eccellente autonomia della batteria e un prezzo che, per quanto non basso in termini assoluti, è inferiore a quello di dispositivi dedicati, come il Forerunner 235 (vedi su Amazon). I sui principali concorrenti sono il fēnix 3 HR (vedi su Amazon) e il Forerunner 735XT (vedi su Amazon), che però si situano su tutta un’altra fascia di prezzo visto che di listino costano poco meno del doppio.

Che cosa ci piace

  • È probabilmente uno dei dispositivi più versatili che ci siano (soprattutto in questa fascia di prezzo).
  • Include anche tutte le funzioni di una moderna fitness band.
  • La durata della batteria è eccellente.
  • Il prezzo è ragionevole.
  • Dispone di un elevato numero di sensori.
  • È molto veloce ad ottenere il fix GPS.
  • La traccia registrata è piuttosto accurata.
  • È espandibile, almeno in teoria, attraverso la piattaforma Connect IQ.
  • Si legge molto bene al sole (anche con lenti polarizzate).
  • Il display è sempre acceso.
  • Dispone di tutte le funzionalità più moderne (Smart Notification, LiveTrack, etc.).
  • Il monitoraggio del sonno è molto preciso.
  • È profondamente configurabile.

Che cosa non ci piace

  • Il design non stupisce.
  • Il manualetto incluso è assolutamente insufficiente.
  • Al chiuso il display è poco luminoso (ma si legge molto bene all’aperto).
  • Le traduzioni sono incomplete (alcuni testi compaiono in inglese).
  • L’altimetro non è preciso come ci saremmo aspettati.
  • La barra del movimento disturba sempre nei momenti meno opportuni (ma può essere disattivata).
  • Ci è capitato di premere inavvertitamente i bottoni fisici interrompendo la registrazione della traccia (anche con il blocco schermo attivato).
  • A nostro avviso la frequenza cardiaca a riposo (FCR) misurata non è accurata.

Da considerare

  • Alcune delle funzionalità più avanzate per singoli sport non sono presenti.
  • Non emette allarmi sonori, ma solo vibrazioni (ma può esserne configurata l’intensità).
  • In bici un dispositivo sul polso è meno comodo di un dispositivo sul manubrio (chi lo usa spesso in bici dovrebbe valutare l’acquisto del supporto per tubolare, vedi su Amazon).
  • È ancora presente qualche piccolo bug/difetto di gioventù.
  • Non sono presenti gli algoritmi che permettono di utilizzarlo nel nuoto all’aperto in acque libere.
  • La rilevazione della frequenza cardiaca non funziona sott’acqua durante il nuoto.
Verdetto
Consigliato

Valerio Dutto

Ha fondato Cuneotrekking insieme a Elio nel 2007. Ingegnere informatico, appassionato di montagna, di sport all'aria aperta e di tecnologia, si occupa della parte tecnica di Cuneotrekking, delle recensioni e delle guide.

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Commenti (7)


  1. Salve, innanzi tutto vorrei davvero farti i complimenti per questa recensione. E’ da circa una settimana che sto cercando di accumulare più informazioni possibili su questo Garmin, e la tua recensione è una delle più complete e dettagliate che abbia letto finora.
    Pratico corsa e il nuoto (a volte anche tennis), e sto cercando uno strumento di monitoraggio multifunzionale. Tra i 2 sport prediligo il nuoto, ed è per questo che anche la parte nuoto deve esser abbastanza dettagliata. Non son in cerca di qualcosa d’altamente professionale, e forse questo Garmin potrebbe far al caso mio.
    Nel post non ti addentri nel recensire come si comporta questo device durante il nuoto, e vorrei sapere, se per caso hai fatto qualche test, quanto sia preciso nell’acquisizione dei dati.
    Inoltre vorrei sapere come far per attivare il modulo HR anche quando si sceglie il profilo per il nuoto (come hai specificato anche te, so che non è preciso, lo strato d’acqua che si interpone tra la pelle e il sensore tende a non farlo lavorar bene, ma giusto per curiosità e per poter fare una comparazione con una fascia per il nuoto dedicata).

    Ti ringrazio ancora per la bella review!


    • Ciao Daniele, non ho fatto prove specifiche sul nuoto, per cui lascio la parola a chi è più competente di me al riguardo (in generale comunque so che se ne parla piuttosto bene). Ti faccio notare che il vivoactive HR permette di registrare solo le uscite in piscina e non all’aperto perché, a differenza di altri dispositivi, non dispone degli algoritmi che tengono conto del fatto che mentre il braccio è sott’acqua il segnale GPS è assente.


      • Ciao Valerio, e grazie per la risposta. Riguardo all’attivazione sei sensori per il monitoraggio della frequenza cardiaca durante il nuoto, nella tua recensione mi sembra di aver letto che ci sia un modo per attivarlo anche durante la modalità nuoto (anche se sconsigliato poiché i dati son imprecisi), ma vorrei comunque fare dei paragoni. Come lo si potrebbe attivare?


  2. Salve e complimenti per la recensione dettagliata. Volevo chiedere come impostare sul vivoactive hr la
    Possibilità di tracciare una attività indole come pesistica o allenamento vario tipo ripetizioni, addominali ecc in palestra grazie


  3. Ciao Ragazzi. Mi potete aiutare? Ho acquistato il vivoactive hr in un negozio in provincia di Cuneo, usato soltanto per i test. Nel momento dell’aggiornamento mi dice che ho la memoria piena. Come devo o posso fare per risolvere il problema? Ho controllato, e all’interno del garmin non c’è nulla. Anche iniziando l’attività di camminata mi segnala memoria piena. Cortesemente chiedo il vostro aiuto.


  4. Ottima recensione, ti ringrazio, mi è stata molto utile. Sono rimasto un po deluso perché pensavo che servisse anche per il nuoto in mare aperto e non solo in piscina. Tutto sommato però visto che lo uso per 9 mesi in piscina e solo per 3 mesi al mare sono contento lo stesso. Spero che un giorno, non so come, sia possibile farlo funzionare anche in mare. Grazie ancora per la recensione che mi è stata molto utile e che ho apprezzato con gran piacere.
    Salutoni, ciao.


    • Grazie Attilio, temo che Garmin non inserirà mai gli algoritmi per il nuoto all’aperto perché immagino li voglia mantenere come prerogativa dei modelli più costosi.

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